Salta al contenuto
Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 30223/2026 del 07/08/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (imputato)

La controversia

Il Procuratore della Repubblica ha impugnato l'ordinanza del Tribunale del riesame di Catania che, in sede di appello cautelare, aveva sostituito la custodia in carcere applicata a un imputato per tentata estorsione pluriaggravata con gli arresti domiciliari. Secondo il ricorrente, la motivazione sarebbe contraddittoria e manifestamente illogica perché il Tribunale avrebbe fondato la sostituzione della misura sul presupposto erroneo della totale eliminazione dell'aggravante mafiosa; in realtà, la sentenza di primo giudizio abbreviato avrebbe escluso tale aggravante solo quanto alla finalità agevolatrice, senza escludere il ricorso al metodo mafioso. La Corte rileva però che il ricorso non considera una seconda autonoma ragione della decisione impugnata: la presenza di elementi sopravvenuti, valorizzati in sentenza con il riconoscimento delle circostanze attenuanti generiche equivalenti alle aggravanti, che avevano consentito un nuovo giudizio sul disvalore del fatto e giustificato, nel rispetto di proporzionalità e adeguatezza, un trattamento cautelare meno afflittivo.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso del pubblico ministero. Ha ritenuto il motivo generico perché non confrontato con entrambe le rationes decidendi dell'ordinanza impugnata: da un lato, la contestazione sul preteso travisamento relativo all'aggravante mafiosa; dall'altro, la autonoma motivazione fondata su elementi sopravvenuti e sul nuovo giudizio cautelare che aveva portato a sostituire la custodia in carcere con gli arresti domiciliari. La Corte osserva inoltre che, in assenza nel fascicolo della sentenza richiamata dal ricorrente, non era comunque verificabile l'asserito travisamento del dato processuale.

Norme richiamate

  • art. 275 c.p.p.

    criteri di proporzionalità e adeguatezza

    La misura cautelare deve essere scelta e modulata secondo i criteri di proporzionalità e adeguatezza, anche alla luce di elementi sopravvenuti che incidano sul giudizio cautelare.

  • art. 273 c.p.p.

    Richiamato implicitamente nel riferimento ai gravi indizi e al giudizio cautelare complessivo, nel quale possono rilevare elementi sopravvenuti ai fini della misura.

  • art. 125 c.p.p.

    La motivazione del provvedimento cautelare deve essere coerente e sorretta da argomentazioni autonome; il ricorso per cassazione deve confrontarsi con tutte le rationes decidendi.

  • art. 606 c.p.p.

    Il ricorso per cassazione non può limitarsi a censure generiche o parziali, dovendo specificamente censurare le ragioni poste a base della decisione impugnata.

Massime di principio

  • In materia cautelare, il ricorso per cassazione è inammissibile se si confronta solo con una delle rationes decidendi poste a base dell'ordinanza impugnata, trascurandone un'altra autonoma e sufficiente a sorreggere la decisione.
  • La doglianza per travisamento del dato processuale non è scrutinabile ove il ricorrente non renda verificabile, mediante gli atti rilevanti presenti nel fascicolo, il contenuto del provvedimento o della sentenza asseritamente travisati.
  • La sostituzione della custodia in carcere con una misura meno afflittiva può essere giustificata da elementi sopravvenuti valutati nel merito cautelare, specie quando essi conducano a un diverso apprezzamento del disvalore del fatto e delle esigenze cautelari, in applicazione dei criteri di proporzionalità e adeguatezza.
  • Le censure in sede di legittimità contro provvedimenti cautelari devono essere specifiche e complete: la genericità del motivo determina l'inammissibilità del ricorso.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioniCustodia cautelareEsigenze cautelari
RamiProcesso penaleMisure cautelari
IstitutiInutilizzabilità della prova

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.