Sentenza n. 7361/2026 - Roma, Sezione 3T
per l'esecuzione della sentenza del Tribunale di Tivoli n. 1186/2025, depositata e resa pubblica il 25.09.2025, Sez. Lavoro e Previdenza, r.g. 5811/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: inadempimento del Ministero all'obbligo di dare esecuzione alla sentenza del Tribunale di Tivoli n. 1186/2025
Esito
Favorevole al ricorrente (creditore del giudicato)
Prevale il privato
La controversia
La ricorrente ha proposto ricorso per ottenere l'esecuzione della sentenza del Tribunale di Tivoli n. 1186/2025, deducendo l'inadempimento dell'Amministrazione agli obblighi derivanti dal titolo giudiziale. Il Ministero si è costituito, ma non ha fornito chiarimenti o indicazioni in ordine alla corretta esecuzione della sentenza. Il giudizio di ottemperanza è stato quindi diretto ad accertare il comportamento omissivo dell'Amministrazione e a ottenere l'adempimento dell'obbligo di conformarsi al titolo del giudice ordinario.
La decisione
Il TAR ha accolto il ricorso, rilevando che l'azione di ottemperanza ex art. 112, comma 2, c.p.a. è utilizzabile per conseguire l'attuazione delle sentenze passate in giudicato del giudice ordinario e che, quando il titolo proviene dal giudice civile in funzione di giudice del lavoro, il giudizio conserva carattere meramente esecutivo: il giudice amministrativo deve limitarsi ad accertare l'inadempimento o l'elusione del giudicato, senza integrare il contenuto della pronuncia né svolgere accertamenti di merito propri del giudizio di cognizione. Considerato l'inadempimento allegato dalla ricorrente e l'assenza di chiarimenti da parte dell'Amministrazione, il Ministero è stato condannato a dare esecuzione alla sentenza entro 60 giorni dalla comunicazione o notificazione della decisione. È stato nominato commissario ad acta il direttore generale competente del Ministero, con facoltà di delega e senza compenso, incaricato di provvedere entro ulteriori 90 giorni in caso di persistente inadempimento, anche sostituendosi o superando il dissenso di altre Amministrazioni. Non sono state applicate penalità di mora, ritenute non ancora necessarie, salva la possibilità di richiederle in caso di ulteriore inottemperanza. Il Ministero è stato condannato al pagamento di euro 600,00 oltre accessori per spese processuali, con distrazione in favore del procuratore antistatario.
Norme richiamate
art. 112, comma 2, c.p.a.
l'azione di ottemperanza può essere proposta per conseguire l'attuazione delle sentenze passate in giudicato e degli altri provvedimenti ad esse equiparati del giudice ordinario
La disposizione consente di promuovere il giudizio di ottemperanza per ottenere l'adempimento, da parte della pubblica amministrazione, dell'obbligo di conformarsi al giudicato del giudice ordinario.
Massime di principio
- L'azione di ottemperanza è proponibile per ottenere l'attuazione delle sentenze passate in giudicato e degli altri provvedimenti equiparati del giudice ordinario, quando la pubblica amministrazione non adempia all'obbligo di conformarsi al titolo giudiziale.
- Nel giudizio di ottemperanza avente a oggetto una pronuncia del giudice civile in funzione di giudice del lavoro, il giudice amministrativo svolge una funzione meramente esecutiva: deve accertare l'inadempimento o l'elusione del giudicato, senza integrare il contenuto della pronuncia o compiere accertamenti di merito propri del giudizio di cognizione.
- Quando l'amministrazione non fornisce chiarimenti o indicazioni idonei a dimostrare la corretta esecuzione del titolo, l'allegazione dell'inadempimento da parte del creditore del giudicato può fondare l'accoglimento dell'azione di ottemperanza, secondo i principi sull'onere della prova nei rapporti tra creditore e debitore.
- Il giudice dell'ottemperanza può assegnare all'amministrazione un termine per adempiere e nominare contestualmente un commissario ad acta, destinato a intervenire in caso di persistente inadempimento, anche con facoltà di superare il dissenso di altre amministrazioni coinvolte.
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