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Cassazione Civile, Ordinanza n. 01592/2025 del 22/01/2025

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

ACCOGLIMENTO CON RINVIO

Favorevole al ricorrente (fideiussori)

La controversia

Alcuni fideiussori avevano impugnato in cassazione la sentenza d'appello che, da un lato, aveva dichiarato tardiva la deduzione della nullità delle fideiussioni per contrasto con la normativa antitrust, in quanto il rilievo era stato formulato solo nella comparsa conclusionale; dall'altro, aveva respinto la censura relativa al piano di ammortamento "alla francese" del finanziamento garantito, ritenendo insussistente la dedotta capitalizzazione degli interessi. Con il primo motivo i ricorrenti hanno sostenuto che la nullità per violazione di norme imperative è rilevabile d'ufficio in ogni stato e grado, anche se dedotta per la prima volta in appello e persino in comparsa conclusionale, specie quando la fideiussione sia stata prestata su modulo conforme al modello ABI 2003. Con il secondo motivo hanno insistito sulla pretesa illegittimità del piano di ammortamento alla francese, ma senza confrontarsi in modo puntuale con la motivazione della sentenza impugnata e con le argomentazioni del primo giudice.

La decisione

La Corte ha accolto il primo motivo, cassando sul punto la decisione impugnata perché la Corte d'appello non avrebbe dovuto dichiarare tardiva la deduzione della nullità contrattuale: la nullità per violazione di norme imperative è rilevabile d'ufficio, purché i fatti rilevanti siano già emersi nel giudizio di merito e nel rispetto delle preclusioni. Ha invece rigettato il secondo motivo, ritenendolo inammissibile per difetto di specificità e, comunque, infondato, perché i ricorrenti non hanno criticato in modo adeguato la ratio della decisione di merito sul piano di ammortamento. La sentenza è stata quindi cassata nei limiti del motivo accolto e la causa rinviata alla Corte d'appello di Torino in diversa composizione, anche per le spese.

Norme richiamate

  • art. 345, comma 2, c.p.c.

    La nullità contrattuale, quale eccezione in senso lato, può essere sollevata in appello e il giudice deve comunque rilevarla d'ufficio ove i presupposti di fatto siano già acquisiti al giudizio.

  • art. 2697 c.c.

    Richiamato solo indirettamente nel riferimento al principio di specificità e al dovere di allegazione probatoria; non è il fulcro della decisione.

  • normativa antitrust

    La deduzione della nullità della fideiussione era fondata sul contrasto del modulo ABI 2003 con la disciplina a tutela della concorrenza; la Corte di cassazione non decide nel merito sulla nullità, ma afferma che tale profilo deve essere esaminato dal giudice di rinvio.

Massime di principio

  • La nullità del contratto per violazione di norme imperative ha natura di eccezione in senso lato ed è rilevabile d'ufficio in ogni stato e grado del processo, anche in appello, purché i fatti rilevanti siano già emersi nel giudizio di merito nel rispetto delle preclusioni assertive e istruttorie.
  • La deduzione della nullità può avvenire anche in comparsa conclusionale, se non richiede nuove prove e si fonda su elementi di fatto già acquisiti agli atti.
  • In sede di legittimità il motivo di ricorso deve confrontarsi specificamente con la ratio decidendi della sentenza impugnata; la mera riproposizione della tesi già sostenuta nei gradi di merito, senza critica argomentata della motivazione, è inammissibile.
  • Quando la censura di diritto si limita a contrapporre un'opinione diversa a quella della sentenza impugnata, senza indicare perché l'interpretazione del giudice sia contraria al diritto obiettivo, il motivo è privo di specificità e non è scrutinabile nel merito.

Come è indicizzato

MaterieFideiussioneImpugnazioni
RamiContrattiProcesso civile
SottomaterieRicorso per cassazione
IstitutiNullitàOnere della prova

Testo integrale

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