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Sentenza

Sentenza n. 277/2026 - Bologna, Sezione 2

per l'ottemperanza della sentenza del Tribunale di Modena n. 385/2025, pubblicata il 10.4.2025.

Giustizia amministrativa202501428

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Emilia-Romagna - Bologna, Sez. IISentenzaGiudizio di ottemperanza

Atto impugnato: mancata esecuzione della sentenza del Tribunale di Modena n. 385/2025, relativa al pagamento del bonus "carta del docente"

Esito

CESSATA MATERIA DEL CONTENDERE

Favorevole al ricorrente (docente)

Prevale il privato

La controversia

Il ricorrente ha proposto giudizio di ottemperanza ai sensi dell'art. 114 c.p.a. per ottenere l'esecuzione della sentenza del Tribunale di Modena n. 385/2025, passata in giudicato e notificata al Ministero ai fini della decorrenza del termine dilatorio di 120 giorni. Il Ministero non si è costituito. Dopo la proposizione del ricorso, il Ministero ha provveduto al pagamento del bonus "carta del docente" per gli anni indicati nel ricorso. Il ricorrente ha quindi dichiarato l'intervenuta soddisfazione della pretesa sostanziale, insistendo soltanto per la condanna del Ministero alle spese del giudizio di ottemperanza.

La decisione

Il TAR ha dichiarato cessata la materia del contendere, ritenendo che il pagamento sopravvenuto avesse integralmente e puntualmente soddisfatto la pretesa sostanziale azionata. La decisione è stata adottata ai sensi dell'art. 34, comma 5, c.p.a., conformemente alla richiesta della parte ricorrente. Il Ministero è stato condannato alle spese del giudizio, liquidate in 300 euro, oltre spese generali e oneri accessori, nonché alla restituzione del contributo unificato se versato, con distrazione in favore dei difensori. Il Collegio ha tenuto conto del limitato importo della causa e del fatto che il ricorso riguardava soltanto uno dei dodici docenti contemplati nella sentenza del giudice ordinario, mentre per altri due erano stati instaurati separati giudizi di ottemperanza già definiti con liquidazione delle spese.

Norme richiamate

  • art. 114 c.p.a.

    Costituisce la base processuale del giudizio di ottemperanza promosso per ottenere l'esecuzione della sentenza passata in giudicato.

  • art. 34, comma 5, c.p.a.

    Consente di dichiarare cessata la materia del contendere quando, nel corso del giudizio, la pretesa sostanziale azionata è integralmente soddisfatta.

Massime di principio

  • Nel giudizio di ottemperanza, il pagamento o l'adempimento sopravvenuto dell'amministrazione, intervenuto dopo la proposizione del ricorso e idoneo a soddisfare integralmente la pretesa sostanziale, determina la cessazione della materia del contendere ai sensi dell'art. 34, comma 5, c.p.a.
  • Anche quando la domanda di ottemperanza diviene improcedibile o si conclude con la cessazione della materia del contendere per adempimento sopravvenuto, l'amministrazione può essere condannata alle spese se il comportamento tenuto dopo la proposizione del ricorso ha reso necessaria l'instaurazione del giudizio.
  • La liquidazione delle spese nel giudizio di ottemperanza può essere modulata considerando il valore limitato della controversia e la circostanza che l'iniziativa giudiziaria abbia determinato una moltiplicazione di giudizi autonomi relativi a posizioni sostanzialmente collegate.

Come è indicizzato

MaterieGiudizio di ottemperanzaEstinzione, perenzione e improcedibilitàSpese di lite
RamiProcesso amministrativo
IstitutiOttemperanza e commissario ad actaSopravvenuta carenza di interesse

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