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Sentenza

Sentenza n. 454/2026 - Ancona, Sezione 1

per l'annullamento - in parte qua, della delibera della Giunta Comunale Città di Macerata 11 dicembre 2024, n. 465 avente ad oggetto: “Realizzazione rete di mobilità ciclistica - CIS Area Sisma - CUP 181b21004670001- comportante asservimento coattivo per pubblica utilità di terreni di proprietà privata interessati dall’intervento. approvazione progetto definitivo - Apposizione del vincolo preordinato all’esproprio e contestuale dichiarazione di pubblica utilità, indifferibilità ed urgenza dell’opera”, con il quale è stato anche deliberato di approvare il progetto definitivo denominato “CIS AREA SISMA”- progetto di una rete di mobilità ciclistica - da realizzare nel territorio comunale, suddiviso in 4 percorsi funzionali; - in parte qua, della delibera della Giunta Comunale Città di Macerata 12 marzo 2025, n. 87, di pari oggetto, con la quale, in ragione di quanto indicato in premessa (“Considerato che nella fase di preparazione delle lettere di proposta di indennità di asservimento e di accordo bonario, si è preso atto che all’interno dei piani particellari allegati alla deliberazione 465/2024 vi erano indicati errati dati catastali e/o intestatari” e “Ritenuto, pertanto, dare atto dell’errore materiale nei piani particellari, approvati con precedente deliberazione, e approvare piani particellari rettificati e l’aggiornamento grafico relativo al tratto “fiume Chienti”, allegati alla presente deliberazione, di cui è parte integrante e sostanziale”), è stato deliberato “di prendere atto dell’errore materiale presente nella deliberazione n. 465/2024 e approvare i corretti piani particellari e l’aggiornamento grafico relativo al tratto “Fiume Chienti”, allegati alla presente deliberazione”; - per quanto occorrer possa, della nota a firma del Dirigente Ufficio Espropriazioni del 26 marzo 2025, trasmessa per racc. a.r. ritirata il 7 aprile 2025, con la quale è stata data notizia ai ricorrenti dell’assunzione delle due delibere supra menzionate, indicati i link per poterne prendere visione unitamente alla relativa documentazione, indicate le porzioni di aree di proprietà dei ricorrenti interessate dall’intervento, indicata l’indennità riferita a mq e l’indennizzo pro quota; nella stessa nota è altresì evidenziata la possibilità di stipulare con il Comune di Mace- rata, “sino alla data coattivo per pubblica utilità in cui è eseguito il decreto di asservimento ... l’atto di asservimento del bene e della sua quota di proprietà”, reso l’invito a comunicare l’accettazione dell’indennità entro gg. 30 dalla data di ricezione della nota, nonché precisato che avverso i “ provvedimenti contenenti la dichiarazione della pubblica utilità e l’apposizione di vincolo espropriativo (asservimento) può essere proposto ricorso al TAR ... entro i termini decadenziali di legge dalla ricezione della presente comunicazione”; per quanto occorrer possa, della DGC 29 settembre 2021, n. 299, di approvazione del DUP 2022-2024. - di ogni altro atto comunque presupposto, connesso, collegato e conseguenziale e, in particolare, per quanto occorrer possa, del documento 2 dicembre 2024, prot. n. 111190/2024, denominato “Atto di risposta alle osservazioni pervenute” (doc. 5); della determina di approvazione validazione progetto definitivo 10 dicembre 2024, N. reg. Serv. 544; del piano particellare di esproprio – Tav. PPI 3.

Giustizia amministrativa202500421

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Marche - Ancona, Sez. ISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: Delibere comunali di approvazione del progetto definitivo di una rete di mobilità ciclistica, con apposizione del vincolo preordinato all'esproprio e dichiarazione di pubblica utilità, nonché successiva rettifica dei piani particellari

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

I ricorrenti hanno impugnato, in parte qua, le deliberazioni della Giunta comunale che approvavano il progetto definitivo della rete di mobilità ciclistica nell'ambito del CIS Area Sisma, apponevano il vincolo preordinato all'esproprio e dichiaravano la pubblica utilità, indifferibilità e urgenza dell'opera, nella parte in cui l'intervento interessava le loro proprietà. È stata inoltre contestata la successiva deliberazione con cui il Comune aveva rilevato errori materiali nei dati catastali e negli intestatari dei piani particellari, approvando piani rettificati e un aggiornamento grafico, nonché gli ulteriori atti connessi, inclusa la nota di comunicazione delle indennità e della possibilità di stipulare l'atto di asservimento. Nel corso del giudizio, tuttavia, il Comune ha comunicato l'approvazione di una modifica del tracciato mediante deliberazione di Giunta n. 514 del 30 dicembre 2025, con individuazione di un percorso alternativo su particelle appartenenti ad altri proprietari. I ricorrenti hanno confermato che la loro proprietà non era più contemplata dal progetto esecutivo e hanno dichiarato di non avere più interesse alla decisione.

La decisione

Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse ai sensi dell'art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a. La modifica del tracciato ha fatto venir meno l'attuale incidenza del progetto sulle proprietà dei ricorrenti e, con essa, l'interesse concreto e attuale alla coltivazione dell'impugnazione. Il giudice ha precisato di non poter procedere d'ufficio né sostituirsi alla parte nella valutazione dell'interesse ad agire; fino alla decisione la parte dispone dell'azione e può dichiarare di aver perso interesse alla pronuncia. Le spese sono state compensate, in considerazione del fatto che la modifica del tracciato risultava motivata da una rivalutazione dell'interesse pubblico nell'esercizio della discrezionalità tecnico-amministrativa dell'amministrazione.

Norme richiamate

  • art. 100 c.p.c.

    La sopravvenuta perdita dell'interesse concreto e attuale alla decisione consente alla parte ricorrente di dichiarare il venir meno dell'interesse alla coltivazione del ricorso.

  • art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.

    Il ricorso deve essere dichiarato improcedibile quando, nel corso del giudizio, sopravviene il difetto di interesse alla decisione.

Massime di principio

  • Il giudice amministrativo non può procedere d'ufficio alla valutazione dell'interesse a ricorrere né sostituirsi alla parte nella scelta di coltivare o meno l'azione, quando la parte stessa dichiari, prima della decisione, di non avere più interesse alla pronuncia.
  • La sopravvenuta modifica del progetto amministrativo, tale da escludere le aree dei ricorrenti dall'intervento contestato, determina il venir meno dell'interesse concreto e attuale alla decisione e comporta l'improcedibilità del ricorso per sopravvenuta carenza di interesse.
  • Fino al momento in cui la causa è trattenuta per la decisione, il ricorrente dispone dell'azione e può rinunciare al ricorso o dichiarare la sopravvenuta perdita dell'interesse alla sua decisione.
  • La rivalutazione dell'interesse pubblico che conduca alla modifica del tracciato rientra nella discrezionalità tecnico-amministrativa dell'amministrazione e può giustificare la compensazione delle spese di giudizio.

Come è indicizzato

MaterieDichiarazione di pubblica utilitàVincoli urbanisticiEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiEspropriazione per pubblica utilitàUrbanistica e governo del territorioProcesso amministrativo
IstitutiSopravvenuta carenza di interesseLegittimazione e interesse a ricorrereDiscrezionalità amministrativa e tecnica

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