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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 29841/2022 del 26/07/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza del Tribunale di Palermo che aveva confermato la misura degli arresti domiciliari disposta dal GIP di Marsala per il reato di concorso in coltivazione illecita di 37 piante di cannabis e sequestro di inflorescenze per complessivi 406 grammi. Il ricorso deduceva: (i) errata qualificazione del fatto non avendo il Tribunale riconosciuto l'ipotesi di lieve entità, tenuto conto della rudimentalità della coltivazione e delle dichiarazioni del ricorrente sulla destinazione ad uso personale; (ii) vizio della motivazione circa la sussistenza delle esigenze cautelari e sproporzione della misura rispetto alla minima offensività e ai precedenti non specifici e remoti del ricorrente.

La decisione

La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che le valutazioni criticate siano valutazioni di fatto non sindacabili in sede di legittimità: il contesto fattuale descriveva una serra domestica con strumentario idoneo a produrre quantitativi significativi che eccedono l'uso personale asserito dal ricorrente e che non rientrano nel parametro della minima offensività. Anche la censura sulle esigenze cautelari è stata ritenuta generica, considerata la natura non occasionale dell'attività e la personalità del ricorrente, gravata da numerosi precedenti contro il patrimonio. Per effetto della declaratoria di inammissibilità il ricorrente è stato condannato alle spese processuali e al pagamento in favore della cassa delle ammende della somma di euro tremila.

Massime di principio

  • La Corte di Cassazione in sede di inammissibilità non sindaca valutazioni di fatto che il giudice di merito ha già compiuto; le valutazioni sul contesto e sulla consistenza della coltivazione sono tipicamente valutazioni di merito non rinnovabili in Cassazione.
  • La mera dichiarazione del soggetto sulla destinazione ad uso personale dello stupefacente non è sufficiente a escludere l'elemento intenzionale di produzione/traffico quando gli elementi materiali (serra, strumentazione, numero e stato delle piante, quantità sequestrata) siano idonei a far ritenere la produzione di quantitativi significativi.
  • Per ottenere il riconoscimento della lieve entità occorre dimostrare in modo concreto e specifico che la condotta e la quantità rientrano nei parametri di offensività minima previsti dalla normativa; valutazioni generiche o affermazioni non supportate da elementi decisivi saranno generalmente respinte.
  • La sussistenza delle esigenze cautelari (pericolo di fuga, inquinamento delle prove, reiterazione del reato) può essere motivata anche dalla natura non occasionale dell'attività illecita e dalla personalità del prevenuto (pregresse condanne), e tali valutazioni, se adeguatamente motivate, giustificano misure cautelari anche di notevole gravità.
  • Quando il giudice di merito documenta l'esistenza di un sistema organizzato (es. serra attrezzata) volto alla produzione continuativa di stupefacenti, è difficile far valere l'eccezione della minima offensività.
  • In sede di impugnazione è importante proporre censure specifiche e ben fondate su errori di diritto o profili motivazionali chiaramente individuabili; censure generiche sulla sproporzione della misura o sulla qualificazione del fatto sono meno efficaci.

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