Cassazione Penale, Sentenza n. 42297/2022 del 09/11/2022
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Ricorso per cassazione con due motivi: 1) vizio procedurale e censura di illegittimità costituzionale per l'ordinanza che ha disposto la trattazione cartolare ai sensi dell'art. 23-bis d.l. 137/2020 (prorogato), denunciando che l'imputato e il difensore erano presenti in udienza e che la domanda di trattazione orale era stata proposta fuori termine a causa della tardiva nomina di un difensore; dedotta violazione del diritto di difesa e del principio di oralità (artt. 24 e 111 Cost.) e mancata informazione nel decreto di citazione. 2) censura di errata applicazione delle norme sui rifiuti: la difesa sosteneva che l'attività di commercio ambulante (rigattiere) rientrasse nella deroga dell'art. 266, co. 5, d.lgs. 152/2006, escludendo l'applicabilità dell'art. 212 e dunque la responsabilità per gestione non autorizzata di rifiuti.
La decisione
Il ricorso è stato dichiarato inammissibile. Sul primo motivo la Corte ha ritenuto la censura procedurale tardiva: dal verbale risulta che non fu sollevata eccezione in udienza, e inoltre era presente un codifensore nominato in precedente (Avv. La Matina), per cui la trattazione cartolare era legittima. La questione di costituzionalità è stata ritenuta manifestamente infondata e irrilevante, considerata la legittimità dell'art. 23-bis come bilanciamento delle esigenze di tutela della salute e del diritto di difesa in emergenza pandemica. Sul secondo motivo la Corte ha ritenuto non dimostrato che l'imputato fosse autorizzato all'attività ambulante e ha inoltre osservato che il capo di imputazione includeva rifiuti pericolosi, i quali non rientrano nella deroga dell'art. 266, co. 5. La prescrizione intervenuta successivamente non è stata presa in considerazione in ragione dell'inammissibilità del ricorso. Il ricorrente è condannato alle spese processuali e al versamento di Euro 3.000,00 alla Cassa delle ammende.
Norme richiamate
art. 256, co. 1, lett. a) e b), d.lgs. n. 152/2006
Norma incriminatrice richiamata per la gestione non autorizzata di rifiuti; la condanna del ricorrente è fondata sul mancato iscrizione all'albo per raccolta e trasporto di rifiuti, compresi rifiuti pericolosi
art. 212 d.lgs. n. 152/2006
Norme ordinarie sulla gestione dei rifiuti che, secondo la difesa, sarebbero escluse per chi eserciti commercio ambulante; la Corte ha ritenuto tale esclusione non provata nel caso concreto
art. 266, co. 5, d.lgs. n. 152/2006
Deroga per alcune attività di commercio ambulante: la Corte ha ritenuto che la deroga non si applica se non è dimostrata l'autorizzazione all'esercizio ambulante e, in ogni caso, non si estende ai rifiuti pericolosi
art. 23-bis, co. 1 e 4, d.l. 137/2020 (conv. L. 176/2020) e art. 7, co. 1, d.l. 105/2021 (conv. L. 126/2021)
Disposizioni emergenziali che hanno previsto la possibilità di procedere con trattazione cartolare salvo tempestiva richiesta di trattazione orale; la Corte ha ritenuto la deroga legittima e compatibile con i diritti di difesa nel bilanciamento con la tutela della salute
art. 178, lett. c), c.p.p.
Richiamato nel quadro delle nullità connesse all'intervento e all'assistenza dell'imputato; la Corte ha osservato che l'eventuale nullità doveva essere dedotta immediatamente in udienza
art. 179, c.p.p.
Distinzione tra nullità che comportano la nullità assoluta (es. omessa citazione) e quelle a regime intermedio; utile per motivare la decadenza della deduzione difensiva tardiva
art. 182, co. 2 e co. 3, c.p.p.
Norme sulla decadenza dalla deduzione delle nullità processuali: la Corte ha applicato la decadenza per mancata tempestiva eccezione in udienza
art. 24 Cost.
Richiamato dalla difesa in relazione al diritto di difesa; la Corte ha ritenuto compatibile la disciplina emergenziale con tale diritto
art. 111 Cost.
Richiamato dalla difesa per la tutela del giusto processo e principio di oralità; la Corte ha ritenuto la limitazione giustificata e non incostituzionale
art. 27 Cost.
Richiamato in relazione al dovere di informazione dell'imputato; la Corte ha ritenuto irrilevante l'argomentazione che il decreto di citazione avesse indotto in errore l'imputato
art. 6 CEDU
Richiamato nella discussione sulla compatibilità delle deroghe procedurali con le garanzie europee; la Corte ha ritenuto la disciplina emergenziale non manifestamente in contrasto con l'art. 6
art. 129 cod. proc. pen.
Richiamato rispetto alla declaratoria di cause di non punibilità successive alla sentenza impugnata; la Corte ha ritenuto che l'inammissibilità del ricorso preclude la declaratoria
Massime di principio
- Eccepire nullità o vizi procedurali relativi alla trattazione orale in appello va fatto tempestivamente in udienza: l'omessa deduzione comporta decadenza e potrà essere dichiarata inammissibile la doglianza in Cassazione
- Le norme emergenziali che consentono la trattazione cartolare in mancanza di specifica e tempestiva richiesta di trattazione orale (art. 23-bis d.l. 137/2020 e successive modifiche) sono state ritenute compatibili con i diritti di difesa purché il meccanismo preveda la possibilità concreta di richiesta nei termini stabiliti
- La presenza personale dell'imputato in udienza non pone automaticamente rimedio alla mancata richiesta tempestiva di trattazione orale: la legge emergenziale subordina l'oralità alla tempestiva istanza nelle forme previste
- Per avvalersi della deroga prevista dall'art. 266, co. 5, d.lgs. 152/2006 (attività di commercio ambulante) è necessario provare l'effettiva autorizzazione all'esercizio ambulante e che i rifiuti coinvolti rientrino nelle categorie ammesse dalla deroga; rifiuti pericolosi restano esclusi dalla deroga
- La mancata impugnazione valida ante tempore impedisce che questioni successive (es. estinzione per prescrizione sopravvenuta) possano essere esaminate nella fase di legittimità
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