Sentenza del 21/07/2016 n. 2459 - Comm. Trib. Prov. Bari
Imposte dirette - Irpef - Ristretta base societaria - Accertamento a carico della società - Non definitività - Accertamento a carico del socio - Illegittimità - Sussiste.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeLa contestazione è stata accolta. L’accertamento nei confronti del socio è stato ritenuto illegittimo perché fondato su un accertamento societario ancora sub iudice e quindi non definitivo. La presunzione di distribuzione degli utili extracontabili ai soci non può operare in modo autonomo e definitivo finché non sia stabilita, con decisione definitiva, l’esistenza dei maggiori utili in capo alla società.
Esito
Favorevole al ricorrente
Prevale il privato
La controversia
Il ricorrente ha contestato la legittimità dell’accertamento IRPEF personale, sostenendo che esso derivava dall’accertamento emesso nei confronti della società per maggiori utili non dichiarati. Poiché l’accertamento societario era stato impugnato e non era ancora divenuto definitivo, mancava un presupposto sufficientemente stabile per applicare al socio la presunzione di distribuzione degli utili occulti basata sulla ristretta base societaria.
Norme richiamate
Presunzione di distribuzione degli utili nelle società a ristretta base societaria
Gli accertamenti fondati sulla presunzione di c.d. "ristretta base societaria" non sono validi allorché l’accertamento emesso nei confronti della società, da cui gli stessi derivano, sia stato impugnato e non sia definitivo.
La presunzione secondo cui gli utili extracontabili accertati a una società a compagine ristretta siano stati distribuiti ai soci presuppone che l’esistenza dei maggiori utili societari sia stata accertata in modo definitivo. Se l’accertamento societario è ancora impugnato, l’accertamento personale del socio non può considerarsi validamente fondato su tale presunzione.
Principio di dipendenza tra accertamento societario e accertamento del socio
L’accertamento del reddito del socio derivante da utili extracontabili è collegato all’accertamento del maggior reddito della società. L’esito non definitivo del procedimento societario impedisce di considerare definitivamente provato il presupposto dell’imposizione personale.
Massime di principio
- Quando l’accertamento fiscale del socio deriva esclusivamente da un accertamento emesso nei confronti della società, occorre verificare se quest’ultimo sia divenuto definitivo.
- La presunzione di distribuzione degli utili extracontabili ai soci di una società a ristretta base societaria non è sufficiente, da sola, a sostenere l’accertamento personale del socio se l’esistenza dei maggiori utili societari è ancora contestata.
- In presenza di procedimenti collegati tra società e soci, l’eventuale impugnazione dell’accertamento societario può incidere sulla legittimità o sulla fondatezza dell’accertamento rivolto al socio.
- La definitività dell’accertamento societario costituisce, in questo contesto, un elemento essenziale per consolidare il presupposto dell’imposizione in capo al socio.
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