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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 477/2022 del 12/01/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il Procuratore generale ha impugnato la sentenza di assoluzione emessa dalla Corte d'appello di Trento ritenendo la motivazione carente, contraddittoria e manifestamente illogica. In particolare ha censurato il mancato e puntuale confronto con le risultanze della prima istanza (certificato di pronto soccorso, annotazione dei Carabinieri, modalità dell'incidente) e l'assenza di spiegazione sul perché la sintomatologia riscontrata (eloquio confuso, sonnolenza, difficoltà a reggersi in piedi) dovesse essere imputata più verosimilmente a un trauma cranico piuttosto che all'assunzione certa di cannabinoidi e benzodiazepine (Xanax ed Ediltox) riscontrata dagli accertamenti biologici.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto fondate le censure del Procuratore generale: ha censurato la decisione della Corte territoriale per carenza motivazionale nel ribaltare la precedente condanna senza adeguato riesame critico e senza confutare specificamente la motivazione di primo grado. Ha annullato la sentenza impugnata e ha rinviato il procedimento per nuovo giudizio alla Corte di appello di Bolzano, ordinando che la motivazione della nuova decisione dia conto in modo completo e rafforzato delle ragioni della riforma.

Norme richiamate

  • art. 187, comma 1-bis, d. lgs. 30 aprile 1992, n. 285

    La norma incrimina la guida in stato di alterazione psicofisica per assunzione di stupefacenti; la sentenza di merito aveva condannato la resistente sulla base di riscontri biologici e dei fatti, ma la Corte d'appello aveva assolto ritenendo dubbia la causa dell'alterazione

  • art. 533 cod. proc. pen.

    Richiamato per i criteri di giudizio che presidiano la presunzione di innocenza; la Cassazione sottolinea che, pur non essendo obbligatoria la rinnovazione dell'istruttoria, il giudice d'appello che riforma in senso assolutorio deve fornire una motivazione rafforzata ai sensi dei criteri di cui a norma e giurisprudenza

  • principio giurisprudenziale (Sez. U. n. 6682/1992 e successive pronunce)

    La Corte ricorda il consolidato orientamento secondo cui, in caso di riforma assolutoria, il giudice d'appello deve riesaminare il compendio probatorio e confutare specificamente la motivazione di primo grado, fornendo una nuova struttura argomentativa che giustifichi le difformi conclusioni

Massime di principio

  • Quando la Corte d'appello assolve pur utilizzando il medesimo materiale probatorio del primo grado, è obbligata a una motivazione rafforzata che espliciti le ragioni del dissenso e confuti i punti chiave della decisione di primo grado
  • Il semplice richiamo generico a un "ragionevole dubbio" non è sufficiente: il giudice deve spiegare perché gli elementi favorevoli alla colpevolezza risultano insoddisfacenti o contraddetti
  • Se sono prospettate cause alternative dell'alterazione psicofisica (es. trauma cranico vs assunzione di sostanze), la motivazione deve valutare e comparare criticamente tutte le evidenze mediche, le risultanze biologiche e gli elementi di dinamica dell'incidente
  • Per il ricorrente (Procura) è efficace censurare la sentenza per vizio motivazionale laddove manchi il confronto puntuale con la motivazione di primo grado e con le fonti probatorie decisive
  • Per la difesa, se l'assoluzione è basata su incertezze giustificate da elementi nuovi o da valutazioni critiche, è importante documentare il contrasto probatorio e l'assenza di incongruenze nelle risultanze che giustificano l'assoluzione
  • In caso di annullamento per carenza motivazionale, il giudice di rinvio dovrà riformulare il giudizio motivando specificamente sulle questioni omesse o valutate in modo apodittico

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