Ordinanza n. 633/2026 - Napoli, Sezione 6
per l'annullamento previa sospensione dell'efficacia: a) - della ordinanza del 10 dicembre 2025, n. 223, notificata l’11 dicembre 2025, con la quale il Responsabile del Settore Tecnico del Comune di Ischia ha ingiunto alla ricorrente, ai sensi dell’art. 31 del d.P.R. n. 380/01, la demolizione di opere edilizie accertate presso la sua proprietà sita in Ischia alla via -OMISSIS-; b) - di tutti gli altri atti preordinati, connessi e consequenziali, comunque lesivi della posizione giuridica della ricorrente;
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: ordinanza comunale di demolizione di opere edilizie abusive ai sensi dell’art. 31 d.P.R. 380/2001
Esito
Favorevole al resistente (comune)
Prevale l’amministrazione
La controversia
La proprietaria ha impugnato l’ordinanza di demolizione adottata dal Responsabile del Settore Tecnico del Comune di Ischia, chiedendone l’annullamento previa sospensione cautelare. Il testo non specifica le singole censure di legittimità articolate nel ricorso, limitandosi a menzionare l’esistenza di articolate doglianze. La domanda cautelare è stata esaminata con riguardo al requisito del periculum in mora.
La decisione
Il TAR ha respinto l’istanza cautelare senza pronunciarsi sulla probabile fondatezza delle censure, ritenendo assente il periculum in mora, inteso come pregiudizio grave, irreparabile e attuale. Dagli atti e dalle allegazioni della ricorrente risultava che l’efficacia dell’ordinanza di demolizione fosse già sospesa ex lege per due ragioni concorrenti: la pendenza di un’istanza di accertamento di conformità ai sensi dell’art. 36-bis d.P.R. 380/2001, sulla quale l’amministrazione deve pronunciarsi prima di eseguire la misura repressiva, e la sussistenza di un sequestro penale sulle opere, che impedisce la decorrenza del termine per l’ottemperanza e rende ineseguibile l’ordine fino al dissequestro. Non sussistendo quindi un pericolo attuale e concreto di esecuzione della demolizione o di irrogazione delle sanzioni per inottemperanza, la tutela cautelare è stata ritenuta superflua, poiché l’effetto paralizzante richiesto era già prodotto dall’ordinamento. Le spese della fase cautelare sono state integralmente compensate.
Norme richiamate
art. 31 d.P.R. 380/2001
La norma costituisce la base dell’ordinanza comunale di demolizione delle opere edilizie accertate come abusive.
art. 36-bis d.P.R. 380/2001
La pendenza dell’istanza di accertamento di conformità impedisce all’amministrazione di procedere all’esecuzione della misura repressiva prima della definizione del relativo procedimento; l’efficacia dell’ordine resta sospesa fino a tale definizione.
art. 55 c.p.a.
Disciplina la domanda cautelare incidentale, il cui accoglimento richiede, tra l’altro, la sussistenza di un pregiudizio grave e irreparabile, attuale e concreto.
art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003
È richiamato quale presupposto per l’oscuramento delle generalità e degli altri dati identificativi della parte ricorrente.
art. 10 Regolamento (UE) 2016/679
È richiamato, unitamente alla disciplina nazionale sulla protezione dei dati personali, a tutela dei diritti o della dignità della parte interessata.
Massime di principio
- La sospensione cautelare di un’ordinanza di demolizione richiede un pericolo attuale, concreto e grave di esecuzione dell’atto; tale requisito manca quando l’effetto paralizzante richiesto è già prodotto direttamente dall’ordinamento per la presenza di cause giuridiche ostative.
- La pendenza di un’istanza di accertamento di conformità ai sensi dell’art. 36-bis d.P.R. 380/2001 impone all’amministrazione di definire previamente tale procedimento e impedisce, fino ad allora, l’esecuzione dell’ordinanza di demolizione.
- Il sequestro penale delle opere impedisce la decorrenza del termine per l’ottemperanza all’ordine di demolizione e rende l’ordine ineseguibile fino al dissequestro del bene.
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