Sentenza n. 824/2026 - Napoli, Sezione 4
per l’accertamento della illegittimità del silenzio inadempimento formatosi sull'istanza di accesso agli atti avanzata dal ricorrente in data 9.04.2025; E PER LA DECLARATORIA del diritto di accesso agli atti con conseguente condanna della P.A. all'ostensione dei documenti richiesti ed alla estrazione di copia.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: Silenzio sull'istanza di accesso agli atti del 9 aprile 2025, successivamente riscontrata dall'amministrazione con comunicazione negativa
Esito
Favorevole al resistente (ministero)
Prevale l’amministrazione
La controversia
Il ricorrente, inserito nella prima fascia delle graduatorie di istituto per il personale ATA nella provincia di Avellino e già inserito nelle graduatorie ATA della provincia di Napoli per il triennio 2014/2017, ha chiesto l'accesso ai contratti scolastici stipulati negli anni scolastici 2014/2015, 2015/2016, 2016/2017 e 2017/2018 con personale avente punteggio pari o inferiore a 17,85 per il profilo di collaboratore scolastico. L'istanza era motivata dall'asserito erroneo calcolo di titoli e servizi nella formazione delle graduatorie. A fronte del mancato riscontro iniziale, ha impugnato il silenzio dell'amministrazione chiedendo l'accertamento del diritto di accesso, l'ostensione dei documenti e l'estrazione di copie. Il Ministero ha dedotto l'inammissibilità dell'istanza perché esplorativa, l'eventuale inammissibilità ove qualificata come accesso civico generalizzato, la mancata notifica ai controinteressati e l'assenza di un interesse attuale, essendo la richiesta volta soltanto a verificare se fosse eventualmente configurabile un danno. In corso di giudizio l'Istituto scolastico ha comunicato di non avere stipulato, negli anni indicati, contratti a tempo determinato per il profilo di collaboratore scolastico.
La decisione
Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse, prendendo atto della dichiarazione del ricorrente di non avere più interesse alla decisione nel merito e dell'intervenuto riscontro amministrativo. Ai soli fini della regolazione delle spese, il Collegio ha svolto una sommaria delibazione della pretesa. Ha rilevato che il riscontro dell'Istituto, pur successivo alla proposizione del ricorso, era tempestivo. Inoltre, il ricorrente non ha contestato l'affermazione dell'amministrazione secondo cui non erano stati stipulati contratti a tempo determinato per il profilo interessato negli anni di riferimento; tale circostanza ha conferito all'istanza almeno in parte carattere esplorativo. La domanda di condanna alle spese secondo il criterio della soccombenza virtuale è stata quindi respinta e le spese tra le parti costituite sono state compensate.
Norme richiamate
art. 35, comma 1, lett. c, c.p.a.
Fondamento processuale della declaratoria di improcedibilità del ricorso.
art. 85, comma 9, c.p.a.
Richiamato nel provvedimento nell'ambito della decisione in camera di consiglio.
Massime di principio
- L'intervenuto riscontro dell'amministrazione all'istanza di accesso, unitamente alla dichiarazione del ricorrente di non avere più interesse alla decisione, determina l'improcedibilità del ricorso per sopravvenuto difetto di interesse.
- Anche quando il ricorso per accesso diviene improcedibile, il giudice può svolgere una sommaria delibazione della pretesa ai soli fini della regolazione delle spese di lite.
- La mancata contestazione dell'affermazione dell'amministrazione circa l'inesistenza dei documenti richiesti può concorrere a qualificare l'istanza di accesso come almeno in parte esplorativa e a escludere la soccombenza virtuale dell'amministrazione.
- Il riscontro amministrativo successivo alla proposizione del ricorso non comporta di per sé la soccombenza virtuale dell'amministrazione quando, alla luce delle circostanze concrete, esso risulti tempestivo e la pretesa ostensiva presenti profili esplorativi.
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La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giustizia amministrativa, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.
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