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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 40235/2024 del 31/10/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Imputato condannato, all'esito di giudizio abbreviato confermato in appello, per detenzione illegale di armi comuni da sparo (quattro pistole rinvenute in un garage condominiale e una carabina automatica trovata in un fabbricato di sua proprietà) e per ricettazione di due pistole provento di furto. Ha proposto ricorso per cassazione con due censure principali: (1) nullità/violazione di norme processuali perché, a suo avviso, il G.i.p. avrebbe rigettato illegittimamente la revoca della richiesta di giudizio abbreviato presentata dal nuovo difensore (sostenendo che la fissazione dell'udienza ex art. 458 c.p.p. non avrebbe impedito la revoca); (2) vizio di motivazione e violazione del principio di correlazione: la Corte d'appello non avrebbe esaminato la richiesta subordinata di detenzione domiciliare, avrebbe indicato per errore il precedente difensore nel frontespizio (rischio di giudizio preconfezionato), non avrebbe concesso le circostanze attenuanti generiche nonostante la confessione, avrebbe inflitto una pena eccessiva anche per una presunta seconda ricettazione non contestata e non avrebbe verificato la funzionalità delle armi sequestrate.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Motivazioni principali: i motivi mancavano del requisito di specificità richiesto per il ricorso per cassazione (esposizione generica e non correlata degli elementi critici); il primo motivo era manifestamente infondato in diritto perché, secondo la giurisprudenza consolidata, la richiesta di giudizio abbreviato proposta a seguito del decreto di giudizio immediato diventa irrevocabile una volta adottato il decreto di fissazione dell'udienza camerale ai sensi dell'art. 458 c.p.p.; il secondo motivo è generico e non prova un pregiudizio (il riferimento al precedente difensore nel frontespizio è un refuso), la Corte d'appello ha motivato adeguatamente il diniego delle attenuanti generiche richiamando precedenti penali e comportamento posteriore ai fatti e ha congruamente determinato la pena; le doglianze sulla funzionalità delle armi e sulla mancata concessione della detenzione domiciliare erano rimaste generiche o non contestate in appello. Conseguenze: confermata la condanna di merito, il ricorrente è condannato al pagamento delle spese processuali e a versare alla Cassa delle ammende la somma di euro 3.000,00.

Norme richiamate

  • art. 458 cod. proc. pen.

    La richiesta di giudizio abbreviato dopo decreto di giudizio immediato è disciplinata da art. 458; la richiesta è revocabile solo fino all'adozione del decreto di fissazione dell'udienza camerale (fissazione che produce effetti tali da rendere non più reversibile la richiesta)

  • art. 591 cod. proc. pen.

    Prevede l'inammissibilità del ricorso in cassazione per mancata specificità dei motivi; la Corte ha ritenuto il ricorso generico e non sufficientemente specifico

  • art. 606 cod. proc. pen.

    Riferimento ai vizi di legittimità deducibili in cassazione (inquadramento delle doglianze nella griglia dei motivi)

  • art. 648 cod. pen.

    Norma che configura il reato di ricettazione, contestato per la ricezione di pistole provento di furto

  • legge 2 ottobre 1967, n. 895

    Norme sulla detenzione di armi comuni da sparo; contestata la detenzione illegale di pistole e di una carabina

  • art. 521 cod. proc. pen.

    Regole di qualificazione dei fatti contestati nel capo di imputazione; la Corte ha ritenuto rispettata la correlazione tra contestazione e sentenza

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Consente la condanna del ricorrente al pagamento delle spese del procedimento; la Corte ha disposto anche il versamento alla Cassa delle ammende

Massime di principio

  • La richiesta di giudizio abbreviato formulata dopo decreto di giudizio immediato diventa irrevocabile con l'adozione del decreto di fissazione dell'udienza camerale ex art. 458 c.p.p.; quindi, in casi analoghi, non è possibile revocare la richiesta dopo tale atto salvo che non si dimostri che gli effetti non si siano ancora prodotti.
  • In cassazione è essenziale la specificità dei motivi: le doglianze devono essere argomentate e correlate ai punti motivazionali della sentenza impugnata; esposizioni generiche o prolisse rischiano l'inammissibilità.
  • Un errore materiale nel frontespizio (es. indicazione di un difensore precedente) è generalmente insufficiente a dimostrare un pregiudizio o un convincimento preconfezionato del giudice, salvo elementi fattuali concreti che provino il contrario.
  • Per ottenere le circostanze attenuanti generiche occorre fornire argomentazioni e prove concrete; la confessione spontanea può essere valutata positivamente ma il giudice può escluderne il rilievo se contrastata da altri elementi di disvalore (precedenti, comportamento successivo).
  • Le questioni relative allo stato funzionale delle armi o ad altri profili tecnici devono essere sollevate tempestivamente e con specificità in sede di appello, altrimenti sono inammissibili o non valutate in cassazione.
  • Per contestare la congruità della pena in cassazione è necessario mostrare vizi di diritto o manifesta illogicità nella motivazione; la mera divergenza di valutazione sui fatti o l'insoddisfazione per l'entità della pena non è sufficiente.

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