Cassazione Penale, Sentenza n. 11102/2023 del 15/03/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione dell'ordinanza del Tribunale di sorveglianza di Catanzaro che aveva rifiutato la concessione dell'affidamento in prova al servizio sociale per l'espiazione di una pena di 2 anni per bancarotta fraudolenta (sentenza Corte d'appello di Catanzaro 28/02/2017), concedendo invece la detenzione domiciliare. Il ricorrente deduce violazione di legge e vizio di motivazione, rilevando che il reato è risalente, che ha manifestato disponibilità ad attività di volontariato e atteggiamento di accettazione della pena, e censurando l'affermazione del Tribunale secondo cui non ricorderebbe neppur per sommi capi la vicenda.
La decisione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha confermato che, ai fini della concessione di misure alternative più ampie (come l'affidamento in prova), non è sufficiente l'assenza di elementi negativi; sono richiesti elementi positivi probatori che consentano un giudizio prognostico favorevole sulla rieducazione e sulla prevenzione della recidiva. Il Tribunale di sorveglianza ha correttamente valutato elementi ostativi quali precedenti, due precedenti analoghi e plurime denunce anche recenti per reati analoghi, oltre alla mancata memoria della vicenda. Tuttavia, il Tribunale ha ritenuto idonea la misura meno ampia della detenzione domiciliare tenuto conto del tempo trascorso dall'illecito, dell'attività lavorativa e dell'entità residua della pena. La Corte ha altresì condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali ai sensi dell'art. 616 cod. proc. pen.
Norme richiamate
art. 616 cod. proc. pen.
Norma applicata per condannare il ricorrente al pagamento delle spese processuali in caso di rigetto del ricorso in Cassazione.
Giurisprudenza Corte di Cassazione, Sez. 1 n. 20469 del 23/04/2014 (Canterini)
Sez. 1 n. 20469 del 23/04/2014
Richiamato per il principio che nella valutazione delle misure alternative occorre avere riguardo soprattutto al comportamento e alla situazione del soggetto dopo i fatti, per verificare segni di evoluzione positiva della personalità.
Giurisprudenza Corte di Cassazione, Sez. 1 n. 17021 del 09/01/2015 (Nucera)
Sez. 1 n. 17021 del 09/01/2015
Richiamato a sostegno del principio che il giudice deve valutare il comportamento successivo alla commissione del reato nella decisione sulle misure alternative.
Giurisprudenza Corte di Cassazione, Sez. 1 n. 27264 del 14/01/2015 (Sicari)
Sez. 1 n. 27264 del 14/01/2015, Rv. 264037
Richiamato per il principio della progressione nel trattamento e della gradualità di accesso ai benefici penitenziari: la misura alternativa deve essere calibrata sulla concreta situazione dell'istante.
Massime di principio
- Per ottenere misure alternative alla detenzione (in particolare l'affidamento in prova al servizio sociale) non basta l'assenza di cause ostative: sono necessari elementi positivi e attuali che dimostrino la concreta capacità di emendarsi e la bassa probabilità di recidiva.
- Il giudice dà preminenza al comportamento successivo al reato e alla situazione personale attuale (lavoro, tempo trascorso, assenza di nuovi reati) per valutare la rieducazione e l'idoneità a misure meno afflittive.
- Precedenti specifici e denunce analoghe, specie se recenti, rappresentano ostacoli significativi alla concessione di misure alternative più ampie.
- Dichiarazioni di disponibilità a svolgere attività volontarie o affermazioni soggettive (es. 'non ricordo la vicenda') hanno scarso valore se non supportate da elementi concreti di cambiamento e presa di responsabilità (es. percorso rieducativo documentato, assunzione di responsabilità, attività strutturate).
- La gradualità dei benefici è una regola: in presenza di dubbi fondati sulla rieducazione, il giudice può concedere misure più contenute (es. detenzione domiciliare) anziché le più ampie, in vista di un progressivo controllo dei risultati.
- In casi analoghi è utile documentare: attività lavorativa stabile, percorsi di recupero/riabilitazione, assunzione di responsabilità rispetto al reato, assenza di reati successivi, rete di supporto familiare e sociale e progettualità concreta per il reinserimento.
Testo integrale
Continua a leggere gratis
Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.
7 giorni di prova · Nessuna carta di credito
Hai già un account? Accedi
La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.
Altri documenti di Giurisprudenza penale
- Sentenza penale · 15 mar 2023Cassazione Penale, Sentenza n. 10997/2023 del 15/03/2023
- Sentenza penale · 15 mar 2023Cassazione Penale, Sentenza n. 10998/2023 del 15/03/2023
- Sentenza penale · 15 mar 2023Cassazione Penale, Sentenza n. 10999/2023 del 15/03/2023
- Sentenza penale · 15 mar 2023Cassazione Penale, Sentenza n. 11001/2023 del 15/03/2023
- Sentenza penale · 15 mar 2023Cassazione Penale, Sentenza n. 11015/2023 del 15/03/2023
- Sentenza penale · 15 mar 2023Cassazione Penale, Sentenza n. 11078/2023 del 15/03/2023
Cerchi altro? Cerca gratis in Giurisprudenza penale →