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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 40481/2024 del 04/11/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorrente impugna l'ordinanza che ha riconosciuto il vincolo della continuazione solo tra alcuni reati (sentenze Tribunale di Milano 09/10/2006 e Tribunale di Monza/Desio 09/05/2003) e ha invece escluso la continuazione tra il delitto giudicato dal Tribunale di Milano il 10/06/2003 e quello giudicato dal Tribunale di Roma il 12/12/2008. Il rigetto è stato motivato dal Tribunale con l'intervenuta estinzione della pena relativa alla sentenza del 10/06/2003 a seguito di indulto. Il ricorrente sostiene che l'indulto non esclude l'interesse al riconoscimento della continuazione e che il Tribunale avrebbe dovuto riconoscerla, calcolare la pena complessiva e poi applicare il beneficio dell'indulto sulla parte residua.

La decisione

La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso. Ha affermato il principio consolidato secondo cui l'estinzione della pena, anche per indulto, non esclude l'interesse del condannato al riconoscimento del vincolo della continuazione. Ha annullato l'ordinanza impugnata nella parte in cui ha escluso la continuazione tra la sentenza del Tribunale di Milano del 10/06/2003 (irrevocabile il 28/11/2014) e quella del Tribunale di Roma del 12/12/2008 (irrevocabile il 12/03/2009), e ha rinviato al Tribunale di Pavia per un nuovo giudizio su tale punto. Il giudizio di rinvio dovrà svolgersi con piena libertà valutativa sul merito, nel rispetto del principio secondo cui l'interesse del condannato persiste malgrado l'estinzione della pena.

Norme richiamate

  • Giurisprudenza della Corte di Cassazione - Sez. 1, n. 4786 del 27/10/2020, dep. 2021, Rv. 280801

    L'intervento di una causa estintiva della pena non esclude l'interesse del condannato al riconoscimento della continuazione in relazione al reato per il quale è stata irrogata la sanzione condonata

    La Corte interpreta che l'indulto (come qualsiasi causa estintiva della pena) non impedisce al condannato di ottenere il riconoscimento della continuazione; il giudice deve valutare la sussistenza del vincolo e, se presente, calcolare la pena complessiva e applicare i benefici eventualmente spettanti.

  • Giurisprudenza della Corte di Cassazione - Sez. 1, n. 42905 del 02/10/2013, Rv. 257162

    Conferma il principio secondo cui l'estinzione della pena non esclude l'interesse del condannato al riconoscimento della continuazione.

  • Istituto dell'indulto

    L'indulto estingue la pena irrogata, ma non elimina l'interesse del condannato al riconoscimento del vincolo di continuazione; in caso di riconoscimento della continuazione, il beneficio dell'indulto va valutato e applicato sulla pena complessiva o sulla parte residua, secondo le regole applicabili.

Massime di principio

  • L'estinzione della pena (anche per indulto) non esclude l'interesse del condannato al riconoscimento del vincolo della continuazione: il giudice deve quindi valutare la continuazione anche quando una delle condanne è estinta.
  • Se il giudice dell'esecuzione esclude la continuazione unicamente perché la pena è stata estinta, la decisione è annullabile e il giudice deve riesaminare il merito.
  • Se la continuazione viene riconosciuta, si deve prima calcolare la pena complessiva derivante dall'unificazione delle condanne e solo successivamente applicare eventuali benefici (indulto, diminuenti, ecc.) sulla pena complessiva o sulla parte residua.
  • La mera eterogeneità del fatto può ostare al riconoscimento della continuazione: il giudice deve valutare analogia di natura, temporalità e persistenza dell'unica volontà criminosa per riconoscere il vincolo.
  • In fase difensiva conviene contestare motivazioni basate esclusivamente sull'estinzione della pena e chiedere espressamente il ricalcolo della pena complessiva e l'applicazione dei benefici successivi all'accertamento della continuazione.
  • In caso di rinvio dalla Cassazione, il giudice dell'esecuzione decide liberamente sul merito ma deve rispettare il principio che l'indulto non impedisce di riconoscere la continuazione.

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