Salta al contenuto
Sentenza civile

Cassazione Civile, Sentenza n. 31678/2025 del 04/12/2025

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il Condominio impugnava la sentenza della Corte d'Appello di Bari che, adeguandosi al principio di diritto della Cassazione, aveva riconosciuto alla condomina Di Gennaro il diritto al ripristino dell'impianto di riscaldamento centralizzato, annullando la deliberazione assembleare di dismissione ritenuta illegittima. Il Condominio deduceva, tra l'altro, il sopravvenuto difetto di interesse all'azione della Di Gennaro perché il vecchio impianto è in disuso dal 1991 e la reintegrazione sarebbe materialmente impraticabile o non conforme alla normativa vigente, nonché che la resistente si sarebbe dotata nel frattempo di un impianto autonomo rendendo inutile la richiesta di ripristino; chiedeva inoltre l'ammissione di una CTU per accertare la sussistenza dell'interesse.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso del Condominio. Ha ritenuto infondati i motivi proposti: il sopravvenuto difetto di interesse non è sussistente perché permane per la Di Gennaro un interesse concreto e attuale al ripristino del servizio comune (anche alla luce del principio affermato con sent. n. 1209/2016 secondo cui non costituisce abuso del diritto la pretesa di ripristino quando la delibera è illegittima), non è possibile in sede di legittimità rinnovare la valutazione di merito circa l'esistenza di un impianto autonomo posseduto dalla resistente e la CTU richiesta era estranea al giudizio di rinvio, stante i limiti imposti dal principio di chiusura del giudizio di rinvio. Perciò il ricorso è inammissibile; il Condominio è condannato alle spese di cassazione liquidate in favore della Di Gennaro.

Norme richiamate

  • art. 833 cod. civ.

    L'atto emulativo integra abuso del diritto solo se privo di ogni utilità per il proprietario e dannoso per altri; la pretesa del condomino al ripristino dell'impianto centralizzato non è emulativa se la delibera che ha disposto la dismissione è illegittima.

  • art. 100 cod. proc. civ.

    L'interesse ad agire deve essere concreto e attuale fino alla decisione; la Corte conferma che il sopravvenuto apparente impedimento esecutivo non elimina automaticamente l'interesse processuale quando si chiede un "fare" per il ripristino di un diritto sostanziale.

  • art. 360, comma 1, n. 3, cod. proc. civ.

    La censura per omesso esame di fatto decisivo non può essere utilizzata per ottenere una nuova valutazione del merito in sede di legittimità; la Corte ha dichiarato inammissibili i motivi che esulavano da profili di diritto.

  • art. 1118 cod. civ.

    Richiamata nella discussione sulla contribuzione dei condomini alla conservazione dell'impianto centralizzato: anche i condomini che si sono dotati di impianti autonomi devono contribuire alla conservazione dell'impianto comune illegittimamente dismesso per consentire l'esercizio del diritto del condomino dissenziente.

  • D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1-bis e 1-quater

    Previsione relativa al contributo unificato processuale; la Corte ha disposto l'annotazione della sussistenza dei presupposti per un ulteriore versamento in capo al ricorrente ai sensi di tali norme.

  • Cassazione, sentenza n. 1209/2016

    Principio di diritto vincolante nel giudizio di rinvio: la richiesta di ripristino dell'impianto centralizzato non configura abuso del diritto se la deliberazione di dismissione è stata dichiarata illegittima; il giudice del rinvio non può compiere una valutazione comparativa di meritevolezza tra interessi contrapposti.

Massime di principio

  • La dismissione illegittima di un servizio condominiale (es. impianto di riscaldamento centralizzato) genera il diritto del condomino dissenziente al ripristino, anche se altri condomini si sono dotati di impianti autonomi.
  • Il criterio per qualificare un atto come "emulativo" ai sensi dell'art. 833 c.c. è oggettivo: l'atto deve essere privo di qualsiasi utilità per chi lo compie e al contempo dannoso per altri; la semplice onerosità altrui non è sufficiente a configurare abuso del diritto.
  • L'interesse ad agire ai sensi dell'art. 100 c.p.c. perdura fino alla decisione e non viene automaticamente meno per difficoltà esecutive o per sopravvenute circostanze materiali che rendano più gravoso o difficile l'adempimento richiesto.
  • In sede di cassazione non è ammessa una nuova valutazione del merito o della maggiore attendibilità delle prove: le doglianze che pongono sotto accusa il convincimento del giudice di merito sono inammissibili.
  • Il giudice del rinvio è vincolato al principio di diritto e ai fatti pacifici o definitivamente accertati dalla pronuncia di cassazione; questioni estranee al tema delimitato dal rinvio non possono essere riaperte con richieste probatorie non pertinenti (es. CTU).
  • La possibilità di ottenere risarcimento del danno (es. per costi di impianto autonomo) non esclude il diritto al ripristino del servizio comune quando la dismissione sia stata dichiarata illegittima.

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza civile, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.