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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 14054/2024 del 05/04/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza del Tribunale di Bari che aveva respinto il riesame avverso l'ordinanza del GIP del 13/07/2023 con cui fu disposta la custodia cautelare in carcere. L'indagato è contestato per associazione finalizzata al narcotraffico (art. 74 d.P.R. 9/10/1990 n.309 e art. 416-bis c.p.) e per cessione/detenzione di stupefacenti (art. 73 d.P.R. 309/1990 e connessi). Il ricorso lamentava: 1) illogicità della motivazione circa la sussistenza di gravi indizi riferibili al capo 28 (cessione) per il periodo antecedente il maggio 2017 e fino a marzo 2018, con specifica contestazione dell'attribuzione dello pseudonimo "Marcucc u' ner'" al Gelormini; 2) illogicità e contraddittorietà della motivazione sulla gravità indiziaria del reato associativo (continuità e stabilità dei rapporti con il sodalizio), anche alla luce delle dichiarazioni di collaboratori che avrebbero indicato una partecipazione limitata; 3) manifesta illogicità della motivazione riguardo alle esigenze cautelari e all'adeguatezza della misura, per il significativo decorso temporale dai fatti (oltre cinque anni), per precedenti detenuti e per una precedente detenzione cautelare dell'indagato dal 2019 relativa a fatti anteriori, nonché per l'arresto dei vertici dell'associazione nel novembre 2018 che la difesa riteneva distruttivo del sodalizio.

La decisione

La Corte ha ritenuto il ricorso fondato limitatamente al profilo delle esigenze cautelari e lo ha accolto in quel punto, annullando l'ordinanza impugnata e rinviando al Tribunale di Bari per un nuovo esame focalizzato sull'attualità delle esigenze cautelari. Quanto ai motivi relativi alla gravità indiziaria e all'imputazione associativa la Corte li ha ritenuti inammissibili perché generici e manifestamente infondati: ha confermato la ricostruzione del Tribunale sulla struttura dell'associazione, il ruolo del Gelormini come addetto alla vendita al minuto e la sufficienza degli elementi per ritenere gravi indizi almeno nel periodo gennaio-marzo 2018 (periodo ritenuto congruo per manifestare partecipazione stabile). Tuttavia la motivazione del giudice di merito è risultata carente rispetto alla valutazione prognostica dell'attualità del pericolo (art. 274 e 275 c.p.p.): la Corte ha censurato la mancata valutazione adeguata dell'effetto degli arresti del 2018 sulla struttura del sodalizio, l'assenza di elementi probatori di reiterazione delle condotte dopo il 2018 e la motivazione apparente circa la persistenza del vincolo associativo e della pericolosità dell'indagato. Perciò l'ordinanza è stata annullata e la causa rinviata per nuovo giudizio ai sensi dell'art. 309 c.p.p.

Norme richiamate

  • d.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309 (Testo unico stupefacenti)

    Gli articoli puniscono la detenzione e la cessione di stupefacenti (art.73) e la partecipazione ad associazione finalizzata al traffico di stupefacenti (art.74). La Corte ha ritenuto applicabili tali norme in relazione ai fatti contestati, con individuazione di gravi indizi per il periodo significativo (gennaio-marzo 2018).

  • Codice penale

    La fattispecie di associazione mafiosa è applicata nel senso che il vincolo associativo può sussistere anche tra soggetti con ruoli diversi nella catena del traffico e per periodi di osservazione anche brevi se dimostrano l'affectio societatis; la Corte ha richiamato la giurisprudenza secondo cui la durata non è determinante se gli elementi dimostrano un sistema organizzato.

  • Codice di procedura penale

    art. 274, comma 1, lett. c); art. 275, comma 3; art. 309

    Art.274(1)(c) richiede la valutazione dell'attualità del pericolo per le esigenze cautelari; art.275(3) disciplina la presunzione relativa di attualità che non è automaticamente superata dal tempo trascorso; art.309 regola la competenza per il riesame. La Corte ha disposto che il giudizio sull'attualità debba essere prognostico, circostanziato e tanto più approfondito quanto maggiore è la distanza temporale dai fatti; ha annullato per carenza motivazionale su questo profilo e rinviato per nuovo esame.

Massime di principio

  • La sussistenza di "gravi indizi" per associazione finalizzata al traffico di stupefacenti può essere riconosciuta anche per periodi di osservazione brevi, purché emergano elementi che dimostrino l'appartenenza a un sistema organizzato e l'affectio societatis.
  • La distanza temporale dai fatti non esclude automaticamente le esigenze cautelari, ma impone al giudice una motivazione più approfondita e prognostica circa la possibilità di reiterazione, tenendo conto della personalità dell'imputato, del contesto e delle modalità del reato.
  • Se vi sono elementi oggettivi che possono far ritenere la distruzione o l'indebolimento dell'organizzazione (es. arresto dei vertici), il giudice deve valutarne l'effetto sulla persistenza del vincolo associativo; la mancata considerazione di tali elementi può rendere la motivazione sul punto insufficiente.
  • Problemi di identificazione personale (es. attribuzione di uno pseudonimo) e incongruenze temporali nella contestazione possono essere utilizzati dalla difesa per mettere in dubbio la gravità indiziaria; tuttavia, tali censure devono essere specifiche e circostanziate per essere ammissibili e efficaci.
  • Precedenti giudiziari e periodi di detenzione cautelare precedenti non bastano da soli a giustificare la custodia attuale: il giudice deve collegare tali elementi a elementi probatori che indichino il rischio attuale di reiterazione.
  • In sede di impugnazione il giudice di legittimità può limitare l'accoglimento ai profili cautelari (annullamento e rinvio per nuovo esame) senza sindacare nuovamente, se non in termini di correttezza motivazionale, la ricostruzione dei fatti operata dal giudice di merito.

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