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Sentenza

Sentenza n. 4623/2026 - Napoli, Sezione 8

PER L’ESECUZIONE DEL GIUDICATO formatosi sulla Sentenza n. 1219/2024 del Tribunale di Benevento, Sezione Lavoro nel giudizio RG n. 940/2024, pubblicata in data 26/11/2024, e notificata il 22/01/2025.

Giustizia amministrativa202600704

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Campania - Napoli, Sez. VIIISentenzaGiudizio di ottemperanza

Atto impugnato: mancata esecuzione della sentenza del Tribunale di Benevento, Sezione Lavoro, che aveva accertato il diritto al beneficio della carta elettronica del docente per cinque anni scolastici

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (docente)

Prevale il privato

La controversia

La ricorrente ha agito in ottemperanza, ai sensi dell'art. 112, comma 2, lett. c), c.p.a., per ottenere l'attuazione della sentenza civile passata in giudicato, con la quale era stato accertato il diritto a usufruire del beneficio economico di 500 euro annui mediante la carta elettronica del docente, per complessivi 2.500 euro. La sentenza era stata notificata al Ministero il 22 gennaio 2025 e l'amministrazione non l'aveva impugnata né eseguita. La ricorrente ha dedotto il decorso infruttuoso del termine dilatorio di 120 giorni previsto per l'esecuzione forzata nei confronti delle pubbliche amministrazioni e ha chiesto la condanna dell'amministrazione all'adempimento, con pagamento degli accessori di legge e nomina di un commissario ad acta in caso di ulteriore inerzia.

La decisione

Il TAR ha accolto il ricorso, ritenendo integrati i presupposti dell'azione di ottemperanza a una sentenza passata in giudicato del giudice ordinario. Ha accertato il rispetto dei termini processuali, la rituale notificazione del titolo all'amministrazione e il decorso infruttuoso del termine dilatorio di 120 giorni previsto dall'art. 14 del d.l. n. 669/1996. Poiché il Ministero non ha fornito prova dell'adempimento, il giudice ha dichiarato l'obbligo dell'amministrazione di dare esatta e integrale esecuzione al giudicato entro 60 giorni dalla notificazione o comunicazione della sentenza. Ha precisato che, qualora sia ormai decorso il termine fissato dal giudice ordinario per la fruizione del beneficio, l'amministrazione deve corrisponderne il controvalore pecuniario, con interessi legali fino al soddisfo: la natura fungibile dell'obbligazione e l'inerzia imputabile all'amministrazione impediscono che quest'ultima possa avvantaggiarsi del proprio inadempimento. Il TAR ha inoltre nominato sin da subito quale commissario ad acta un dirigente della DGOSV, senza compenso e con facoltà di delega, incaricandolo, in caso di persistente inerzia, di adottare tutti gli atti contabili necessari, inclusi stanziamento, impegno, liquidazione, ordinazione e pagamento della spesa. L'esaurimento dei fondi o l'indisponibilità di cassa non sono stati ritenuti impedimenti legittimi all'esecuzione del giudicato. Il Ministero è stato condannato alle spese di giudizio, liquidate in 500 euro oltre accessori, con distrazione in favore del procuratore antistatario.

Norme richiamate

  • art. 112, comma 2, lett. c), c.p.a.

    L'azione di ottemperanza può essere proposta per conseguire l'attuazione [...] delle sentenze passate in giudicato e degli altri provvedimenti ad esse equiparati del giudice ordinario, al fine di ottenere l'adempimento dell'obbligo della pubblica amministrazione di conformarsi, per quanto riguarda il caso deciso, al giudicato.

    La disposizione consente di utilizzare il giudizio di ottemperanza per ottenere l'attuazione, da parte di una pubblica amministrazione, di una sentenza passata in giudicato del giudice ordinario.

  • art. 114, comma 1, c.p.a.

    Il TAR ne ha ritenuto rispettato il termine per la proposizione dell'azione di ottemperanza.

  • art. 87, comma 2, lett. d), e comma 3, c.p.a.

    Il TAR ha ritenuto rispettati i termini processuali applicabili al rito camerale dell'ottemperanza.

  • art. 14 d.l. n. 669/1996, convertito dalla l. n. 30/1997

    Il decorso infruttuoso del termine dilatorio di 120 giorni dalla notificazione del titolo esecutivo consente di procedere all'esecuzione nei confronti della pubblica amministrazione.

  • art. 1, comma 121, l. n. 107/2015

    È la disposizione istitutiva del beneficio economico annuale della carta elettronica del docente, oggetto della sentenza civile da eseguire.

Massime di principio

  • Il giudizio di ottemperanza è esperibile per ottenere l'adempimento, da parte della pubblica amministrazione, di una sentenza passata in giudicato del giudice ordinario, quando il titolo imponga all'amministrazione di conformarsi alla decisione per il caso concreto.
  • In presenza di un giudicato non adempiuto, il giudice dell'ottemperanza può fissare un termine per l'esecuzione integrale e nominare contestualmente un commissario ad acta destinato a intervenire in caso di persistente inerzia dell'amministrazione.
  • Quando il termine stabilito dal giudicato per fruire di un beneficio pecuniario sia divenuto inutilizzabile per inerzia dell'amministrazione, l'obbligazione può essere adempiuta mediante corresponsione del controvalore monetario, maggiorato degli interessi legali fino al soddisfo, se la prestazione ha natura fungibile.
  • L'amministrazione non può invocare l'esaurimento degli stanziamenti di bilancio o l'indisponibilità di cassa per sottrarsi all'esecuzione di un giudicato; il commissario ad acta deve adottare tutte le iniziative contabili necessarie a rendere possibile il pagamento.

Come è indicizzato

MaterieGiudizio di ottemperanzaSpese di lite
RamiProcesso amministrativo
IstitutiOttemperanza e commissario ad actaEffetto conformativo e riedizione del potere

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