Sentenza n. 986/2026 - Milano, Sezione 3
per l’ottemperanza previa tutela cautelare della sentenza del T.a.r. Lombardia n.3048/2025 resa nel giudizio n. 2287/2025, con la quale l’Agenzia delle Entrate è stata condannata “a consentire alla ricorrente l’accesso ai documenti richiesti – e non ancora esibiti – con l’istanza presentata in data 18 aprile 2025, entro 20 giorni dalla comunicazione della presente sentenza”;
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: mancata integrale esecuzione della sentenza del TAR Lombardia n. 3048/2025, che aveva ordinato all'Agenzia delle Entrate di consentire l'accesso ai documenti richiesti con istanza del 18 aprile 2025
Esito
Favorevole al resistente (amministrazioni inadempienti)
Prevale l’amministrazione
La controversia
La società ha agito per l'ottemperanza alla sentenza n. 3048/2025, esecutiva ancorché non passata in giudicato, deducendo la mancata integrale esecuzione dell'ordine di esibizione e chiedendo anche tutela cautelare. Il TAR, in sede cautelare, aveva nominato Commissario ad acta il Direttore regionale dell'Agenzia delle Entrate della Lombardia, con facoltà di delega, affinché mettesse a disposizione la documentazione oggetto della sentenza. Il Direttore regionale ha delegato le funzioni alla dirigente dell'Ufficio provinciale-Territorio di Milano. Il Commissario delegato ha trasmesso parte dei documenti e ha dichiarato, con nota depositata in giudizio, che gli ulteriori atti richiesti non esistevano o comunque non erano detenuti dall'Amministrazione. La ricorrente ha quindi mantenuto la pretesa ostensiva sulla documentazione non esibita.
La decisione
Il TAR ha dichiarato il ricorso parzialmente improcedibile quanto alla documentazione che, nel corso del giudizio e per effetto dell'intervento del Commissario ad acta, era stata messa a disposizione della ricorrente: l'esecuzione sopravvenuta ha eliminato l'interesse alla decisione su tale parte. Quanto alla documentazione residua, il ricorso è stato respinto. Il giudice ha ritenuto decisiva la dichiarazione del Commissario delegato, coincidente con un dirigente dell'Amministrazione munito del potere di rendere dichiarazioni impegnative per l'ente, attestante l'inesistenza degli ulteriori documenti. Tale dichiarazione, resa con assunzione di responsabilità sulla sua veridicità, impedisce di ordinare l'accesso a documenti non esistenti o non detenuti dall'Amministrazione, poiché una simile statuizione sarebbe impossibile da eseguire e inutiliter data. Le spese sono state compensate in ragione della peculiarità della vicenda e della parziale soccombenza della ricorrente.
Norme richiamate
art. 112 c.p.a.
Il giudizio di ottemperanza è stato proposto per ottenere l'esecuzione della sentenza del TAR; il testo non richiama espressamente la disposizione, ma la natura del rimedio è quella dell'azione di ottemperanza.
art. 114 c.p.a.
Il giudice ha deciso il ricorso per l'ottemperanza e ha disposto la compensazione delle spese; il testo non richiama espressamente la disposizione.
Massime di principio
- L'esecuzione sopravvenuta, nel corso del giudizio di ottemperanza, dell'ordine giudiziale di esibizione determina l'improcedibilità parziale del ricorso per sopravvenuta carenza di interesse limitatamente ai documenti successivamente messi a disposizione.
- La dichiarazione espressa dell'Amministrazione circa l'inesistenza o la non detenzione dei documenti richiesti, proveniente da un dirigente munito dei necessari poteri rappresentativi e resa con assunzione di responsabilità sulla sua veridicità, esclude la possibilità di ordinare l'accesso o l'esibizione di tali documenti.
- Il Commissario ad acta delegato può rendere dichiarazioni impegnative per l'Amministrazione quando riveste anche la qualifica di dirigente dell'ente munito dei poteri di rappresentanza verso l'esterno.
- Non può essere adottata una statuizione di accesso relativa a documenti inesistenti o non detenuti dall'Amministrazione, perché sarebbe impossibile da eseguire e inutiliter data.
Come è indicizzato
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