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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 40057/2023 del 03/10/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Notarianni ha chiesto l'ammissione a misure alternative alla detenzione (affidamento in prova al servizio sociale o detenzione domiciliare) per una pena di 8 mesi inflitta per reati fallimentari. Il Tribunale di sorveglianza ha rigettato l'istanza ritenendo che la materiale irreperibilità del condannato, la mancata documentazione di un domicilio stabile e di un lavoro, ostino alla verifica delle condizioni richieste per l'ammissione alle misure alternative. In Cassazione il ricorrente ha censurato il rigetto sostenendo di avere indicato domicilio e successivamente trasferito la propria residenza e attività in Svizzera, nonché di aver depositato cedolini paga e altra documentazione. Tali affermazioni non sono state comunque documentalmente comprovate.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile perché manifestamente infondato. Ha ritenuto solida e logicamente corretta la motivazione del Tribunale di sorveglianza, incentrata sull'impossibilità materiale di rintracciare il condannato e di verificare la sussistenza delle condizioni di legge per le misure alternative, e sul comportamento del ricorrente valutato come quantomeno negligente e indicativo di scarso interesse a coltivare l'istanza. Conseguentemente il ricorso è stato dichiarato inammissibile e il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e al versamento di euro 3.000,00 alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 173, comma 1, disp. att. cod. proc. pen.

    Norma richiamata per spiegare che, ai fini della motivazione in Cassazione, le parti hanno avuto una esposizione sintetica dei motivi; qui è stata utilizzata solo per limitare la disamina motivazionale ai punti necessari.

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Utilizzata quale base normativa per imporre al ricorrente l'onere delle spese e il versamento alla Cassa delle ammende in caso di ricorso inammissibile, salvo che non sussistano elementi di colpa nella determinazione della causa di inammissibilità.

  • Sentenza Corte costituzionale 13 giugno 2000, n. 186

    Richiamata per precisare che, nella fattispecie, non risultano elementi per ritenere che il ricorso sia stato proposto con colpa nella determinazione della causa di inammissibilità; ciò influisce sull'applicazione delle conseguenze previste dall'art. 616.

Massime di principio

  • Per l'ammissione a misure alternative la concreta verificabilità di domicilio e lavoro è essenziale: l'irreperibilità o la mancanza di documentazione comportano spesso il rigetto.
  • Il ricorrente deve fornire tempestiva e documentata prova di residenza e attività lavorativa (es. certificazioni, cedolini, contratto, comunicazioni ufficiali); mere dichiarazioni non comprovate sono insufficienti.
  • È fondamentale comunicare formalmente ogni cambiamento di domicilio o contatti tramite i canali previsti (avvocato, UEPE, notifica agli uffici competenti) per permettere le verifiche richieste.
  • Un comportamento negligente o la mancata collaborazione possono essere interpretati come scarso interesse a un processo di emenda e ostare alla concessione delle misure alternative.
  • Prima di proporre ricorso in Cassazione, valutare la forza documentale delle proprie affermazioni: ricorsi sprovvisti di prova sono frequentemente dichiarati inammissibili e possono comportare spese e sanzioni economiche.
  • Se si è temporaneamente all'estero, predisporre documentazione ufficiale e, se necessario, canali di contatto certi (rappresentante legale o domiciliatario) per evitare la dichiarata irreperibilità.

Testo integrale

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