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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 22833/2022 del 13/06/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza del 18/02/2021 che aveva rigettato le richieste di misure alternative. Il ricorso deduceva: 1) violazione dell'art. 23 d.l. n.137/2020 per non aver disposto la celebrazione dell'udienza da remoto, come richiesto dal difensore; 2) omessa valutazione della documentazione che attestava l'assoluzione, nel procedimento per il reato di cui all'art. 385 c.p., con applicazione dell'art. 131-bis c.p. (esclusione della punibilità).

La decisione

Il ricorso è stato dichiarato inammissibile. La Corte ha ritenuto il primo motivo infondato perché l'art. 23 d.l. n.137/2020 non autorizza la parte, in via individuale, a chiedere la celebrazione dell'udienza da remoto nei giudizi penali; ha inoltre rilevato carenze documentali nel ricorso (mancanza del verbale allegato). Quanto al secondo motivo, la Corte ha osservato che l'esito favorevole del processo di cognizione (assoluzione per esclusione della punibilità ai sensi dell'art. 131-bis) non incide sulla valutazione prognostica della magistratura di sorveglianza circa l'idoneità delle misure alternative, che si fonda sul comportamento tenuto dal detenuto (es. ingiustificato allontanamento dalla comunità terapeutica). Conseguentemente il ricorrente è stato condannato alle spese processuali e al pagamento di Euro 3.000 in favore della cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 23 d.l. n. 137 del 2020

    Non abilita la parte, in via individuale, a chiedere la celebrazione dell'udienza da remoto nei giudizi penali; la richiesta va valutata nel quadro delle norme e dei provvedimenti organizzativi competenti

  • art. 97, comma 4, cod. proc. pen.

    Consente la nomina di un difensore d'ufficio quando il difensore di fiducia non è presente; il Tribunale ha proceduto alla sostituzione con difensore d'ufficio

  • art. 89 DPR n. 309 del 1990

    La violazione dei doveri connessi alla collocazione in comunità terapeutica (es. allontanamento ingiustificato) incide sull'affidabilità del condannato e sulla prognosi favorevole richiesta per le misure alternative

  • art. 385 cod. pen.

    Il procedimento di merito relativo a questo reato si è concluso con applicazione dell'art. 131-bis; tuttavia l'esito penale del processo non vincola la valutazione prognostica del giudice di sorveglianza

  • art. 131-bis cod. pen.

    Causa di esclusione della punibilità; la sua applicazione nel processo di cognizione non annulla la rilevanza disciplinare/condotta ai fini delle misure alternative nel giudizio di sorveglianza

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Fondamento per la condanna alle spese processuali e per l'irrogazione della somma a favore della cassa delle ammende in caso di ricorso inammissibile

  • Sentenza Corte costituzionale n. 186 del 2000

    Richiamata in relazione alla determinazione delle cause di esenzione dalla responsabilità in ordine alla condanna per le spese; nel caso di specie non sono risultate ragioni esonerative

Massime di principio

  • La possibilità di chiedere udienze da remoto in materia penale non è automaticamente riconosciuta alla parte in via individuale: verificare sempre la normativa e le disposizioni organizzative applicabili prima di affidarsi a tale argomento
  • Assicurarsi che il ricorso contenga effettivamente tutti gli atti e le prove richiamate; l'assenza di documentazione può determinare l'inammissibilità o l'irricevibilità dei motivi
  • L'esito favorevole di un processo di cognizione (es. assoluzione per applicazione dell'art. 131-bis) non vincola il giudice di sorveglianza nella valutazione prognostica sulla pericolosità e sull'affidabilità del soggetto ai fini delle misure alternative
  • Comportamenti tenuti durante misure restrittive (es. arresti domiciliari in comunità terapeutica) possono autonomamente influire negativamente sulla concessione di misure alternative, indipendentemente dall'offensività penale del fatto
  • In caso di ricorso manifestamente infondato o privo di idonea documentazione, è concreto il rischio di condanna alle spese e all'irrogazione di somme a favore della cassa delle ammende

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