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Sentenza

Sentenza del 15/05/2018 n. 286 - Comm. Trib. Prov. Brescia

Imposta di registro - Indennità di esproprio - Indennità aggiuntive.

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La decisione ha ritenuto che le indennità ulteriori rispetto a quella di esproprio siano soggette all'imposta di registro nella misura del 3%. Tali indennità sono state qualificate come obbligazioni di natura indennitaria con contenuto patrimoniale, finalizzate a compensare il detrimento derivante dal mancato godimento del bene fino all'esproprio o all'asservimento.

Esito

Favorevole al resistente

Prevale l’amministrazione

La controversia

La controversia riguarda l'assoggettamento all'imposta di registro delle indennità aggiuntive rispetto all'indennità principale di esproprio. È stato sostenuto che tali somme, avendo natura patrimoniale e consistendo nel pagamento di denaro destinato a compensare il proprietario per il mancato godimento del bene durante il periodo di indisponibilità precedente all'esproprio o all'asservimento, non possono essere escluse dall'imposizione. Di conseguenza, devono essere tassate con l'aliquota del 3%.

Norme richiamate

  • Imposta di registro

    Le indennità aggiuntive rispetto all'indennità di esproprio sono soggette all'imposta di registro al 3% poiché rappresentano prestazioni patrimoniali aventi ad oggetto somme di denaro.

Massime di principio

  • Le somme corrisposte in occasione di un'espropriazione non sono automaticamente escluse dall'imposta di registro solo perché qualificate come indennità.
  • Occorre valutare la natura sostanziale della somma: se essa compensa economicamente il mancato godimento del bene e ha contenuto patrimoniale, può essere soggetta a imposizione.
  • Le indennità aggiuntive, riferite al periodo precedente all'esproprio o all'asservimento, possono essere considerate obbligazioni indennitarie autonome rispetto all'indennità principale e tassate con l'aliquota del 3%.
  • Per stabilire il trattamento fiscale rileva la funzione economica della somma, non soltanto la denominazione utilizzata nell'atto o nell'accordo.

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