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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 32398/2024 del 09/08/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza che aveva respinto la richiesta di immediata annotazione/trascrizione del provvedimento del 24/10/2017 (irrevocabile il 06/12/2017) di revoca della confisca in estensione. Il ricorrente sosteneva che la revoca del 24/10/2017 avesse efficacia totale e riguardasse entrambi i manufatti (il "fabbricato rurale" in San Lorenzo, partic. 156, e il capannone in Condofuri, partic. 350) e che, per il principio dell'accessione invertita, la revoca dovesse estendersi anche ai terreni su cui gli immobili insistono. Contestava inoltre contraddittorietà e illogicità della decisione del giudice di merito e chiedeva che fosse disposta l'annotazione/transcrizione a favore di Mafrica.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che i motivi fossero riproposizioni di censure già valutate e respinte dal giudice di merito senza vizi logici o giuridici. Ha confermato che il provvedimento del 24/10/2017 ha revocato la confisca in estensione esclusivamente in relazione al fabbricato rurale sito nel Comune di San Lorenzo e all'area di sedime del medesimo (costruzione realizzata anche con contributi pubblici), e non ha esteso la revoca al capannone e al terreno di Condofuri né all'intero restante terreno in San Lorenzo. Ha escluso l'applicabilità dell'istituto dell'accessione invertita perché mancavano i presupposti (in particolare la prevalenza economica del manufatto rispetto al terreno). Perciò il ricorso è stato respinto, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e a versare €3.000,00 alla Cassa delle ammende (art. 616 c.p.p.).

Norme richiamate

  • art. 676 cod. proc. pen. (co. 1)

    Norma richiamata come titolo procedurale dell'opposizione; la Corte ha ritenuto legittimo l'uso dell'istituto ma ha respinto l'opposizione sul merito.

  • art. 667 cod. proc. pen. (co. 4)

    Richiamato sul tema dei rimedi impugnatori; utilizzato come riferimento procedurale per l'opposizione che il giudice di merito ha esaminato e respinto.

  • art. 606 cod. proc. pen. (comma 1 lett. c) ed e))

    Norme di censura per la cassazione; il ricorrente ha invocato tali lett. ma la Cassazione ha ritenuto le censure ripropositive e non fondate.

  • artt. 125, 127, 649, 658, 665, 666 cod. proc. pen.

    Richiamati dal ricorrente per contestare la motivazione e la corretta applicazione delle norme processuali; la Corte ha stabilito che non sussiste alcuna travisamento né illogicità nella valutazione del giudice di merito.

  • art. 666 cod. proc. pen. (co. 2)

    Richiamato in relazione alle impugnazioni contro provvedimenti relativi ai beni; la Corte ha ritenuto che la richiesta di riapertura fosse preclusa dal giudicato quando la confisca è irrevocabile.

  • art. 818 cod. civ.

    Richiamato in connessione all'accessione invertita e ai rapporti tra immobile e fondo; la Corte ha valutato che i presupposti civilistici per l'inversione non ricorrevano nel caso concreto.

  • art. 938 cod. civ.

    Istituto dell'accessione invertita; la Corte ha affermato che in chiave penalistica si applica solo se il manufatto ha valore economico preminente rispetto al fondo, condizione non riscontrata.

  • art. 1117 cod. civ.

    Richiamato in riferimento alla nozione di pertinenza; la Corte ha ritenuto il fabbricato come pertinenza del fondo agricolo, non costituente motivo per estendere la revoca della confisca ai terreni eccedenti l'area di sedime.

  • art. 12-sexies legge 356/1992

    Richiamata nella giurisprudenza citata come ratio dell'applicazione penalistica dell'accessione invertita (evitare che gli autori di reati beneficino di investimenti illeciti). La Corte ha ritenuto che i limiti e le condizioni di tale principio non fossero soddisfatti nel caso concreto.

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Norma applicata per la condanna alle spese e all'onere verso la Cassa delle ammende a seguito di ricorso inammissibile.

Massime di principio

  • La revoca di una confisca ha efficacia limitata agli elementi e ai beni espressamente indicati nel provvedimento definitivo: non è possibile estenderla per interpretazioni alternative non fondate sul testo decisorio.
  • Il giudicato sulle misure di confisca è vincolante: quando una confisca è divenuta irrevocabile, non è ammessa una sua rinnovata 'revoca' tramite interpretazioni successive che contraddicano il dispositivo definitivo.
  • L'istituto dell'accessione invertita (art. 938 c.c., nella applicazione penalistica ancorata alla legge antimafia) si applica solo se il manufatto ha valore economico preminente rispetto al terreno; la mera presenza di un fabbricato o di contributi pubblici non basta automaticamente per estendere la revoca ai terreni.
  • In sede di Cassazione il Sindacato sui fatti e sulle valutazioni di merito è limitato: la Corte di legittimità non sostituisce la valutazione del giudice di merito se questa è logica e non viziata da travisamenti o illegittimità.
  • Per ottenere l'annotazione o trascrizione di un provvedimento giudiziario è necessario che il provvedimento stesso chiaramente disponga l'effetto richiesto; ambiguità o interpretazioni alternative sono insufficienti a far sorgere titolo traslativo su beni sottoposti a giudicato di confisca.
  • Chi propone impugnazioni in materia di misure patrimoniali deve porre con chiarezza e precisione le proprie richieste e fondarle su elementi probatori e giuridici che dimostrino i presupposti per strumenti eccezionali (es. accessione invertita); altrimenti le censure rischiano di essere dichiarate inammissibili e di comportare condanne per spese e ammende.

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