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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 42440/2023 del 17/10/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente ha impugnato l'ordinanza che aveva confermato la revoca della liberazione anticipata per 1.215 giorni, sostenendo che l'omicidio non doveva essere qualificato come delitto "ostativo" e che, dopo la scissione del cumulo delle pene, nella successione dei reati dovrebbero essere considerati per primi i delitti associativi (art. 416bis c.p.), non l'omicidio. In sostanza contestava l'individuazione dell'omicidio quale titolo di pena cui imputare i periodi di detenzione ante delibera e quindi l'applicabilità della revoca del beneficio.

La decisione

Il ricorso è stato dichiarato inammissibile. La Corte ha ritenuto il motivo generico e inconferente: la questione dell'"ostatività" dell'omicidio è irrilevante rispetto all'art. 54 O.P., che consente la liberazione anticipata per qualunque condanna e stabilisce che la revoca consegue alla commissione di un delitto non colposo durante l'esecuzione successivamente alla concessione del beneficio. È stato confermato che Bruzzise aveva iniziato a scontare la pena per omicidio il 16/10/1993 e che la condotta associativa (art. 416bis) è risultata consumata l'11/12/2010, mentre i periodi di liberazione anticipata erano stati riconosciuti per periodi compresi tra il 1994 e il 16/10/2010; pertanto la revoca era legittima. Il ricorrente è stato inoltre condannato al pagamento delle spese processuali e a versare euro 3.000,00 alla cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 54 Ordinamento Penitenziario (O.P.)

    La liberazione anticipata può essere concessa in relazione a qualunque condanna a pena detentiva quando ne sussistono i presupposti; la revoca del beneficio consegue alla commissione di un delitto non colposo nel corso dell'esecuzione, successivamente alla concessione del beneficio.

  • art. 4-bis Ordinamento Penitenziario (O.P.)

    Individua reati ostativi per taluni benefici (es. permessi premio o misure alternative) ma, secondo il provvedimento, non esclude la concessione della liberazione anticipata; l'ostatività di cui all'art. 4-bis non è estesa automaticamente alla liberazione anticipata.

  • art. 7 Legge 203/1991

    Prevede aggravanti che possono rendere alcuni reati ostativi; nel caso in esame l'aggravante non era applicata al delitto di omicidio contestato.

  • art. 416bis Codice Penale

    Delitto associativo di stampo mafioso; la commissione continuata di tale reato, consumata durante l'espiazione della pena per altro delitto, giustifica la revoca del beneficio già concesso.

  • Sentenza Corte Costituzionale n. 186/1995 (giurisprudenza)

    Richiamata per l'interpretazione dell'art. 54 O.P. in tema di revoca della liberazione anticipata in caso di commissione di nuovo reato non colposo durante l'esecuzione.

Massime di principio

  • La liberazione anticipata è riconoscibile per qualsiasi condanna detentiva; le regole di "ostatività" previste dall'art. 4-bis O.P. non si applicano automaticamente alla liberazione anticipata.
  • La revoca della liberazione anticipata è giustificata quando il detenuto commette un delitto non colposo nel corso dell'esecuzione della pena, successivamente alla concessione del beneficio: è fondamentale dimostrare la temporalità della nuova condotta rispetto al periodo di espiazione.
  • Quando è stato disposto lo scioglimento o la scissione del cumulo delle pene, per determinare quale pena era in corso si guarda alle date di inizio dell'espiazione e alla gravità/entità delle pene; la pena iniziata prima e ancora in corso al momento della nuova condotta prevale ai fini dell'imputazione dei periodi.
  • Nei ricorsi è richiesta specificità e pertinenza degli argomenti: motivi generici o non rilevanti rispetto alla normativa applicabile possono determinare l'inammissibilità e sanzioni economiche a carico del ricorrente.
  • In casi simili è essenziale documentare la cronologia delle sentenze, le date di inizio dell'espiazione, le date di concessione dei benefici e la data di consumazione del reato successivo; tale ricostruzione temporale è decisiva per valutare la legittimità della revoca.

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