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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 25305/2026 del 06/07/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

La vicenda riguarda un provvedimento del giudice dell'esecuzione del Tribunale di Frosinone che, su istanza dell'interessato, ha riconosciuto solo parzialmente il vincolo della continuazione ex art. 81 c.p. tra i fatti oggetto di due sentenze irrevocabili, rideterminando la pena complessiva in anni 4 e mesi 2 di reclusione ed euro 1.100 di multa e rigettando il resto. Il giudice ha escluso l'unicità del disegno criminoso per i reati indicati ai nn. 1-8 dell'istanza, ritenendo invece continuati solo quelli di cui ai nn. 9-10, valorizzando la notevole distanza temporale, la diversità dei luoghi e, per alcuni episodi, la diversa compresenza di concorrenti. Il ricorso per cassazione, proposto dall'interessato tramite difensore, deduceva: 1) violazione di legge e vizio di motivazione in relazione agli artt. 81 c.p. e 671 c.p.p., sostenendo che il giudice avesse erroneamente escluso la continuazione per i primi episodi senza considerare la continuità temporale tra i fatti (commessi tra il 2016 e il 2021), l'omogeneità delle condotte e dell'obiettivo perseguito, cioè il reperimento di denaro contante, oltre alla possibilità di riconoscere un medesimo disegno criminoso anche tra blocchi autonomi di reati; 2) vizio di motivazione sulla determinazione dell'aumento di pena per i reati unificati, perché il giudice si sarebbe limitato a fissare la pena complessiva senza esplicitare i criteri di calcolo seguiti. Il Procuratore generale aveva concluso per l'inammissibilità del ricorso.

La decisione

La Corte di cassazione ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto infondato il primo motivo perché il giudice dell'esecuzione ha correttamente applicato i criteri in tema di reato continuato: l'unicità del disegno criminoso richiede una programmazione iniziale, almeno in linea generale, di una pluralità di condotte finalizzate a un obiettivo specifico, e non può identificarsi con una generica attitudine a delinquere o con la mera ripetizione di reati della stessa specie. Nel caso concreto, l'arco temporale esteso, la distanza fra i singoli episodi e la differenza dei concorrenti hanno legittimato l'esclusione della continuazione per i fatti non unificati, potendo tali elementi essere letti come espressione di uno stile di vita e non di un unico progetto criminoso. È stato respinto anche il secondo motivo, perché la determinazione dell'aumento di pena in presenza di continuazione rientra nella discrezionalità del giudice di merito e, quando l'aumento è contenuto, può essere motivata sinteticamente; il richiamo ai criteri dell'art. 187 disp. att. c.p.p. è stato ritenuto sufficiente. Conseguentemente, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali.

Norme richiamate

  • art. 81 c.p.

    Per il riconoscimento del reato continuato occorre l'esistenza di un medesimo disegno criminoso, desumibile da elementi concreti relativi a tempi, modalità, luogo e finalità delle condotte; non basta una generica tendenza a delinquere o la mera reiterazione di reati omogenei.

  • art. 671 c.p.p.

    Nel procedimento di esecuzione il giudice può applicare la disciplina della continuazione tra reati già giudicati, ma deve compiere un apprezzamento concreto degli indici sintomatici dell'unitarietà del disegno criminoso.

  • art. 187 disp. att. c.p.p.

    Il provvedimento che determina l'aumento di pena per i reati satellite può essere motivato sinteticamente quando l'aumento sia contenuto e il calcolo rientri nella discrezionalità del giudice di merito.

  • Sez. U, n. 28659 del 18/05/2017, Gargiulo

    Sono indicati come indici rivelatori della continuazione la vicinanza temporale, le concrete modalità della condotta, l'omogeneità del bene tutelato e le condizioni di tempo e luogo, anche valorizzabili solo in parte se significativi.

  • Sez. 2, n. 10033 del 07/12/2022, dep. 2023, Qomiha

    La ricaduta nel reato e l'abitualità a delinquere non integrano di per sé l'unità di ideazione richiesta per la continuazione.

  • Sez. 5, n. 34379 del 11/07/2025, Randisi

    La graduazione della pena per i reati satellite è rimessa alla discrezionalità del giudice di merito; in caso di aumenti contenuti, l'obbligo motivazionale può essere assolto in forma sintetica.

Massime di principio

  • L'unicità del disegno criminoso richiede una programmazione iniziale, almeno per linee essenziali, di una pluralità di reati orientati a un fine specifico e concreto; non è sufficiente la mera serialità delle condotte o un generico fine di profitto.
  • Per valutare la continuazione il giudice deve compiere un esame complessivo e concreto di tempi, luoghi, modalità esecutive, causale e eventuali concorrenti; la distanza cronologica significativa tra i fatti è un forte indice negativo, salvo che emerga una chiara giustificazione di una realizzazione frazionata del progetto.
  • La nozione di continuazione non coincide con uno 'stile di vita' criminale o con la recidiva nell'illecito: la reiterazione di reati omogenei può descrivere abitualità a delinquere, ma non prova di per sé il medesimo disegno criminoso.
  • Nel giudizio di esecuzione ex art. 671 c.p.p., il riconoscimento della continuazione tra sentenze irrevocabili richiede una motivazione ancorata a elementi oggettivi e non a formule apodittiche o meramente assertive.
  • La determinazione dell'aumento di pena per i reati satellite è un profilo discrezionale del giudice di merito; se l'aumento è contenuto, la motivazione può essere sintetica purché consenta di comprendere il criterio seguito.

Come è indicizzato

MaterieCircostanze del reatoImpugnazioni
RamiParte generaleProcesso penale
IstitutiContinuazione

Testo integrale

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