Cassazione Penale, Sentenza n. 32303/2022 del 02/09/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione della sentenza di conferma della condanna (reato ex art. 73 DPR 309/90 e connessi) per cinque motivi principali: 1) violazione del diritto di difesa e vizio della prova per l'integrità delle intercettazioni ambientali (presunta mancata consegna alla difesa del "file B" e trascrizione risultante da fusione di due file distinti); 2) inutilizzabilità della intercettazione trascritta per alterazione/discordanza fra i due file e mancanza di parte decisiva della conversazione; 3) omessa e/o inadeguata motivazione sul diniego della rinnovazione istruttoria e sul mancato esame in dibattimento del perito trascrittore; 4) travisamento e carenza probatoria circa l'attribuzione di utenze e l'analisi delle celle telefoniche (mancanza di tabulati e elenchi celle); 5) insufficienti motivazioni circa l'interpretazione di una conversazione (3 dicembre 2015) e l'identificazione del "Michele" menzionato, che secondo la difesa sarebbe altro soggetto (Marco Bellocchio).
La decisione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. In particolare: i primi due motivi (discrepanze tra file e trascrizione) sono ritenuti infondati perché la Corte d'appello ha fornito motivazione adeguata sulla attendibilità della trascrizione, sul fatto che la perizia è stata eseguita sugli originali e perché il difensore non aveva tempestivamente dedotto un vizio insanabile in fase investigativa; il terzo motivo (rinnovazione istruttoria) è infondato per genericità della doglianza e per i limiti della rilevanza della perizia quale mezzo neutro; il quarto motivo è dichiarato inammissibile perchè la valutazione sull'attribuzione delle utenze è congrua e fondata su elementi convergenti (celle, riscontri visivi, contatti); il quinto è palesemente infondato poiché la Corte ha logicamente motivato l'identificazione e il collegamento della conversazione al contesto probatorio. Complessivamente il ricorso è respinto e la sentenza impugnata confermata.
Norme richiamate
DPR 309/90 art. 73 e art. 80
art. 73 comma 1, 1-bis e 6; art. 80 comma 2
Norme sostanziali relative al delitto di stupefacenti contestato: specificano i reati e l'aggravante/commi applicati alla responsabilità penale del ricorrente
Codice di procedura penale, art. 606 comma 1 lett. c)
Motivo di ricorso per cassazione fondato su vizio di motivazione (insufficienza o contraddittorietà della motivazione di merito)
Codice di procedura penale, art. 415-bis
Norma concernente l'avviso di conclusione delle indagini o misure cautelari collegabili all'uso di intercettazioni e che impatta sul diritto di difesa in fase investigativa
Costituzione, art. 24
Tutela del diritto di difesa evocata dal ricorrente come parametro costituzionale con cui valutare l'eventuale compressione derivante dalla mancata consegna di materiale probatorio
Codice di procedura penale, art. 178 lett. c)
Prevede la nullità generale a regime intermedio per la compressione del diritto di difesa; la Corte distingue tra nullità sanabile e i suoi effetti
Codice di procedura penale, art. 268 comma 1 e art. 271
Disposizioni sulle intercettazioni e sulle cause di inutilizzabilità: la Corte valuta se le irregolarità ricadono nelle ipotesi che determinano inutilizzabilità della captazione
Codice di procedura penale, art. 495
Norma sul tema della prova decisiva e della possibilità di assumere prova contraria; la Corte richiama che la perizia non è automaticamente prova decisiva
Codice di procedura penale, art. 603
Disciplina la rinnovazione dell'istruttoria dibattimentale in appello; la Corte richiama le condizioni (incertezza dei dati, carattere decisivo della prova) per l'ammissione della rinnovazione
Codice di procedura penale, artt. 299-303 e 309
Richiamati nel testo per spiegare i casi di revoca o perdita di efficacia delle misure cautelari e i relativi effetti; la Corte precisa i limiti delle conseguenze derivanti da irregolarità
Codice di procedura penale, artt. 468 comma 4 e 495 comma 2
Norme richiamate circa il diritto alla prova contraria e l'ambito di ammissione di prove a discarico in appello
Codice di procedura penale, artt. 190 e 190-bis
Richiamati in relazione ai requisiti e limiti dell'assunzione di nuove prove in appello (art. 603 comma 2) e al diritto alla prova
Massime di principio
- La mancata consegna di copie parziali di intercettazioni alla difesa può configurare una nullità di ordine generale a regime intermedio (art.178 c.p.p.), ma tale vizio è rilevante in termini di esclusione dell'utilizzo probatorio solo se il difensore non ha poi avuto accesso agli originali o non ha tempestivamente dedotto il vizio in sede idonea; la tardiva o generica contestazione può essere considerata sanata.
- Discrepanze tecniche tra file audio (diversi "linee" o versioni) non determinano automaticamente l'inutilizzabilità del contenuto: occorre dimostrare l'alterazione sostanziale del contenuto e il pregiudizio concreto per la difesa; mere ipotesi o considerazioni valutative non bastano in cassazione.
- La perizia tecnica eseguita sugli originali, in contraddittorio, rafforza l'affidabilità della trascrizione; la perizia è un mezzo neutro e non diventa automaticamente prova decisiva a discarico: il giudice di merito conserva discrezionalità valutativa, purché motivata.
- La richiesta di rinnovazione dell'istruttoria in appello è un rimedio eccezionale: il giudice di appello può rifiutarla se gli atti risultano già sufficienti a decidere; il ricorrente deve specificare la decisività della prova reclamata e la mancata valutazione deve essere dedotta con precisione in cassazione.
- L'attribuzione di utenze e la ricostruzione di spostamenti tramite celle telefoniche si valutano nel loro complesso (convergenza di dati: tabulati, agganci celle, contatti, riscontri visivi). L'assenza di singoli documenti non annulla automaticamente la ricostruzione qualora esistano altri elementi convergenti.
- In cassazione le censure di omessa o insufficiente motivazione devono evidenziare vizi macroscopici (ictu oculi). Critiche generiche o non strettamente correlate alle ragioni espresse dal giudice di merito sono destinate all'inammissibilità o al rigetto.
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