Salta al contenuto
Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 41907/2023 del 16/10/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione in Cassazione della condanna per tentato omicidio (sentenza di appello del 20/10/2022 che confermava la condanna del Tribunale di Sassari a 4 anni e 8 mesi). Il ricorrente deduceva, tra l'altro: vizio di motivazione e travisamento della prova riguardo all'idoneità della condotta e del mezzo (contestando che l'arma fosse un coltello anziché un cacciavite e la presunta superficialità della ferita), carenza di motivazione circa l'animus necandi (dolo), erronea esclusione della legittima difesa reale o putativa e dell'eccesso colposo, mancato riconoscimento della desistenza e dell'attenuante della provocazione (art. 62 n.2 c.p.), nonché vizi processuali relativi al termine per il deposito della motivazione (dichiarazione di "Motivazione nei termini" e indicazione di 90 giorni in pagina di motivazione ma di 15 giorni nella cancelleria). Sono state altresì dedotte travisamenti di documenti medico-legali e richieste di rinvio in relazione a un ricorso avverso l'ordinanza di correzione di errore materiale della Corte d'Appello.

La decisione

La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso ritenendolo inammissibile o manifestamente infondato. Ha rigettato la richiesta di rinvio collegata al ricorso pendente contro l'ordinanza di correzione di errore materiale, ritenendo sanata la questione procedurale perché un difensore aveva tempestivamente proposto ricorso entro il termine indicato dalla cancelleria. Sostanzialmente la Suprema Corte ha confermato la valutazione di merito: attendibilità delle dichiarazioni della persona offesa e del teste, compatibilità della lesione con l'uso di un coltello, idoneità dell'arma e della condotta a cagionare la morte ex ante, sussistenza del dolo (almeno in forma di dolo alternativo), esclusione della legittima difesa (reale o putativa), esclusione della desistenza e rifiuto dell'attenuante della provocazione. Pertanto la condanna per tentato omicidio è stata confermata.

Norme richiamate

  • art. 606 lett. b) ed e) cod. proc. pen.

    art. 606 lett. b) ed e) cod. proc. pen.

    Norma di riferimento per i motivi di ricorso in cassazione: la Corte valuta se vi sia vizio di motivazione o travisamento della prova; qui ha ritenuto che le censure fossero mera riproposizione di valutazioni di merito e non indicassero un errore logico/giuridico rilevante.

  • art. 173 disp. att. cod. proc. pen.

    art. 173 disp. att. cod. proc. pen.

    Richiamato in relazione ai limiti riassuntivi della motivazione nel ricorso per cassazione: la Corte ha sintetizzato i motivi nei limiti consentiti dalla disposizione.

  • art. 130 cod. proc. pen.

    Norma che disciplina la correzione di errori materiali; la Corte territoriale aveva emesso un'ordinanza di correzione che è stata impugnata separatamente, ma la Corte di Cassazione ha ritenuto la questione processuale non idonea a sospendere il presente giudizio.

  • art. 585 quarto comma cod. proc. pen.

    Motivi nuovi ex art. 585 IV comma cod. proc. pen.

    Richiamato nella memoria per introdurre motivi nuovi; la Corte di Cassazione ha valutato tali motivi ma li ha ritenuti inammissibili o reiterativi.

  • art. 544 c.p.p. comma 2

    termine di cui al comma 2 dell'articolo 544 c.p.p.

    Riferimento al termine per il deposito della motivazione della sentenza; la Corte d'Appello aveva indicato erroneamente '90 giorni' in motivazione e la cancelleria aveva fissato 15 giorni: la Corte di appello ha corretto l'errore con ordinanza ex art. 130 c.p.p.; la Cassazione ha ritenuto comunque sanata la questione perché ricorso era stato proposto tempestivamente da un difensore.

  • art. 62, primo comma, n. 2 cod. pen.

    art. 62, primo comma, n. 2 cod. pen.

    Norma che contempla l'attenuante della provocazione; la Corte ha ritenuto che non sussistessero i presupposti nel caso concreto perché l'imputato aveva innescato o accettato la sfida, rendendo inapplicabile l'attenuante.

  • Legge 26 aprile 2019 n. 36 (modifiche in materia di legittima difesa domiciliare)

    legge 26 aprile 2019 n. 36

    Richiamata dalla difesa in relazione alla presunzione di sproporzione nella legittima difesa domiciliare; la Corte ha comunque escluso la legittima difesa perché l'imputato era l'autore iniziale della condotta offensiva e la sua reazione è stata ritenuta ritorsiva e sproporzionata.

Massime di principio

  • Il giudizio di legittimità non sostituisce la valutazione di merito: la Cassazione controlla la correttezza logico-giuridica della motivazione, non ridiscute i fatti quando vi è doppia conforme (condanna in primo e secondo grado) salvo macroscopici travisamenti.
  • Per il tentato omicidio conta l'adeguatezza ex ante della condotta e dell'arma ad arrecare esiti mortali: anche una ferita non mortale può integrare il tentativo se l'azione era idonea a causare la morte secondo una valutazione preventiva.
  • La legittima difesa (reale o putativa) non è riconoscibile a chi ha innescato la condotta aggressiva o ha accettato una sfida; analogamente, l'eccesso colposo richiede che l'esimente di base sia prima riconosciuta.
  • La desistenza non è applicabile quando gli atti compiuti hanno già integrato il tentativo; atti successivi (es. tentativo di investimento) sono indicatori contrari alla desistenza o all'abbandono della volontà delittuosa.
  • Questioni procedurali sui termini di impugnazione possono essere sanate se almeno un difensore esercita tempestivamente il proprio diritto; la nullità per indicazioni contrastanti deve essere eccepita nel primo atto utile.
  • Contestazioni sulla natura dell'arma o sulla gravità della lesione sono, in mancanza di errori logici nella motivazione, valutazioni di merito: per ribaltarle è necessario dimostrare un travisamento macroscopico delle risultanze probatorie.

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.