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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 4273/2022 del 07/02/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente ha proposto ricorso per cassazione con tre censure: 1) violazione di legge e vizio di motivazione in relazione all'aggravante ex art. 625, n. 8-ter c.p., sostenendo che la Corte territoriale non ha specificato dopo quanto tempo dall'uscita dall'ufficio postale si sia consumata la condotta illecita e che la circostanza che la vittima fosse salita su una bicicletta introduce una frattura temporale tale da escludere la consapevolezza dell'agente della recente fruizione di servizi finanziari; 2) violazione di legge e vizio di motivazione in relazione all'aggravante ex art. 61, n. 5 c.p. (minorata difesa per età), deducendo che la Corte territoriale l'ha applicata in modo meramente assiomatico sul solo dato anagrafico senza la verifica concreta dell'effettivo ostacolo alla difesa; 3) contestazione della sussistenza della recidiva per vetustà dei precedenti e differenti modalità di consumazione dei reati pregresse.

La decisione

La Corte di cassazione ha rigettato i motivi 1 e 3 ritenendoli infondati: è stata confermata la correttezza della valutazione della Corte d'appello circa la circostanza aggravante di cui all'art. 625, n. 8-ter c.p. e circa la recidiva, ritenuta adeguatamente motivata come prosecuzione del processo delinquenziale. È stato invece accolto il secondo motivo in parte: la sentenza impugnata è stata annullata limitatamente all'aggravante di cui all'art. 61, n. 5 c.p., perché la Corte territoriale non ha effettuato l'accertamento in concreto richiesto dalle Sezioni Unite (verifica tripartita sull'idoneità astratta, sull'effettivo ostacolo alla difesa e sulla consapevolezza dell'agente). Sulla sola questione dell'art. 61, n. 5 c.p. il procedimento è rinviato alla Corte di merito per un nuovo esame; per il resto il ricorso è rigettato.

Norme richiamate

  • art. 624-bis cod. pen.

    Norma del reato base (rapina/appropriazione indebita o simile contestazione nel contesto fatto), indicata come riferimento per il reato consumato in danno della persona offesa

  • art. 625, comma 1, n. 8-ter cod. pen.

    Aggravante introdotta dalla L. 15/07/2009, n. 94 (art.3, comma 26) che punisce più gravemente il delitto commesso nei confronti di chi sta fruendo o ha appena fruito di servizi finanziari; richiede che l'agente abbia percepito e sfruttato la situazione che rende la vittima esposta (valutazione compatibile con dolo eventuale)

  • art. 61, primo comma, n. 5 cod. pen.

    Circostanza aggravante della "minorata difesa" per circostanze di tempo, luogo o persona; deve essere accertata concretamente secondo il criterio tripartito (idoneità astratta; effettivo ostacolo alla difesa; sfruttamento consapevole da parte dell'agente) come chiarito dalle Sezioni Unite

  • L. 15 luglio 2009, n. 94, art. 3, comma 26

    Norma che ha introdotto l'aggravante di cui all'art. 625, n. 8-ter c.p., con finalità di tutela rafforzata degli utenti dei servizi finanziari

  • art. 173, comma 1, disp. att. cod. proc. pen.

    Limite alla formulazione dei motivi in cassazione richiamato in relazione all'enunciazione dei motivi di ricorso

  • art. 23 d.l. n. 137 del 12/11/2021

    Riferimento procedurale relativo alla requisitoria scritta del Procuratore generale nel procedimento di cassazione

  • Sez. U. n. 40275 del 15/07/2021 (Cardellini)

    Giurisprudenza di legittimità che ha fissato il metodo di accertamento dell'aggravante ex art. 61, n. 5 c.p.: verifica tripartita (idoneità astratta; effetto concreto di ostacolo alla difesa; profitto consapevole da parte dell'agente) e rifiuto di automatismi basati solo sull'età

Massime di principio

  • L'aggravante per minorata difesa (art. 61, n.5 c.p.) non può essere riconosciuta automaticamente sulla base del solo dato anagrafico: il giudice deve svolgere un accertamento concreto secondo tre passaggi (idoneità astratta della circostanza; verifica che in concreto la difesa sia stata ostacolata; prova che l'agente abbia effettivamente approfittato della condizione).
  • L'aggravante prevista dall'art. 625, n. 8-ter c.p. (reato commesso contro chi fruisce o ha appena fruito di servizi finanziari) può essere applicata quando, dalla ricostruzione fattuale, risulti la consapevolezza e lo sfruttamento da parte dell'agente della situazione di esposizione della vittima (la sequenza temporale e altri elementi circostanziali possono legittimare tale conclusione).
  • La mera presenza di una temporanea azione ordinaria della vittima (es. salire su una bicicletta) non è di per sé sufficiente a escludere un collegamento temporale utile a ritenere l'aggravante se il giudice ritiene, sulla base degli elementi, che non ci sia una cesura apprezzabile nella sequenza dei fatti.
  • La recidiva può essere mantenuta se la motivazione dimostra una significativa prosecuzione del percorso delinquenziale nonostante l'epoca dei precedenti; la sua esclusione richiede argomentazioni specifiche circa la vetustà e la diversa natura dei precedenti.
  • In situazioni analoghe è essenziale che il giudice di merito documenti in motivazione gli elementi fattuali che consentono di ritenere l'esistenza e l'effetto concreto delle condizioni aggravanti, evitando presunzioni o automatismi; in caso di carenza motivazionale la cassazione può annullare limitatamente al profilo viziato e disporre rinvio per nuovo esame.

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