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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 24203/2022 del 23/06/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Battiato ha impugnato il diniego, disposto con ordinanza del 17/02/2021, dell'affidamento in prova al servizio sociale relativo a una pena residua di 2 anni e 2 mesi per tre condanne per truffa (fatti del 2012 e 2015). Il Tribunale di sorveglianza aveva negato il beneficio rilevando numerosi precedenti e pendenze (circa cinquanta comunicazioni di notizia di reato per truffa e circa venti procedimenti pendenti fino al 2017), il mancato risarcimento integrale delle vittime nonostante alcuni pagamenti iniziati, e la necessità di verificare il percorso di cambiamento in osservazione intramuraria. In cassazione il ricorrente deduceva violazione di legge (art. 47 l. 354/1975) e carenza/illogicità della motivazione, sostenendo che era sufficiente un significativo avvio del processo di revisione personale (ammissione delle responsabilità, lavoro stabile, dimora e disponibilità di accoglienza), e che molte pendenze si riferivano a fatti anteriori al percorso positivo iniziato.

La decisione

La Corte di cassazione ha rigettato il ricorso. Ha confermato che, ai fini dell'affidamento in prova, il Tribunale può tener conto della natura e gravità del reato, dei precedenti, delle pendenze processuali, delle informazioni di polizia, nonché della condotta carceraria e degli esiti dell'indagine socio‑familiare. Nel caso concreto il Tribunale aveva correttamente rilevato la persistenza di reati analoghi e di pendenze fino al 2017, il mancato risarcimento integrale delle vittime e la necessità di una verifica dopo periodo di osservazione intramuraria; la Corte ha ritenuto non manifestamente illogica tale valutazione. Condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali.

Norme richiamate

  • legge 26 luglio 1975, n. 354, art. 47

    L'art. 47 è richiamato dal ricorrente; la Corte richiama invece i criteri giurisprudenziali applicativi dell'affidamento in prova: la norma va interpretata tenendo conto della necessità di una prognosi ragionevole di reinserimento, valutata sulla base del reato commesso, dei precedenti, delle pendenze, delle informazioni di polizia, della condotta carceraria e degli accertamenti socio‑familiari

Massime di principio

  • L'affidamento in prova richiede una prognosi ragionevole di completo reinserimento sociale: il giudice valuta il reato commesso, i precedenti, le pendenze processuali, le informazioni di polizia, la condotta carceraria e gli esiti dell'indagine socio‑familiare
  • La natura e la gravità del reato costituiscono il punto di partenza dell'analisi ma non escludono la considerazione del cambiamento successivo; tuttavia il comportamento post‑reato è centrale per verificare il reale processo di recupero
  • Numerose pendenze per reati analoghi e la persistenza di comportamenti illeciti fino a tempi relativamente recenti possono legittimamente motivare il diniego dell'affidamento e la richiesta di osservazione intramuraria
  • Elementi positivi come ammissione di responsabilità, avvio del risarcimento, lavoro stabile, dimora e assenza di legami con la criminalità organizzata sono rilevanti ma devono risultare concreti, attuali e sufficienti a far ritenere compiuto o significativamente avviato il percorso rieducativo
  • La Cassazione non riesamina in fatto la valutazione prognostica del Tribunale di sorveglianza se la motivazione non è manifestamente illogica: le critiche che sostituiscono una diversa valutazione di merito sono inammissibili
  • In presenza di diniego fondato su pendenze e necessità di osservazione, il percorso pratico è richiedere una nuova valutazione dopo il periodo intramurario, la completa estinzione o soddisfazione delle pendenze e il consolidamento degli elementi positivi

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