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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 24311/2023 del 06/06/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il Pubblico Ministero ha impugnato in cassazione l\'ordinanza del Tribunale del Riesame di Potenza del 22/09/2022 che aveva annullato il decreto di convalida del sequestro preventivo (emesso il 01/08/2022) relativo a fatti contestati ai capi d) ed e) (artt. 81 e 648-ter.1 c.p.). Il ricorso per cassazione lamentava inosservanza ed erronea applicazione della legge penale e carenza di motivazione dell\'ordinanza del riesame.

La decisione

La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile per tardività: il termine per proporre ricorso per cassazione era di quindici giorni ai sensi degli artt. 325 e 585 c.p.p.; l\'ordinanza del Tribunale di Potenza era stata comunicata il 07/10/2022 (come risulta dalla ricevuta) mentre il ricorso è stato depositato il 04/11/2022, oltre il termine. Di conseguenza il ricorso è stato dichiarato inammissibile e il provvedimento del Tribunale del Riesame resta efficace.

Norme richiamate

  • art. 325 cod. proc. pen.

    Disciplina il ricorso per cassazione avverso le ordinanze del tribunale emesse all\'esito di appello o riesame in materia di misure cautelari; la Corte chiarisce che, per tali ordinanze relative a misure reali, il termine utile per impugnare è quello ordinario richiamato dall\'art.585 (quindici giorni)

  • art. 585 cod. proc. pen.

    art. 585, comma 1, lett. a) e comma 2, lett. a)

    Stabilisce il termine ordinario di quindici giorni per impugnare le decisioni adottate in camera di consiglio e che il termine decorre dalla comunicazione o notificazione dell\'avviso di deposito dell\'ordinanza

  • art. 311 cod. proc. pen.

    Prevede il termine di dieci giorni per l\'impugnazione nelle misure cautelari personali; la Corte precisa che tale termine non si applica alle ordinanze del tribunale in materia di misure cautelari reali e non viene richiamato dall\'art. 325

  • art. 322 cod. proc. pen.

    Norma che regola il riesame in relazione alle misure cautelari; richiamata per chiarire la natura dell\'ordinanza impugnata (ordinanza del tribunale del riesame)

  • art. 648-ter.1 cod. pen.

    Individua la fattispecie penale rilevante rispetto alla quale era stato disposto il sequestro preventivo e che costituiva oggetto dell\'annullamento da parte del tribunale del riesame

Massime di principio

  • Il termine per proporre ricorso per cassazione avverso le ordinanze del tribunale del riesame in materia di misure cautelari reali è di quindici giorni (art.585 c.p.p.), non di dieci (art.311 c.p.p.).
  • Il decorso del termine di impugnazione inizia dalla comunicazione o notificazione dell\'avviso di deposito dell\'ordinanza; quindi è fondamentale documentare la data di comunicazione ricevuta.
  • La mancata tempestività nella proposizione del ricorso determina l\'inammissibilità a prescindere dal merito delle doglianze sostanziali.
  • Prima di impugnare, verificare quale tipologia di misura cautelare (reale o personale) è coinvolta per applicare correttamente il termine procedurale rilevante.
  • Il Pubblico Ministero può proporre ricorso per cassazione avverso le ordinanze del riesame (art.325), ma deve rispettare rigorosamente i termini procedurali; le questioni substantive vanno valutate solo se l\'impugnazione è ammissibile.

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