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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 42299/2024 del 18/11/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Ricorso per vizio di motivazione e violazione di legge: il ricorrente contestava la gravità indiziaria in relazione al reato di cui all'art. 74 D.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309 sostenendo di avere avuto un ruolo di basso profilo nell'associazione (senza fiducia dai vertici e senza partecipazione a un programma comune) e chiedeva la derubricazione dei reati di detenzione di stupefacente, in particolare ai capi 72 e 78, nella ipotesi di lieve entità prevista dal comma 5 dell'art. 73 D.P.R. 309/1990

La decisione

Il ricorso è stato dichiarato inammissibile. La Corte ha ritenuto che il ricorrente non avesse confutato l'ampia e analitica motivazione del Tribunale del riesame, che registrava ammissioni confessorie dell'imputato (trasporto ripetuto di stupefacente, consegna al coindagato Stefanelli e, in alcune occasioni, attività di spaccio al dettaglio) e una serie di elementi oggettivi che dimostravano l'inserimento funzionale e consolidato del ricorrente nell'associazione dedita allo spaccio. La derubricazione ai sensi dell'art. 73, comma 5, è stata rigettata perché oltre al dato quantitativo sussistevano plurimi elementi fattuali che escludevano la lieve entità. Condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e alla somma di euro 3000 in favore della Cassa delle ammende; mandato alla cancelleria per gli adempimenti di cui all'art. 94, comma 1-ter, disp.att. cod. proc. pen.

Norme richiamate

  • D.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309 - art. 74

    Riferimento al reato associativo in materia di stupefacenti: la Corte ritiene sussistere grave indizio di partecipazione all'associazione dedita alla cessione di stupefacenti, anche in base alle ammissioni e agli elementi fattuali che mostrano un rapporto consolidato con i vertici del sodalizio

  • D.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309 - art. 73, comma 5

    La derubricazione per fatto di lieve entità non è applicabile quando, oltre alla quantità, emergono elementi qualitativi e strutturali (ruolo nell'organizzazione, modalità di attività, consolidamento nel tempo) che escludono la lieve entità; il Tribunale ha motivato che tali elementi erano presenti nel caso

  • Disp. att. cod. proc. pen. - art. 94, comma 1-ter

    Norma procedurale richiamata per gli adempimenti di cancelleria a seguito della declaratoria di inammissibilità

Massime di principio

  • Le ammissioni dell'indagato (confessioni) integrate da elementi oggettivi rafforzano la gravità indiziaria e riducono la probabilità di successo di doglianze sulla motivazione cautelare
  • Il ruolo 'di basso profilo' non esclude automaticamente la partecipazione a un'associazione criminale: conta la funzione svolta nel contesto operativo, la ripetizione delle condotte e il rapporto nel tempo con i vertici
  • Per ottenere la derubricazione a 'fatto di lieve entità' ai sensi dell'art. 73, comma 5, è necessario dimostrare non solo una modesta quantità di stupefacente ma anche l'assenza di elementi di natura organizzativa, di continuità o di integrazione funzionale nell'attività del sodalizio
  • In sede di impugnazione la parte deve confrontarsi specificamente con la motivazione del giudice di merito: repliche generiche o ripetizione di fatti già esaminati sono spesso ritenute inammissibili o infondate
  • Le decisioni cautelari corredate da motivazione analitica e integrata da elementi probatori (es. dichiarazioni, ruoli funzionali, modalità operative) sono difficili da rimettere in discussione senza nuove prove o profili di diritto chiari

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