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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 8541/2022 del 14/03/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Domanda di riparazione per ingiusta detenzione relativa al periodo in cui il ricorrente era sottoposto a misura cautelare in carcere per il reato di rapina pluriaggravata in concorso. Il ricorrente era stato poi assolto dal Tribunale di Catania con sentenza del 15/05/2018 perché "il fatto non sussiste". La Corte d'appello aveva rigettato la domanda rilevando che la condotta del Micale era gravemente colposa e quindi ostativa alla riparazione; il ricorrente ha impugnato sostenendo che il giudice della riparazione ha fatto una rivalutazione dei fatti già esclusi dal giudice penale e non ha specificato gli elementi costitutivi della colpa grave, contraddicendo la sentenza assolutoria.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Il motivo è che, nel giudizio di riparazione, il giudice è legittimato a valutare autonomamente e ex ante tutti gli elementi probatori disponibili, anche attribuendo diversa valenza agli stessi fatti accertati nel processo penale (il criterio del "più avanti della ragionevole dubbio" rileva solo per la responsabilità penale). La Corte ha ritenuto congrua e sufficiente la motivazione della Corte d'appello, che ha posto rilievo sulle dichiarazioni convergenti delle persone offese e su altri elementi, ritenendo che tali elementi consentissero di ritenere la condotta del ricorrente gravemente colposa e quindi ostativa alla riparazione. Conseguentemente il ricorrente è stato condannato alle spese processuali e alla rifusione delle spese del Ministero resistente.

Norme richiamate

  • Principio del criterio della prova "al di là di ogni ragionevole dubbio"

    Il criterio è vincolante esclusivamente per il giudizio di responsabilità penale; non impedisce al giudice della riparazione di attribuire diversa valutazione probatoria agli stessi fatti ai fini dell'accertamento di dolo o colpa grave

  • Principio di autonomia valutativa del giudice della riparazione (giurisprudenza della Cassazione)

    Il giudice della riparazione deve valutare tutti gli elementi probatori disponibili con un iter logico-motivazionale autonomo rispetto al processo penale, al fine di stabilire se la condotta dell'interessato abbia concorso a creare la falsa apparenza di configurabilità del reato; non è tenuto a limitarsi agli esiti del giudizio di merito

  • Dolo o colpa grave come condizione ostativa alla riparazione per ingiusta detenzione

    La presenza del dolo o della colpa grave da parte del detenuto esclude il diritto alla riparazione; spettano al giudice della riparazione l'accertamento e la motivazione puntuale circa gli elementi che integrano tale responsabilità

Massime di principio

  • L'assoluzione nel processo penale non determina automaticamente il diritto alla riparazione: il giudice della riparazione può riqualificare e rivalutare gli elementi probatori con standard e finalità diversi rispetto al processo penale
  • Per escludere la riparazione lo Stato deve dimostrare, con motivazione specifica, l'esistenza del dolo o della colpa grave del detenuto: è necessario che la decisione indichi gli elementi concreti che giustificano tale valutazione
  • Le dichiarazioni convergenti delle persone offese e altri riscontri probatori, se ritenuti attendibili dal giudice della riparazione, possono giustificare la valutazione di colpa grave anche se in sede penale hanno portato all'assoluzione
  • In fase difensiva, chi chiede la riparazione dovrebbe contestare nel dettaglio la valutazione probatoria del giudice della riparazione e richiedere che venga evidenziata l'assenza di elementi concreti di colpa grave; viceversa, la parte resistente dovrà dimostrare con motivazione puntuale come la condotta abbia creato la falsa apparenza di reità
  • Il giudizio di riparazione è autonomo e finalizzato a stabilire la responsabilità della pubblica amministrazione per ingiusta detenzione: pertanto le regole valutative sono diverse e consentono al giudice di non essere vincolato dall'esito del merito penale

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