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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 21274/2022 del 01/06/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti hanno impugnato l'ordinanza che aveva dichiarato inammissibile il loro ricorso straordinario ex art. 625-bis c.p.p., sostenendo che tale ricorso non fosse viziato da evidenti errori di diritto né da aspecificita e che, quindi, l'inammissibilita fosse errata. In sostanza hanno dedotto che le doglianze mosse contro la sentenza della Corte d'appello di Venezia erano una critica argomentata del decisum e non configuravano un errore di fatto.

La decisione

La Corte ha dichiarato i ricorsi inammissibili ritenendo il motivo manifestamente infondato: le censure erano errori di giudizio o di diritto e non errori di fatto/percezione, pertanto non sindacabili con il rimedio previsto dall'art. 625-bis c.p.p.. I ricorrenti sono stati condannati al pagamento delle spese processuali, al versamento di euro 3.000 in favore della Cassa delle Ammende e alla rifusione delle spese di rappresentanza e difesa della parte civile, liquidate in euro 3.467,00 oltre accessori di legge.

Norme richiamate

  • art. 625-bis cod. proc. pen.

    Il rimedio straordinario ex art. 625-bis e consentito solo per errori di fatto/percezione; non e ammissibile per contestazioni che si risolvono in errori di giudizio o di interpretazione giuridica.

  • art. 173 disp. att. cod. proc. pen.

    Norma citata per la sintetizzazione del motivo di ricorso; la motivazione deve essere resa secondo le modalita prescritte per la formulazione del gravame.

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Prevede l'obbligo per il ricorrente di sostenere le spese del procedimento quando il ricorso e inammissibile o respinto; qui applicata per la condanna alle spese.

  • sentenza Corte costituzionale n. 186 del 13/06/2000

    Richiamata in relazione all'istituto della Cassa delle Ammende e alla quantificazione del versamento, valutando l'eventuale responsabilita per dolo o colpa nella determinazione della causa di inammissibilita del ricorso.

  • Sez. U., n. 37505 del 14/07/2011 (principio giurisprudenziale)

    Principio consolidato secondo il quale il rimedio di cui all'art. 625-bis non puo essere utilizzato per censurare valutazioni giuridiche o decisionali; esso e limitato a errori percettivi o fattuali.

Massime di principio

  • Il ricorso straordinario ex art. 625-bis c.p.p. e ammissibile solo per errori di fatto o per percezione sensibile dei fatti; non puo essere usato per criticare valutazioni giuridiche o di merito.
  • Se la censura mira a una rivalutazione della portata giuridica della prova o della decisione del giudice di merito, va impiegato l'ordinario rimedio di impugnazione (es. ricorso per cassazione) e non il rimedio straordinario per errore di fatto.
  • La specificita delle doglianze e la puntuale indicazione della presunta causa di errore sono essenziali: vaghezze o critiche generiche favoriscono la declaratoria di inammissibilita e la condanna alle spese.
  • Le conseguenze di un ricorso ritenuto manifestamente infondato possono comprendere il pagamento delle spese processuali, il versamento alla Cassa delle Ammende e la rifusione delle spese della parte civile.
  • Prima di proporre il rimedio ex art. 625-bis occorre verificare se la questione impugnata sia effettivamente riconducibile a un errore percettivo (es. dati fattuali contraddittori, documenti inesatti) e documentarlo chiaramente nel ricorso.

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