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Sentenza

Sentenza n. 1396/2026 - Catania, Sezione 3

Giustizia amministrativa202600501

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Sicilia - Catania, Sez. IIISentenzaAccesso agli atti

Atto impugnato: silenzio-rigetto formatosi sull’istanza di accesso agli atti relativi all’ingiunzione e al sollecito di pagamento di canoni idrici

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (proprietario)

Prevale il privato

La controversia

Il ricorrente ha proposto ricorso ai sensi dell’art. 116 c.p.a. contro il silenzio-rigetto formatosi sull’istanza di accesso documentale presentata al Comune di Giarre ai sensi degli artt. 22 e seguenti della legge n. 241/1990. L’istanza mirava a ottenere copia degli atti relativi a un’ingiunzione e a un sollecito di pagamento per canoni idrici riferiti a un immobile di proprietà del ricorrente. L’accesso era giustificato da esigenze difensive, poiché il ricorrente contestava di aver ricevuto in precedenza gli atti presupposti e riteneva che i consumi non fossero imputabili al periodo in cui aveva avuto la disponibilità dell’immobile. Il Comune non si è costituito e non ha fornito una motivazione specifica per la mancata ostensione della documentazione.

La decisione

Il TAR ha accolto il ricorso, accertando il diritto del ricorrente a ottenere copia integrale degli atti richiesti. Il giudice ha ritenuto sussistente un interesse diretto, concreto e attuale, collegato a una situazione giuridicamente tutelata, poiché la conoscenza degli atti era necessaria per consentire al ricorrente di tutelarsi rispetto al debito prospettato dall’amministrazione. Non sono state ravvisate cause di esclusione dell’accesso ai sensi dell’art. 24 della legge n. 241/1990. Il rifiuto, il differimento o la limitazione dell’accesso devono essere motivati e possono essere disposti solo nei casi e nei limiti stabiliti dalla legge; nel caso concreto, il silenzio dell’amministrazione non conteneva alcuna motivazione specifica. Il Comune è stato ordinato di esibire la documentazione e consentire l’estrazione di copia, previo eventuale pagamento dei diritti di segreteria, entro trenta giorni dalla comunicazione della sentenza. L’amministrazione è stata inoltre condannata al pagamento di 1.000 euro di spese di lite, oltre accessori se dovuti.

Norme richiamate

  • art. 116 c.p.a.

    Disciplina il rito speciale per la tutela giurisdizionale del diritto di accesso ai documenti amministrativi.

  • artt. 22 ss. l. 241/1990

    il diritto di accesso si esercita mediante esame ed estrazione di copia dei documenti amministrativi

    Il diritto di accesso spetta quando il richiedente dimostri un interesse diretto, concreto e attuale corrispondente a una situazione giuridicamente tutelata e collegata ai documenti richiesti.

  • art. 24 l. 241/1990

    Le cause di esclusione dell’accesso sono tassative; in assenza di una causa legale ostativa, l’amministrazione non può negare l’ostensione senza una motivazione specifica.

Massime di principio

  • Sussiste un interesse diretto, concreto e attuale all’accesso agli atti quando il richiedente intenda verificare la fondatezza di una pretesa patrimoniale avanzata dall’amministrazione nei suoi confronti e approntare la propria difesa.
  • Il diritto di accesso comprende l’esame e l’estrazione di copia dei documenti amministrativi richiesti, salvo le limitazioni previste dalla legge.
  • Il rifiuto, il differimento o la limitazione dell’accesso devono essere specificamente motivati e sono legittimi soltanto nei casi e nei limiti stabiliti dalla legge; il mero silenzio dell’amministrazione non può sostituire tale motivazione.
  • In assenza di una causa tassativa di esclusione prevista dall’art. 24 della legge n. 241/1990, l’amministrazione deve consentire l’accesso alla documentazione collegata alla posizione giuridica del richiedente.

Come è indicizzato

MaterieAccesso documentaleAccesso difensivo
RamiAccesso e trasparenzaProcesso amministrativo
IstitutiTrasparenza e pubblicitàLegittimazione e interesse a ricorrere

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