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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 25736/2022 del 05/07/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Boldrin era stato condannato in primo grado e la condanna era stata confermata dalla Corte d\'Appello di Venezia per il reato di furto semplice in danno dell\'esercizio gestito da Zampieri Daniela. Il ricorrente ha proposto ricorso per cassazione articolando quattro motivi; con il primo motivo ha dedotto che, durante il termine per proporre ricorso per cassazione, la persona offesa aveva rimesso la querela (atto del 12/07/2021 dichiarato dal suo procuratore speciale davanti alla Sezione di Polizia Giudiziaria - Aliquota Carabinieri della Procura di Padova) e che l\'imputato aveva accettato la remissione della querela con dichiarazione resa davanti alla Stazione Carabinieri di Eraclea il 26/07/2021. Si è richiamato il principio giurisprudenziale che ammette il ricorso per cassazione presentato anche al solo fine di introdurre nel processo la remissione della querela intervenuta dopo la sentenza impugnata ma prima della scadenza del termine per l\'impugnazione.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto che la remissione della querela e la relativa accettazione erano state rituali e valide; non essendovi nella decisione impugnata elementi che dimostrassero l\'innocenza evidente dell\'imputato, la Corte ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata perché il reato è estinto per remissione della querela. In mancanza di deroga pattizia, la Corte ha posto le spese del procedimento a carico del querelato Boldrin Stefano Giovanni ai sensi dell\'art. 340 c.p.p.

Norme richiamate

  • Giurisprudenza - Sez. 4, n. 49226 del 19/10/2016 (Bestente, Rv. 268625)

    Principio secondo cui è ammissibile il ricorso per cassazione proposto anche al solo fine di introdurre nel processo la remissione della querela, purché la remissione sia ritualmente accettata e sia intervenuta dopo la sentenza impugnata e prima della scadenza del termine per l\'impugnazione.

  • Art. 340 cod. proc. pen.

    Norma che dispone che, in mancanza di diversa pattuizione, le spese processuali sono a carico del querelato; la Corte ha applicato questa disposizione per addebitare le spese a Boldrin.

Massime di principio

  • La remissione della querela, se resa in forma rituale dalla persona offesa e accettata dall\'imputato davanti all\'autorità competente, estingue il reato anche se intervenuta dopo la sentenza impugnata, purché sia stata effettuata prima della scadenza del termine per proporre il ricorso per cassazione.
  • È ammesso proporre ricorso per cassazione anche al solo scopo di introdurre nel processo una remissione della querela intervenuta nel periodo utile: la Corte di Cassazione può valutare e dichiarare l\'estinzione del reato senza rinvio.
  • La Corte verifica comunque se nella motivazione impugnata sussistono elementi idonei a dimostrare l\'innocenza evidente dell\'imputato; in presenza di tale prova evidente la decisione potrebbe seguire un diverso percorso (es. proscioglimento), ma l\'assenza di tale prova non impedisce l\'estinzione per remissione.
  • Le formalità sono decisive: la remissione e l\'accettazione devono essere rese in forma rituale (atto reso davanti all\'autorità giudiziaria o di polizia giudiziaria) per avere efficacia estintiva.
  • Le spese processuali, in mancanza di patto contrario, restano a carico del querelato anche se il reato è estinto per remissione della querela.

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