Cassazione Penale, Sentenza n. 14954/2022 del 19/04/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione dell'ordinanza che ha rigettato la richiesta di revoca dell'ingiunzione a demolire un manufatto abusivo. Il ricorrente, in qualità di legale rappresentante dell'acquirente dell'immobile, deduceva che il titolo in sanatoria rilasciato avrebbe dovuto comportare la revoca dell'ordine di demolizione perché le opere risultavano ultimate alla data del 31.12.1993; contestava inoltre la valutazione del giudice in ordine alla nozione di copertura definitiva e lamentava che il Tribunale non si fosse adeguatamente confrontato con le conclusioni della consulenza tecnica.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha confermato che il giudice dell'esecuzione non è vincolato dal mero rilascio del titolo in sanatoria e deve verificare la legittimità di tale titolo, in particolare la sussistenza del presupposto dell'ultimazione dei lavori al 31.12.1993. Il Tribunale aveva correttamente ritenuto che l'immobile non fosse completato al rustico alla data indicata (mancavano tamponature esterne e una copertura definitiva; la copertura in lamiera non è considerata definitiva) sulla base dei verbali di sequestro/disequestro e di successivi accertamenti. Pertanto è stata rigettata la richiesta di revoca dell'ordine di demolizione. Il ricorrente è condannato alle spese e al pagamento di euro 3.000,00 in favore della Cassa delle ammende.
Norme richiamate
Legge 47/1985 (condono edilizio)
art. 20 lett. c), art. 31 comma 2
Art. 31 comma 2 definisce il requisito temporale dell'ultimazione dei lavori al 31.12.1993; la Corte interpreta che per essere considerato 'ultimato al rustico' sia necessario avere eseguito il rustico con tamponature esterne e copertura definitiva. La giurisprudenza esclude che coperture in lamiera siano considerate definitive.
Legge 431/1985
Richiamata in relazione all'ordine di ripristino dello stato dei luoghi quale misura accessoria disposta per l'abuso edilizio.
Legge 724/1994
Richiama i presupposti della legge 47/1985 e ribadisce la necessità della prova dell'ultimazione delle opere alla data indicata. Il giudice deve verificarne la sussistenza anche dopo il rilascio del titolo in sanatoria.
Giurisprudenza della Corte di Cassazione
Sez. 3, n.13641 del 15/11/2019; Sez. 3, n.28233 del 14/06/2011
Consolidato principio interpretativo: per considerare un manufatto 'al rustico' ai fini del condono occorrono tamponature esterne e copertura definitiva; le coperture in lamiera non sono definite coperture definitive.
Massime di principio
- Il rilascio del titolo in sanatoria non determina automaticamente la sospensione o la revoca dell'ordine di demolizione: il giudice dell'esecuzione deve comunque verificarne la legittimità e la sussistenza dei presupposti di legge.
- L'onere della prova dell'ultimazione dei lavori alla data rilevante (31.12.1993) incombe sul soggetto che invoca la sanatoria; informazioni probatorie (verbali di sequestro/disequestro, CTU, fotografie, atti tecnici) sono decisive.
- Per essere considerato 'ultimato al rustico' è necessario il completamento della copertura in termini di copertura definitiva e il tamponamento delle pareti perimetrali; coperture in lamiere non sono, di regola, considerate definitive.
- Il giudice può e deve basare la propria valutazione anche su precedenti atti giudiziari e amministrativi (verbali di sequestro, dissequestro, ulteriori accertamenti) per ricostruire lo stato dei luoghi alla data rilevante.
- In censurare la decisione del giudice è necessario confrontarsi concretamente con le argomentazioni e le evidenze che hanno portato alla valutazione della illegittimità del titolo in sanatoria; meri rilievi formali sul rilascio del titolo non sono sufficienti.
- Nelle vicende di condono è utile produrre prova documentale robusta (rapporti tecnici dettagliati, fotografie datate, attestazioni amministrative) per dimostrare l'avvenuto completamento delle opere entro la data di riferimento.
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