Sentenza n. 4267/2026 - Milano, Sezione 2
per l'ottemperanza della sentenza n. 2893 emessa in data 18 marzo 2023 dal Tribunale di Milano.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: mancata esecuzione della sentenza del Tribunale di Milano n. 2893 del 18 marzo 2023, che aveva riconosciuto ai docenti il beneficio di 500 euro per ciascun anno scolastico mediante assegnazione della Carta elettronica per l’aggiornamento e la formazione
Esito
Favorevole al ricorrente (docenti precari)
Prevale il privato
La controversia
I docenti, che avevano prestato servizio a tempo determinato per diversi anni scolastici, hanno chiesto l’ottemperanza alla sentenza del Tribunale di Milano n. 2893 del 18 marzo 2023, passata in giudicato, che aveva riconosciuto loro il diritto al beneficio di 500 euro per ciascun anno scolastico tramite la Carta elettronica per l’aggiornamento e la formazione e aveva condannato il Ministero a provvedere. Hanno dedotto la mancata esecuzione spontanea della pronuncia. Per Sonia Mammoliti, il credito riguardava gli anni scolastici 2019/20, 2020/21, 2021/22 e 2022/23; per gli altri ricorrenti, l’Amministrazione ha eseguito la sentenza dopo la proposizione del ricorso.
La decisione
Il TAR ha dichiarato cessata la materia del contendere per diciotto ricorrenti, prendendo atto dell’avvenuto pagamento in corso di causa. Ha accolto il ricorso di Sonia Mammoliti: l’inadempimento del Ministero non era contestato, la sentenza da eseguire risultava passata in giudicato ed era stata notificata al Ministero il 3 novembre 2025; ricorrevano quindi le condizioni per l’ottemperanza. Ha ordinato al Ministero di dare piena esecuzione alla sentenza entro novanta giorni dalla comunicazione della decisione. In caso di persistente inadempimento, su istanza della creditrice, il commissario ad acta nominato nella persona del Direttore Generale della Ragioneria Territoriale dello Stato di Milano, Monza e Brianza dovrà intervenire entro i successivi sessanta giorni, determinare l’importo residuo e adottare gli atti necessari all’esecuzione. Nessun compenso è dovuto al commissario, trattandosi di compiti istituzionali. Il Ministero è stato condannato a rimborsare le spese di giudizio, liquidate in euro 800, oltre spese generali e accessori di legge se dovuti.
Norme richiamate
art. 112, comma 2, lett. c), c.p.a.
Risultano dunque soddisfatte le condizioni previste dall’art. 112, secondo comma, lett. c), cod. proc. amm. e dall’art. 14 del d.l. n. 669 del 1996, convertito con legge n. 30 del 1997.
La disposizione consente l’azione di ottemperanza per ottenere l’esecuzione di una sentenza passata in giudicato, una volta accertati i presupposti richiesti nel caso concreto.
art. 14 d.l. n. 669/1996, convertito con legge n. 30/1997
Risultano dunque soddisfatte le condizioni previste dall’art. 112, secondo comma, lett. c), cod. proc. amm. e dall’art. 14 del d.l. n. 669 del 1996, convertito con legge n. 30 del 1997.
Il TAR ritiene soddisfatte le condizioni previste dalla disposizione, insieme a quelle dell’art. 112, comma 2, lett. c), c.p.a., per procedere all’ottemperanza della sentenza.
Massime di principio
- Quando una sentenza passata in giudicato che condanna un’amministrazione a corrispondere un beneficio economico non è stata eseguita, e risultano soddisfatte le condizioni previste dall’art. 112, comma 2, lett. c), c.p.a. e dall’art. 14 del d.l. n. 669/1996, il giudice dell’ottemperanza può ordinare all’amministrazione di adempiere entro un termine e nominare sin d’ora un commissario ad acta per l’ipotesi di persistente inadempimento.
- Se l’amministrazione esegue la sentenza durante il giudizio di ottemperanza, la domanda relativa ai creditori soddisfatti è dichiarata cessata in parte la materia del contendere; la procedura prosegue per le posizioni individuali ancora inadempiute.
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