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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 7646/2025 del 25/02/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione della condanna per furto aggravato di acqua pubblica (pena: 9 mesi e €300). Quattro motivi: 1) illegittima revoca dell'audizione del teste della pubblica accusa Ciotoli Vittorio e mancata assunzione di prova decisiva; 2) travisamento della prova e carenza di collegamento probatorio tra il fatto e l'imputato (mancata identificazione formale, ubicazione dell'immobile, utenza cessata); 3) mancato riconoscimento della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto (art.131-bis c.p.); 4) omissione nella valutazione delle pene sostitutive ex art.53 l.689/1981 e mancata motivazione sulla non menzione.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili o manifestamente infondati i primi tre motivi (1: corretta revoca del teste perché non risultava nella lista della difesa; 2: doglianze generiche non contrastano la motivazione della Corte territoriale che ha ritenuto l'immobile in uso al ricorrente e l'allaccio abusivo riconducibile a lui; 3: corretta esclusione della tenuità per carattere non occasionale e danno non trascurabile). Il quarto motivo è invece accolto in parte: la sentenza è annullata limitatamente alla valutazione dell'applicabilità delle sanzioni sostitutive della pena detentiva e alla motivazione sulla non menzione, con rinvio a diversa sezione della Corte d'Appello di Roma per nuovo esame; per il resto il ricorso è dichiarato inammissibile. Il provvedimento impugnato resta confermato nella parte relativa alla condanna sostanziale.

Norme richiamate

  • art. 603 cod. proc. pen.

    art. 603, comma 2, cod. proc. pen.

    Riferita alle prove "nuove" e sopravvenute rispetto al primo grado; non applicabile se la prova non è nuova o sopravvenuta. La Corte ha ritenuto che la norma non potesse essere invocata dal ricorrente nella fattispecie.

  • art. 507 cod. proc. pen.

    La richiesta della parte di assumere prova già rinunciata da un'altra parte vale, se il teste non è nella propria lista, come semplice sollecitazione all'esercizio dei poteri officiosi del giudice; la parte non può pretendere automaticamente l'audizione se non aveva indicato il teste nella propria lista.

  • art. 131-bis cod. pen.

    Disciplina la causa di esclusione della punibilità per particolare tenuità del fatto; richiede valutazione complessiva e congiunta degli elementi della fattispecie concreta, non applicabile se la condotta è non occasionale o il danno non è trascurabile.

  • art. 133 cod. pen.

    Fornisce i criteri per la determinazione del grado di offensività e della colpevolezza in relazione alla tenuità; va considerato congiuntamente all'art. 131-bis nella valutazione della non punibilità.

  • art. 53 legge 24 novembre 1981, n. 689

    art. 53, legge 24/11/1981 n. 689

    Disciplina le sanzioni sostitutive delle pene detentive brevi; la Corte ha ritenuto che la conversione alla sanzione sostitutiva sia compatibile con la sospensione condizionale della pena e che la valutazione sull'applicabilità delle sostitutive sia di merito e vada riesaminata dalla Corte d'appello.

  • art. 61-bis legge 24 novembre 1981, n. 689 (introdotto d.lgs. 150/2022)

    art. 61-bis legge 24/11/1981 n. 689, introdotto dall'art. 71, comma 1, lett. i), d.lgs. 10/10/2022 n. 150

    Il divieto di applicare le pene sostitutive quando è concessa la sospensione condizionale (introdotto dal d.lgs. 150/2022) non si applica ai fatti commessi prima dell'entrata in vigore della norma. Pertanto si applica la norma più favorevole all'imputato in base al principio di retroattività favorevole.

  • art. 2 cod. pen.

    art. 2, comma quarto, cod. pen.

    Principio di successione delle leggi penali nel tempo: va applicata la norma più favorevole all'imputato; rilevante per escludere l'applicazione retroattiva del divieto introdotto dall'ultimo d.lgs.

Massime di principio

  • La rinuncia all'esame di un teste da parte della pubblica accusa non obbliga il giudice ad ammettere automaticamente la testimonianza richiesta dalla difesa; se il teste non è stato inserito nella lista della difesa, la richiesta vale come sollecitazione all'esercizio dei poteri officiosi del giudice (art.507 c.p.p.).
  • L'art.603 c.p.p., comma 2, riguarda prove nuove o sopravvenute rispetto al primo grado: non può essere invocato per ottenere l'ammissione di una prova già disponibile ma non assunta in primo grado.
  • La mancanza di identificazione formale al momento del sopralluogo non esclude automaticamente il valore probatorio degli elementi che collegano l'imputato al fatto, se ci sono elementi univoci che attestano l'uso dell'immobile e l'allaccio abusivo riconducibile all'utenza dell'imputato.
  • La causa di esclusione della punibilità per particolare tenuità (art.131-bis) richiede un giudizio globale sulle modalità della condotta, grado di colpevolezza e entità del danno: non si applica quando la condotta è non occasionale o il danno è significativo.
  • Le pene sostitutive delle pene detentive brevi possono essere compatibili con la sospensione condizionale della pena; inoltre, in presenza di successione di norme penali nel tempo, si applica la norma più favorevole all'imputato, per cui divieti introdotti successivamente non si applicano a fatti anteriori salvo diversa disciplina.
  • Quando la Corte di Cassazione annulla limitatamente per motivi di diritto che richiedono valutazioni di fatto (es. applicabilità di pene sostitutive), è obbligatorio il rinvio alla Corte territoriale per nuovo esame e per integrare la motivazione su benefici richiesti (es. non menzione).

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