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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 47565/2024 del 30/12/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione per nullità della sentenza per mancata applicazione della pena sostitutiva concordata nel patteggiamento (lavori di pubblica utilità o affidamento in prova ai servizi sociali). Il ricorrente sostiene che nell'accordo era stata richiesta la sostituzione della pena detentiva con una pena sostitutiva e che il giudice non ha valutato la congruità né ha disposto il rinvio per acquisire informazioni dall'UEPE, applicando invece una pena detentiva diversa da quella concordata.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto il motivo fondato e ha annullato senza rinvio la sentenza del Tribunale di Agrigento per difetto di correlazione tra la pena applicata e la pena richiesta nell'accordo di patteggiamento. La Corte ha richiamato l'obbligo previsto dagli artt. 545-bis e 448 cod. proc. pen. di dare avviso e, quando occorre, acquisire informazioni dall'UEPE, nonché il limite per il giudice di non discostarsi dalla pena concordata quando le parti hanno richiesto la sostituzione; pertanto ha disposto la restituzione degli atti al Tribunale di Agrigento per il prosieguo.

Norme richiamate

  • art. 444 cod. proc. pen.

    Disciplina del patteggiamento: l'accordo tra le parti sulla pena vincola il giudice nella misura in cui la pena richiesta rientri nei limiti di legge; la sostituzione della pena, se concordata, deve essere rispettata oppure il giudice deve rigettare il patteggiamento.

  • art. 73, comma 5, d.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309

    Norma sostanziale che incrimina e sanziona la detenzione e il traffico di stupefacenti; usata per delimitare il reato per cui è stato patteggiato il condannato.

  • art. 545-bis cod. proc. pen.

    Prevede la procedura per la sostituzione della pena detentiva non superiore a quattro anni con pene sostitutive: obbligo di avviso alle parti, possibilità di fissare apposita udienza non oltre sessanta giorni e di darne avviso all'UEPE, con sospensione del processo se non si può decidere immediatamente.

  • art. 448, comma 1-bis, cod. proc. pen.

    Adatta il meccanismo dell'art. 545-bis al patteggiamento, stabilendo che la sostituzione della pena deve essere oggetto di previo accordo tra le parti e consentendo al giudice di acquisire informazioni dall'UEPE e dalla polizia giudiziaria per valutare l'istanza di sostituzione.

  • art. 53 legge 24 novembre 1981, n. 689

    Elenca le pene sostitutive della detenzione (es. lavori di pubblica utilità, multa sostitutiva, ecc.) richiamate per la sostituzione prevista dall'art. 545-bis; la loro concreta applicabilità va valutata dall'organo giudicante con l'ausilio, se necessario, dell'UEPE.

Massime di principio

  • Se nel patteggiamento le parti concordano una pena sostitutiva, il giudice non può imporre una pena diversa: o accetta la richiesta o respinge il patteggiamento.
  • Quando la sostituzione della pena è possibile, il giudice deve seguire la procedura degli artt. 545-bis e 448 c.p.p.: dare avviso alle parti e, se non può decidere immediatamente, fissare udienza entro 60 giorni e darne avviso all'UEPE, con sospensione del processo per acquisire informazioni utili.
  • L'affidamento in prova ai servizi sociali non rientra tra le pene sostitutive ma è una misura alternativa di competenza del magistrato di sorveglianza; non può essere confuso con i lavori di pubblica utilità.
  • La mancata correlazione tra la pena concordata nel patteggiamento e la pena effettivamente applicata dal giudice determina nullità della sentenza per difetto di motivazione/correlazione e può condurre all'annullamento con restituzione degli atti al giudice di merito.
  • Se il giudice ritiene inadeguata la pena sostitutiva richiesta, deve respingere l'accordo di patteggiamento e non sostituire unilateralmente la pena pattuita con altra pena.

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