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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 32383/2026 del 31/08/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (giudice di sorveglianza)

La controversia

Il ricorrente, sottoposto alla misura alternativa dell'affidamento in prova al servizio sociale, aveva chiesto di sostituire la prescrizione di permanenza presso il domicilio nelle ore notturne con l'obbligo di presentazione quotidiana alla polizia giudiziaria. Il Magistrato di sorveglianza aveva respinto la richiesta. Con il primo motivo il ricorrente ha dedotto violazione dell'art. 47 ord. pen. e vizio di motivazione, sostenendo che il grave stato di ansia e insonnia costituisse un comprovato motivo sopravvenuto idoneo a giustificare la modifica della prescrizione e che il provvedimento non avesse adeguatamente bilanciato le esigenze di controllo con il diritto alla salute e con la finalità rieducativa della misura. Con il secondo motivo ha dedotto violazione di legge e motivazione manifestamente illogica in relazione alla valutazione dell'attuale pericolosità sociale, lamentando che il giudice avesse valorizzato il rischio di recidiva senza considerare la natura risalente dei reati, riferibili a un'attività imprenditoriale cessata, la condotta irreprensibile durante l'esecuzione, l'assenza di nuove denunce, l'adesione al percorso trattamentale, la liberazione anticipata e la ragionevolezza dell'obbligo di firma quale modalità alternativa di controllo.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha affermato che, nei provvedimenti del Magistrato di sorveglianza concernenti modalità esecutive dell'affidamento in prova incidenti sulla libertà personale, il ricorso per cassazione è consentito per violazione di legge, comprendente la mancanza assoluta o l'apparenza della motivazione. Il controllo di legittimità, tuttavia, non può trasformarsi in una rivalutazione del merito della scelta esecutiva, ma deve limitarsi a verificare l'esistenza di una motivazione reale e comprensibile. Nel caso concreto, sebbene sintetico, il provvedimento aveva indicato che la permanenza domiciliare notturna svolgeva una funzione di contenimento del pericolo di recidiva ed era uno dei pochi contenuti realmente afflittivi della misura. Tale motivazione è stata ritenuta effettiva e idonea a esprimere il bilanciamento tra le esigenze prospettate dalla difesa e le finalità di controllo e responsabilizzazione proprie dell'affidamento in prova. La deduzione relativa alle condizioni di salute era stata prospettata in termini generali e non dimostrava l'incompatibilità della prescrizione con la prosecuzione della misura né l'obbligo giuridico di sostituirla con l'obbligo di firma. Anche il motivo sulla pericolosità sociale è stato ritenuto diretto a ottenere una rivalutazione di merito degli elementi prognostici, non a dimostrare l'assenza o l'apparenza della motivazione. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e al versamento di 3.000 euro alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 111, comma 7, Cost.

    Consente il ricorso per cassazione contro i provvedimenti incidenti sulla libertà personale per violazione di legge.

  • art. 125, comma 3, c.p.p.

    Impone l'obbligo di motivazione dei provvedimenti giurisdizionali; la mancanza assoluta o la motivazione meramente apparente rientrano nella violazione di legge.

  • art. 69, comma 7, ord. pen.

    Prevede l'obbligo di motivazione dei provvedimenti della magistratura di sorveglianza.

  • art. 47 ord. pen.

    Disciplina l'affidamento in prova al servizio sociale e consente la modifica delle prescrizioni per comprovati motivi; le prescrizioni legali, proporzionate e non immotivatamente afflittive integrano il programma trattamentale e perseguono anche finalità di controllo e prevenzione della recidiva.

  • art. 173 disp. att. c.p.p.

    Richiamato per delimitare la sintesi dei motivi di ricorso.

Massime di principio

  • Il provvedimento del Magistrato di sorveglianza sulle modalità di esecuzione dell'affidamento in prova al servizio sociale, quando incide sulla libertà personale, è ricorribile per cassazione per violazione di legge ai sensi dell'art. 111, comma 7, Cost.; tale vizio comprende la mancanza assoluta o la motivazione meramente apparente.
  • Nel giudizio di legittimità sulla modifica delle prescrizioni dell'affidamento in prova, la Corte di cassazione deve verificare soltanto l'esistenza di una motivazione reale, non apparente, e la comprensibilità del percorso argomentativo, senza sostituire la propria valutazione a quella del Magistrato di sorveglianza sull'opportunità della prescrizione o sulla preferibilità di modalità esecutive alternative.
  • La permanenza domiciliare nelle ore notturne può svolgere non solo una funzione di controllo esterno, ma anche una funzione conformativa e responsabilizzante del percorso di affidamento in prova, concorrendo alla prevenzione della recidiva; pertanto può essere mantenuta se la decisione ne espone in modo non apparente la necessità nell'economia della misura.
  • La richiesta di modifica di una prescrizione per ragioni sanitarie non impone necessariamente la sostituzione della prescrizione con una modalità alternativa quando l'allegazione della condizione di salute è generica e non dimostra che la prescrizione sia incompatibile con la prosecuzione della misura o che la sostituzione sia giuridicamente necessaria.
  • La censura relativa alla valutazione della pericolosità sociale è inammissibile quando, anziché denunciare l'assenza o l'apparenza della motivazione, si limita a contrapporre alla prognosi del Magistrato di sorveglianza una diversa lettura degli elementi di merito, quali la risalenza dei reati, la condotta durante l'esecuzione e il percorso trattamentale.

Come è indicizzato

MaterieMisure alternativeImpugnazioni
RamiEsecuzione penaleProcesso penale

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