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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 6345/2023 del 15/02/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione della sentenza di appello che aveva confermato la responsabilità dello Zagaria per l'omicidio di Donato Schiavone (capo A) e aveva dichiarato estinti per prescrizione i reati di detenzione illegale di armi (capo B). Il ricorrente deduceva violazione di legge e vizio di motivazione per presunta inattendibilità delle dichiarazioni dei collaboratori di giustizia (in particolare Salvatore D'Alessandro e Dario De Simone), evidenziando incoerenze, tardiva chiamata in correità e assoluzioni di alcuni concorrenti come indici di inattendibilità.

La decisione

La Corte di cassazione ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto che le valutazioni del merito (sia della Corte di assise di primo grado sia della Corte di assise d'appello) fossero congrue e prive di vizi logici: le dichiarazioni dei collaboratori sono risultate sostanzialmente concordi sul movente, sulle modalità di trasmissione dell'ordine e sugli esecutori materiali; vi erano riscontri oggettivi (autoaccusa di De Simone, condanna irrevocabile di alcuni concorrenti, riscontri investigativi su luoghi e passaggi di veicoli) che legittimano la valutazione di attendibilità. È stato inoltre ricordato il principio della "doppia conforme" e i limiti del sindacato di legittimità circa il presunto travisamento della prova, che deve emergere in modo macroscopico e evidente per essere rilevante in cassazione.

Norme richiamate

  • Codice penale

    artt.110, 112 comma 1 n.1, 575, 577 nn.3 e 4, art.61 n.1, art.81 comma 2

    Le norme delineano la fattispecie di omicidio aggravato e la concorso di persone; la Corte ha ritenuto applicabile l'impianto accusatorio contestando la responsabilità in concorso e valutando le aggravanti e le circostanze rilevanti per la determinazione della pena.

  • Codice penale

    Richiamato in relazione alla qualificazione di talune circostanze aggravanti (es. recidiva o altre aggravanti personali) valutate nel determinare la gravità della responsabilità.

  • Codice di procedura penale

    art.192 commi 3 e 4; art.500; art.173 disp. att.; art.606 comma 1 lett. b), c) ed e.; art.616

    Norme processuali richiamate in relazione ai limiti del ricorso per cassazione (art.606), alla disciplina dell'istruttoria e della motivazione (artt.192, 500) e alle conseguenze delle spese di giudizio (art.616). La Corte ha ritenuto che i vizi denunciati dal ricorrente non configurassero un travisamento della prova o una violazione formale/di legge tale da giustificare annullamento.

  • Legge speciale armi (richiamata)

    legge n.1895/67 artt.2 e 4 come sostituiti dagli artt.10, 12 e 14 della legge n.1497/74

    Norme relative alla detenzione illegale di armi (capo B): la Corte d'appello ha dichiarato estinti per prescrizione tali reati; la cassazione non ha invece rilevato vizi rispetto a tale statuizione di merito.

  • Giurisprudenza della Corte di Cassazione (Sezioni Unite)

    sentenza n.20804 del 29/11/2012, Aquilina e altri

    Ribadito il metodo valutativo unitario per i collaboratori di giustizia: credibilità soggettiva, attendibilità intrinseca ed elementi di riscontro esterni vanno valutati unitariamente e non in modo rigido; principio applicato dalla Corte per confermare le valutazioni di merito.

Massime di principio

  • Le dichiarazioni dei collaboratori di giustizia vanno valutate complessivamente: incoerenze temporali o su particolari secondari, specie quando dovute al tempo trascorso o ai diversi ruoli, non inficiano automaticamente l'attendibilità se esistono riscontri oggettivi.
  • In caso di 'doppia conforme' (conferma della stessa ricostruzione da parte di primo e secondo grado), il sindacato in sede di cassazione sul travisamento della prova è molto limitato: il travisamento deve emergere in modo macroscopico ed evidente dall'atto.
  • La mancanza di riscontri oggettivi rispetto ad alcune dichiarazioni può determinare l'assoluzione di taluni concorrenti senza, però, comportare automaticamente l'inattendibilità delle dichiarazioni che, per altri aspetti, hanno riscontri.
  • Le censure sulla attendibilità intrinseca dei testi che mirano a una riconsiderazione globale del quadro indiziario appartengono in primo luogo al giudice di merito; la cassazione interviene solo in presenza di vizi logici o di applicazione della legge chiaramente manifesti.
  • Quando si valuta un'imputazione basata su dichiarazioni di collaboratori è importante ricercare e documentare riscontri esterni e circostanze oggettive (condanne di terzi, elementi investigativi, autoaccuse) che consolidino la versione accusatoria.

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