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Sentenza

Corte di giustizia, Sentenza C-494/23

Sentenza della Corte (Settima Sezione) del 4 ottobre 2024. — QE e IJ contro DP e EB. — Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Nejvyšší soud. — Rinvio pregiudiziale – Cooperazione giudiziaria in materia civile – Competenza giurisdizionale ed esecuzione delle decisioni in materia civile e commerciale – Regolamento (UE) n. 1215/2012 – Articolo 1, paragrafo 1 – Ambito di applicazione – Materia civile e commerciale – Nozione – Procedura diretta a sostituire il consenso del convenuto alla revoca del sequestro giudiziario di beni sequestrati dalle autorità incaricate dell’applicazione della legge – Articolo 8, punto 2 – Istanza d’intervento – Nozione di terzo. — Causa C-494/23

Giurisprudenza europea62023CJ0494

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La Corte ha escluso che una domanda incidentale di sostituzione del consenso alla revoca di un sequestro giudiziario rientri nella materia civile e commerciale ai sensi del regolamento Bruxelles I bis. Il fatto che la controversia si svolga tra privati e con forme processuali civili non è decisivo, perché la domanda è strettamente dipendente da un sequestro originato da atti di autorità pubbliche nell’ambito penale. Respinta la prima questione, la Corte non ha esaminato la competenza fondata sull’articolo 8, punto 2.

Rinvio pregiudiziale sull’ambito di applicazione del regolamento (UE) n. 1215/2012: un’azione incidentale volta a sostituire il consenso alla revoca del sequestro giudiziario di un bene sequestrato nell’ambito di un procedimento penale rientra o no nella materia civile e commerciale.

La questione giuridica

Se l’articolo 1, paragrafo 1, del regolamento (UE) n. 1215/2012 debba essere interpretato nel senso che rientra nella nozione di "materia civile e commerciale" un procedimento incidentale di sostituzione del consenso del convenuto alla revoca del sequestro giudiziario di un bene, disposto a seguito di un sequestro operato dalle autorità incaricate dell’applicazione della legge. In subordine, se l’articolo 8, punto 2, del regolamento sia applicabile a tale domanda come istanza d’intervento/chiamata di terzo.

Principio di diritto

L’articolo 1, paragrafo 1, del regolamento (UE) n. 1215/2012 deve essere interpretato nel senso che la nozione di "materia civile e commerciale" non comprende un’azione diretta a sostituire il consenso del convenuto alla revoca del sequestro giudiziario di un bene quando tale azione è solo un procedimento incidentale rispetto al sequestro del bene effettuato dalle autorità incaricate dell’applicazione della legge. Poiché la controversia trae origine e resta indissolubilmente legata all’esercizio di pubblici poteri nel contesto del procedimento penale, il regolamento non si applica; di conseguenza, non occorre esaminare la seconda questione sull’articolo 8, punto 2.

Norme richiamate

  • Articolo 267 TFUE
  • Regolamento (UE) n. 1215/2012, articolo 1, paragrafo 1
  • Regolamento (UE) n. 1215/2012, articolo 8, punto 2
  • Regolamento (UE) n. 1215/2012, articolo 26, paragrafo 1
  • Regolamento (CE) n. 44/2001, articolo 1, paragrafo 1
  • Convenzione di Bruxelles del 27 settembre 1968, titolo I

Sequestro giudiziario e competenza ex regolamento 1215/2012

La pronuncia concerne un rinvio pregiudiziale del Nejvyšší soud (Corte suprema ceca) in una controversia tra QE e IJ, da un lato, e DP ed EB, dall’altro, relativa alla revoca del sequestro giudiziario di un veicolo. La questione centrale era se una domanda volta a sostituire il consenso del convenuto alla revoca del sequestro rientrasse nella "materia civile e commerciale" di cui all’articolo 1, paragrafo 1, del regolamento (UE) n. 1215/2012.

Fatti e procedimento principale

QE e IJ avevano acquistato in Germania un veicolo poi sequestrato dalla polizia ceca perché ritenuto oggetto di furto commesso in Francia. Il bene non fu restituito ai compratori, ma fu sottoposto a sequestro giudiziario presso il Tribunale circoscrizionale di České Budějovice, in considerazione del fatto che anche DP ed EB avevano fatto valere diritti sul veicolo.

Nel procedimento nazionale, QE e IJ chiesero sia la restituzione del bene sia una decisione sostitutiva del consenso di DP ed EB, necessaria secondo il diritto ceco per la revoca del sequestro. Il giudice di primo grado e poi la corte regionale declinarono la competenza internazionale, ritenendo che il regolamento n. 1215/2012 non consentisse di fondarla e che i convenuti non fossero comparsi ai sensi dell’articolo 26, paragrafo 1. Il Nejvyšší soud sollevò quindi rinvio pregiudiziale.

Normativa rilevante

La Corte ha richiamato:

  • l’articolo 1, paragrafo 1, del regolamento (UE) n. 1215/2012;
  • l’articolo 8, punto 2, del medesimo regolamento;
  • l’articolo 26, paragrafo 1, dello stesso regolamento;
  • la disposizione corrispondente del regolamento (CE) n. 44/2001 e la Convenzione di Bruxelles, ai fini dell’interpretazione evolutiva e dell’equivalenza delle norme.

Ragionamento della Corte sulla nozione di materia civile e commerciale

La Corte ricorda anzitutto che la nozione di "materia civile e commerciale" è autonoma e non dipende dalle qualificazioni del diritto interno. Per verificare se una controversia vi rientri, occorre individuare il rapporto giuridico tra le parti, l’oggetto della controversia e il fondamento/modalità di esercizio dell’azione.

La Corte ribadisce inoltre il criterio consolidato secondo cui una controversia è esclusa dall’ambito del regolamento quando una delle parti esercita prerogative di pubblico potere, cioè poteri che eccedono le norme di diritto comune applicabili tra privati.

Nel caso concreto, l’azione di sostituzione del consenso era strettamente connessa al sequestro del veicolo operato dalle autorità incaricate dell’applicazione della legge e al successivo sequestro giudiziario. Essa costituiva un presupposto necessario per la restituzione del bene e non poteva essere esaminata isolatamente dal procedimento penale e dalle misure adottate in esercizio di pubblici poteri.

Irrilevanza della natura civile formale del procedimento incidentale

La Corte esclude che assumano rilievo decisivo il fatto che:

  • il procedimento si svolga tra privati;
  • esso abbia natura contraddittoria;
  • sia disciplinato da norme di procedura civile.

Secondo la Corte, è sufficiente che la domanda trovi il proprio fondamento in un atto di esercizio della potestà d’imperio e sia indissolubilmente legata al sequestro disposto dalle autorità pubbliche. La circostanza che la questione sia presentata come controversia civile sulla restituzione del bene è pertanto irrilevante.

La Corte richiama anche il principio secondo cui, se la controversia principale è esclusa dal regolamento, una questione preliminare non può di per sé farlo applicare; ciò in nome della certezza del diritto.

Esito sulla seconda questione

Poiché la prima questione riceve risposta negativa, la Corte dichiara che non è necessario pronunciarsi sulla seconda questione relativa all’articolo 8, punto 2, del regolamento n. 1215/2012.

Dispositivo

La Corte dichiara che l’articolo 1, paragrafo 1, del regolamento (UE) n. 1215/2012 deve essere interpretato nel senso che la nozione di "materia civile e commerciale" non include un’azione diretta a sostituire il consenso del convenuto nell’ambito di una domanda di revoca del sequestro giudiziario di un bene, quando tale azione è un procedimento incidentale rispetto al sequestro del bene disposto dalle autorità incaricate dell’applicazione della legge.

Come è indicizzato

Materiecompetenza giurisdizionale civile e commercialesequestro giudiziariorapporti tra procedimento penale e procedimento civilechiamata di terzo

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