Sentenza n. 3909/2026 - Napoli, Sezione 2
per l’annullamento, previa sospensione dell’efficacia: del decreto del Questore della Provincia di Benevento prot. n. -OMISSIS- del 16 dicembre 2022, con il quale è stata dichiarata l’improcedibilità dell’istanza volta al rinnovo del permesso di soggiorno per lavoro autonomo;
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeIl TAR ha dichiarato la cessazione della materia del contendere, ritenendo accoglibile la richiesta del ricorrente alla luce della sopravvenuta sentenza della Corte d'Appello di Napoli, che aveva riconosciuto il diritto al rinnovo della protezione umanitaria. La pronuncia sopravvenuta ha fatto venir meno l'interesse alla decisione sull'impugnazione del decreto di improcedibilità. Le spese di giudizio sono state compensate tra le parti.
Atto impugnato: decreto di improcedibilità dell'istanza di rinnovo del permesso di soggiorno per lavoro autonomo
Esito
La controversia
Il ricorrente ha impugnato il decreto del Questore di Benevento che aveva dichiarato improcedibile la sua istanza di rinnovo del permesso di soggiorno per lavoro autonomo, chiedendone l'annullamento previa sospensione dell'efficacia. L'istanza cautelare era stata respinta con ordinanza del 30 marzo 2023. Nel corso del giudizio, il ricorrente ha depositato una sentenza della Corte d'Appello di Napoli che gli ha riconosciuto il diritto al rinnovo della protezione umanitaria, chiedendo quindi la dichiarazione di cessazione della materia del contendere e la compensazione delle spese.
Norme richiamate
art. 34, comma 5, c.p.a.
Richiamato nel provvedimento in relazione alla definizione del giudizio, senza ulteriore esplicitazione del contenuto applicato.
art. 87, comma 4-bis, c.p.a.
Richiamato in relazione alla trattazione della causa nell'udienza straordinaria di smaltimento dell'arretrato.
art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003
Posto a fondamento dell'oscuramento delle generalità della parte interessata a tutela dei suoi diritti o della sua dignità.
artt. 5 e 6 Regolamento (UE) 2016/679
Richiamati, unitamente all'art. 52 d.lgs. 196/2003, a tutela dei diritti o della dignità della parte interessata mediante oscuramento delle generalità.
Massime di principio
- La sopravvenienza di una pronuncia giudiziaria che riconosca al ricorrente il diritto sostanziale perseguito, facendo venir meno l'interesse alla decisione sull'impugnazione dell'atto amministrativo, giustifica la dichiarazione di cessazione della materia del contendere.
- Quando il giudizio viene definito per cessazione della materia del contendere in conseguenza di una sopravvenienza favorevole al ricorrente, le spese possono essere compensate se tale regolazione è richiesta dalla parte e ritenuta appropriata dal giudice.
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