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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 32917/2023 del 27/07/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato per plurime carenze motivazionali della sentenza impugnata e ha annullato la pronunzia della Corte d'Appello con rinvio ad altra sezione della stessa Corte di Appello di Napoli per nuovo esame. Non vi è stata assoluzione in favore del ricorrente; la sentenza di merito è stata cassata per carenze argomentative e il giudizio dovrà essere riesaminato integralmente.

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Ricorso avverso la sentenza della Corte d'Appello di Napoli del 07/07/2022 che aveva riformato la precedente assoluzione e confermato la responsabilità di Cammarota per i reati di incendio doloso (art. 423 c.p.) e reati connessi (art. 434 c.p.), rideterminando la pena a 5 anni e 4 mesi e confermando le condanne civili. Il ricorrente ha censurato plurime lacune motivazionali e vizi nel ragionamento indiziario: mancata considerazione dell'intercettazione (conversazione n.1040) che dimostrerebbe la presenza non programmata in servizio il 4/3/2013; valutazioni contraddittorie sul funzionamento e possibile disattivazione degli sistemi di allarme antintrusione/antincendio; inadeguata verifica dei tempi e della fattibilità dell'azione criminosa; inaffidabilità delle deposizioni dei colleghi-vigilanti per interessi soggettivi; lettura non equanime delle intercettazioni (anche la frase della compagna attributa ta a carico); insufficiente approfondimento delle piste esterne (camorra) e del movente; omissione di motivazione sul diniego delle circostanze attenuanti generiche; contestazione di utilizzabilità di dichiarazioni rese senza garanzie (art. 63 cod. proc. pen.).

Norme richiamate

  • art. 423 cod. pen.

    Norma relativa all'incendio doloso; indicata come reato contestato all'imputato insieme ad altri reati connessi.

  • art. 434 cod. pen.

    Norma richiamata tra i reati per i quali l'imputato è stato condannato in primo grado e confermata in appello; applicazione rimessa al giudizio di merito.

  • art. 192, comma 2, cod. proc. pen.

    Richiamato come parametro per il ragionamento indiziario: un fatto non può essere provato da indizi se questi non sono "gravi, precisi e concordanti"; la Corte ha valutato che la decisione di appello non aveva adeguatamente motivato il rispetto di questi criteri.

  • art. 606, comma 1, lett. e) cod. proc. pen.

    Richiamato in relazione alle omissioni motivazionali ritenute decisive per la cassazione (mancata risposta a specifiche doglianze dell'appellante).

  • art. 62-bis cod. pen.

    Norma sulle circostanze attenuanti generiche: contestato il mancato riconoscimento da parte del giudice di merito nonostante elementi favorevoli (assenza di precedenti, comportamento collaborativo).

  • art. 133 cod. pen.

    Dispositivo che disciplina la determinazione della pena in presenza di circostanze attenuanti; richiamato in relazione alla critica sul mancato utilizzo delle attenuanti generiche.

  • art. 63 cod. proc. pen.

    Richiamato dal ricorrente per denunciare la presunta inutilizzabilità di dichiarazioni rese senza garanzie; la Corte di Cassazione ha ritenuto la questione già esaminata in precedenza e non fondata come motivo di annullamento.

  • art. 627, comma 3 cod. proc. pen.

    Citato nei principi sul limite del vincolo del giudice del rinvio rispetto alle valutazioni di fatto della Corte di Cassazione; il giudice del rinvio può e deve riconsiderare i fatti nei suoi poteri di merito.

Massime di principio

  • In caso di annullamento con rinvio per vizi di motivazione la Corte d'Appello che riesamina il processo ha l'obbligo di un riesame integrale e di rispondere puntualmente a tutte le doglianze rilevanti: omissioni motivazionali gravi possono determinare nuova cassazione.
  • Il ragionamento indiziario deve rispettare il parametro dell'art. 192, comma 2 c.p.p.: ogni indizio deve essere grave, preciso e concordante; singoli indizi labili o contraddittori non possono essere semplicemente sommati per fondare una condanna.
  • Il giudice deve valutare equamente le intercettazioni e gli elementi a favore e contro l'imputato: ignorare o non motivatamente confutare captazioni favorevoli al difensore costituisce vizio motivazionale.
  • La coerenza del movente e la fattibilità tecnica (tempi, modalità, accessi, funzionamento impianti) sono elementi centrali nel costruire o nel demolire una ricostruzione indiziaria; incongruenze su questi punti possono compromettere l'intero impianto accusatorio.
  • La credibilità di testi con possibile interesse soggettivo (es. colleghi vigilanti) va esaminata criticamente: il possibile conflitto d'interesse o il vantaggio disciplinare devono essere valutati e motivati.
  • Se la difesa solleva specifiche prove o intercettazioni a discarico, il giudice di merito deve darne conto esaminandone la rilevanza; il mancato esame è spesso causa di annullamento.
  • Quando la Corte di Cassazione formula indicazioni sul vizio motivazionale, il giudice del rinvio non è vincolato alle sue valutazioni di fatto ma deve rispettare i principi di diritto indicati e svolgere autonomo ed esaustivo esame di merito.
  • Il diniego delle circostanze attenuanti generiche deve essere adeguatamente motivato: l'assenza di una spiegazione puntuale sulla valutazione degli elementi favorevoli è motivo valido di censura.

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