Sentenza n. 842/2026 - Brescia, Sezione 1
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: mancata tempestiva esecuzione della sentenza del Tribunale di Bergamo che aveva riconosciuto il beneficio della Carta elettronica del docente
Esito
Favorevole al ricorrente (docenti)
Prevale il privato
La controversia
Le ricorrenti hanno proposto ricorso per ottemperanza ai sensi degli artt. 112 e seguenti c.p.a. per ottenere l’esecuzione della sentenza n. 886/2023 del Tribunale di Bergamo, passata in giudicato e notificata all’Amministrazione, con la quale il Ministero era stato condannato a riconoscere il beneficio della Carta elettronica del docente per gli anni scolastici richiesti, nei limiti della prescrizione quinquennale. Nel corso del giudizio il Ministero ha comunicato che il gestore del servizio aveva accreditato nel borsellino elettronico delle ricorrenti gli importi riconosciuti dalla sentenza. Le ricorrenti hanno quindi dichiarato venuta meno la necessità di ottenere l’esecuzione coattiva, chiedendo tuttavia la rifusione delle spese di lite.
La decisione
Il TAR ha dichiarato la cessazione della materia del contendere, rilevando che la pretesa azionata era stata integralmente soddisfatta in sede amministrativa e che non vi era più necessità di una pronuncia sull’esecuzione del giudicato ai sensi dell’art. 34, comma 5, c.p.a. Quanto alle spese, il Collegio ha applicato il principio della soccombenza virtuale, ritenendo incontestata la fondatezza della pretesa in ragione dell’adempimento tardivo dell’Amministrazione. Il Ministero è stato condannato a rimborsare cinque sesti delle spese, liquidati in 500 euro oltre oneri e accessori, con distrazione in favore dei difensori antistatari; la restante parte è stata compensata, in considerazione del successivo comportamento collaborativo dell’Amministrazione, dell’intervallo temporale tra il titolo giudiziale, la richiesta di pagamento, la notifica del ricorso e l’adempimento, nonché della serialità dei ricorsi analoghi e della conseguente riduzione dell’impegno professionale riferibile a ciascun giudizio.
Norme richiamate
artt. 112 e seguenti c.p.a.
ricorso per l’ottemperanza
Consentono di agire per ottenere l’esecuzione delle sentenze passate in giudicato e degli altri provvedimenti esecutivi.
art. 114 c.p.a.
Costituisce la disciplina processuale richiamata per il giudizio di ottemperanza.
art. 34, comma 5, c.p.a.
Quando la pretesa sostanziale sia stata integralmente soddisfatta nel corso del giudizio, il giudice dichiara la cessazione della materia del contendere.
art. 1, comma 121, l. 107/2015
beneficio della Carta elettronica del docente per l’aggiornamento e la formazione del personale docente
È la base normativa del beneficio riconosciuto dal giudice del lavoro e successivamente accreditato dall’Amministrazione.
Massime di principio
- Nel giudizio di ottemperanza, l’integrale soddisfazione della pretesa in sede amministrativa durante il processo determina la cessazione della materia del contendere, non essendo più necessaria una pronuncia sull’esecuzione del giudicato.
- L’adempimento tardivo dell’Amministrazione, intervenuto dopo la proposizione del ricorso per ottemperanza, giustifica la regolazione delle spese secondo il principio della soccombenza virtuale, anche se il giudizio si conclude con la cessazione della materia del contendere.
- La successiva collaborazione dell’Amministrazione e le circostanze concrete del giudizio possono giustificare la compensazione parziale delle spese, pur in presenza della fondatezza della pretesa originariamente azionata.
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