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Sentenza

Sentenza del 11/05/2017 n. 395 - Comm. Trib. Reg. per l'Abruzzo

Ires - Rimborso ritenute royalties - Società consociate - Spettanza

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

Prevale il privato

La controversia

La controversia riguarda il diritto della società svedese al rimborso delle ritenute applicate dalla consociata italiana sui canoni corrisposti per lo sfruttamento di royalties. Il rimborso deve essere valutato alla luce dell’art. 26-quater del DPR 600/1973 e della Direttiva 2003/49/CE, verificando in particolare la residenza fiscale, la titolarità effettiva dei redditi, il possesso dei requisiti soggettivi e oggettivi e l’assenza di fenomeni di treaty shopping. La verifica del beneficiario effettivo deve privilegiare la sostanza economica rispetto alla mera forma documentale.

La decisione

È stato riconosciuto che, quando sono rispettati i requisiti previsti dall’art. 26-quater del DPR 600/1973, il credito derivante dalle ritenute è spettante e può essere richiesto a rimborso dalla società svedese. Non è stata ritenuta adeguata una soluzione che imponga automaticamente la tassazione immediata dei canoni e obblighi il soggetto non residente a chiedere successivamente il rimborso solo perché il certificato di residenza fiscale è stato rilasciato pochi giorni dopo il pagamento. L’Amministrazione deve quindi effettuare una verifica sostanziale e non meramente formalistica dei requisiti.

Norme richiamate

  • Art. 26-quater del DPR 600/1973

    Prevede, al ricorrere delle condizioni stabilite, l’esenzione o il rimborso delle ritenute su interessi e royalties corrisposti tra società consociate residenti in Stati membri dell’Unione europea.

  • Direttiva 2003/49/CE

    Mira a eliminare le ritenute alla fonte su interessi e royalties tra società consociate di Stati membri, subordinando il beneficio alla presenza di requisiti specifici e alla qualità di beneficiario effettivo.

  • Cassazione, sentenza n. 1553 del 3 febbraio 2012

    Afferma che l’accertamento dei requisiti convenzionali deve considerare la sostanza economica dell’operazione e prevenire il treaty shopping, senza attribuire rilievo esclusivamente formalistico alla documentazione o alla tempistica del certificato di residenza.

Massime di principio

  • Il rimborso delle ritenute su interessi e royalties tra società consociate non è automatico: occorre dimostrare il possesso di tutti i requisiti previsti dalla normativa europea e nazionale.
  • La società che riceve i canoni deve essere il beneficiario effettivo del reddito e non un mero soggetto interposto destinato a trasferire il reddito a terzi.
  • La verifica fiscale deve privilegiare la sostanza economica dell’operazione rispetto a formalità documentali isolate, come il rilascio del certificato di residenza pochi giorni dopo il pagamento.
  • La normativa non può essere utilizzata per realizzare fenomeni di treaty shopping; tuttavia, il beneficio non può essere negato automaticamente quando l’operazione è effettiva e i requisiti sostanziali risultano dimostrati.
  • In casi analoghi è opportuno conservare contratti, certificati di residenza, documentazione sui rapporti societari, prove dell’effettiva titolarità e disponibilità dei canoni e ogni elemento utile a dimostrare l’assenza di interposizione artificiosa.

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