Sentenza n. 1076/2026 - Genova, Sezione 2
per l’annullamento del provvedimento prot. n. 25453 del 26.5.2026, recante il divieto di proseguire l’attività edilizia di cui alla S.C.I.A. n. 64 del 13.5.2026 e l’ordine di rimuovere gli effetti;
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: provvedimento comunale che vietava la prosecuzione dell’attività edilizia oggetto della SCIA e ordinava la rimozione delle opere
Esito
Favorevole al resistente (comune)
Prevale l’amministrazione
La controversia
I ricorrenti hanno impugnato il provvedimento comunale ritenendo che esso riguardasse anche la recinzione installata sul confine con il fondo limitrofo. Hanno dedotto la violazione degli artt. 27 e 37 d.P.R. n. 380/2001, dell’art. 841 c.c. e dell’art. 42 Cost., nonché l’erroneità della motivazione per carenza del presupposto. Secondo i ricorrenti, la struttura divisoria sarebbe modesta, funzionale alla delimitazione della proprietà, priva di incremento del carico urbanistico e di impatto visivo, sicché l’intervento sarebbe riconducibile all’edilizia libera o, al più, alla SCIA; ne sarebbe quindi illegittima la demolizione, potendosi eventualmente applicare soltanto una sanzione pecuniaria. Il Comune ha eccepito il difetto di interesse, sostenendo che il provvedimento non riguardava la recinzione sul confine, e ha comunque contestato la fondatezza del ricorso.
La decisione
Il TAR, decidendo in forma semplificata ai sensi dell’art. 60 c.p.a., ha accolto l’eccezione pregiudiziale del Comune e dichiarato il ricorso inammissibile per difetto di interesse. Il provvedimento impugnato vietava l’intervento oggetto della SCIA presentata dalla destinataria e ordinava la rimozione delle opere indicate nel titolo edilizio, ritenute abusive per mancanza dell’autorizzazione paesaggistica e per falsa rappresentazione dello stato legittimo dell’immobile. Dalla tavola progettuale e dalla documentazione fotografica risultava che la SCIA riguardava soltanto la recinzione interna alla corte comune, oltre ad alcune modifiche ai prospetti. La distinta inferriata collocata sul confine con il fondo di terzi non era rappresentata nella SCIA né nelle fotografie e, pertanto, era estranea al provvedimento inibitorio. La circostanza che tale manufatto fosse stato rilevato dalla Polizia Locale non ne mutava l’estraneità all’atto impugnato. Anche la successiva SCIA in sanatoria menzionava soltanto la recinzione interna. Non sussistendo una lesione attuale derivante dal provvedimento impugnato con riguardo alla recinzione di confine, mancava l’interesse a ricorrere. Le spese sono state compensate per la peculiarità della fattispecie.
Norme richiamate
art. 60 c.p.a.
Consente la definizione del giudizio con sentenza in forma semplificata, sentite le parti, quando ne ricorrono i presupposti.
art. 27 d.P.R. n. 380/2001
Richiamato dai ricorrenti in relazione ai poteri repressivi edilizi, ma non esaminato nel merito a causa della declaratoria di inammissibilità.
art. 37 d.P.R. n. 380/2001
Richiamato dai ricorrenti per sostenere l’applicabilità della sanzione pecuniaria, ma non esaminato nel merito.
art. 841 c.c.
Richiamato dai ricorrenti in relazione alla facoltà di delimitazione della proprietà, senza esame di merito.
art. 42 Cost.
Richiamato dai ricorrenti a tutela del diritto di proprietà, senza esame di merito.
Massime di principio
- L’interesse a ricorrere richiede una lesione attuale e concreta derivante dall’atto impugnato; il ricorso è inammissibile quando la censura riguarda un’opera o una situazione estranea all’ambito oggettivo del provvedimento contestato.
- Per individuare l’oggetto di un provvedimento inibitorio relativo a una SCIA occorre verificare il contenuto della segnalazione, degli elaborati progettuali e della documentazione fotografica, nonché il collegamento effettivo tra le opere rappresentate e quelle colpite dall’atto amministrativo.
- Il mero fatto che un’opera sia stata rilevata nell’ambito di un sopralluogo della Polizia Locale non implica che essa sia stata vietata o assoggettata a rimozione se non è compresa nell’intervento oggetto della SCIA e nel dispositivo o nella motivazione del provvedimento inibitorio.
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