Sentenza n. 342/2026 - Venezia, Sezione 4
per l'ottemperanza al giudicato formatosi sulla sentenza n. 469/2023, pubblicata in data 22/09/2023, emessa dal Tribunale di Verona nella persona del Giudice, passata in giudicato il 09/11/2023;
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: mancata esecuzione della sentenza del Tribunale di Verona n. 469/2023, passata in giudicato, relativa all'accredito del beneficio economico della Carta del docente
Esito
Favorevole al ricorrente (docenti)
Prevale il privato
La controversia
I ricorrenti hanno agito per l'ottemperanza alla sentenza del Tribunale di Verona, Sezione lavoro, n. 469/2023, che aveva accertato il loro diritto al beneficio di 500 euro annui tramite Carta elettronica del docente e aveva condannato il Ministero all'erogazione della prestazione mediante emissione e accredito sulla Carta docente. La sentenza era passata in giudicato il 9 novembre 2023 ed era stata notificata all'Amministrazione per l'esecuzione il 16 luglio 2024. Decorso il termine dilatorio di 120 giorni previsto dall'art. 14 del d.l. n. 669/1996, il Ministero non aveva dato esecuzione al giudicato. Il Ministero, ritualmente intimato, non si è costituito e non ha fornito elementi comprovanti l'adempimento.
La decisione
Il TAR ha ritenuto ammissibile l'azione di ottemperanza, verificando il passaggio in giudicato della sentenza del giudice ordinario, la notificazione della pronuncia all'Amministrazione e il decorso del termine dilatorio previsto dall'art. 14 del d.l. n. 669/1996. Ha affermato che anche una sentenza passata in giudicato del giudice ordinario rientra tra i titoli eseguibili mediante il giudizio di ottemperanza ai sensi dell'art. 112, comma 1, lett. c), c.p.a. Accertata l'inottemperanza ministeriale, ha ordinato al Ministero di accreditare sul portafoglio Carta docente euro 1.500,00 in favore di ciascun ricorrente, entro sessanta giorni dalla notificazione o comunicazione della sentenza. Ha nominato, per l'eventuale ulteriore inadempimento, un Commissario ad acta, individuato nel Direttore della Direzione generale competente del Ministero, con facoltà di delega e autorizzazione alla subdelega. Il Ministero è stato inoltre condannato alle spese di giudizio, liquidate in complessivi euro 1.500,00 oltre accessori.
Norme richiamate
art. 112, comma 1, lett. c), c.p.a.
al fine di ottenere l'adempimento dell'obbligo della pubblica Amministrazione di conformarsi, per quanto riguarda il caso deciso, al giudicato
Consente di ottenere l'esecuzione dell'obbligo dell'Amministrazione di conformarsi a un giudicato, compreso quello formatosi su una sentenza del giudice ordinario.
art. 14 d.l. 31 dicembre 1996, n. 669, conv. dalla l. 28 febbraio 1997, n. 30
Prevede il termine dilatorio, decorrente dalla notificazione del titolo esecutivo all'Amministrazione, il cui decorso costituisce presupposto per l'azione di ottemperanza nel caso esaminato.
art. 1, comma 121, l. n. 107/2015
Individua la finalità del beneficio economico da accreditare sul portafoglio Carta del docente.
Massime di principio
- Il giudizio di ottemperanza ai sensi dell'art. 112, comma 1, lett. c), c.p.a. è esperibile per ottenere l'adempimento di un obbligo amministrativo derivante da una sentenza passata in giudicato del giudice ordinario, quando l'Amministrazione non si sia conformata al comando giudiziale.
- Ai fini dell'ammissibilità dell'azione di ottemperanza relativa a obbligazioni della pubblica amministrazione, occorre verificare il passaggio in giudicato del titolo, la sua notificazione all'Amministrazione per l'esecuzione e il decorso del termine dilatorio previsto dall'art. 14 del d.l. n. 669/1996.
- In presenza di un giudicato ineseguito e in assenza di prova dell'adempimento da parte dell'Amministrazione, il giudice dell'ottemperanza può ordinare l'esecuzione specifica della prestazione entro un termine ultimativo e nominare sin da subito un Commissario ad acta per l'eventuale ulteriore inottemperanza.
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La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giustizia amministrativa, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.
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