Cassazione Penale, Sentenza n. 10389/2022 del 24/03/2022
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
I ricorsi impugnano la sentenza d'appello del 02/10/2020 che aveva: per Enrico, riqualificato e confermato il reato in tentato omicidio (artt. 56 e 575 c.p.) riducendo la pena per esclusione del porto illegale del calibro 12; per Ferruccio, riqualificato da art. 650 c.p. a violazione degli artt. 17 e 39 T.U.L.P.S. (detenzione armi in violazione di provvedimento prefettizio). Guidi Enrico deduceva: vizio di motivazione e valutazione degli indizi, inutilizzabilità delle dichiarazioni riportate nel verbale di arresto (assenza di sottoscrizione), contestazione della spontaneità delle dichiarazioni rese in stato di ubriachezza, omissione di esame dello stato dei luoghi (impossibilità di trovare il torrente indicato), criticità della consulenza balistica, assenza del dolo omicidiario per errore sulla persona (aveva creduto fossero carabinieri), configurabilità della desistenza, legittima difesa, omissione di prova decisiva (non escussione in appello del teste Borgogni). Guidi Ferruccio denunciava: impossibile la riqualificazione in T.U.L.P.S. perché il divieto assoluto era successivo al fatto, violazione del principio di correlazione accusa/sentenza e del contraddittorio per riqualificazione in appello, inesistenza della convivenza/frequentazione contestata dal prefetto, errore nella quantificazione della pena (applicazione riduzione per rito abbreviato errata), mancato dissequestro delle armi.
La decisione
La Corte di Cassazione ha rigettato integralmente il ricorso di GUIDI ENRICO: è stata confermata in via definitiva la condanna per tentato omicidio (artt. 56 e 575 c.p.) e il rigetto delle censure relative a prova indiziaria, desistenza, errore sulla persona e legittima difesa; è stata inoltre respinta la doglianza sull'inutilizzabilità delle dichiarazioni di arresto ritenute non decisive, con condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali. Quanto a GUIDI FERRUCCIO, la Cassazione ha in massima parte rigettato il ricorso (confermata la riqualificazione in T.U.L.P.S. e la sanzione penale per la violazione del divieto prefettizio del 31.05.2011), ma ha parzialmente accolto il motivo relativo alla determinazione della pena: ha ritenuto corretta l'applicazione della diminuzione per il rito abbreviato ma ne ha stabilito la misura pari alla metà (non al terzo) trattandosi di reato contravvenzionale, conseguentemente ha rideterminato direttamente l'ammenda a euro 75,00 (annullamento senza rinvio per questo profilo). La richiesta di dissequestro armi è stata ritenuta estranea al giudizio penale.
Norme richiamate
artt. 56 e 575 cod. pen.
Norme applicate per la contestazione e conferma del reato di tentato omicidio; la Corte ha ritenuto provato il dolo mediante valutazione delle modalità di sparo e delle circostanze.
artt. 4 e 7 legge n. 895/1967
Norme richiamate in primo grado per il porto illegale di un fucile automatico; la Corte d'appello ha escluso la fattispecie del porto in luogo aperto al pubblico e ha riqualificato il fatto nei termini di cui sopra.
art. 650 cod. pen.
Violazione dell'ordine dell'autorità: contestata in primo grado a Ferruccio ma poi riqualificata dalla Corte territoriale nella norma speciale del T.U.L.P.S.; la Cassazione ha ritenuto la riqualificazione corretta.
art. 39 e art. 17 T.U.L.P.S.
Norme del testo unico sulle misure relative alla detenzione di armi: la Corte d'appello ha ricondotto la condotta di Ferruccio a queste disposizioni (sanzione contravvenzionale), decisione ritenuta legittima in cassazione.
art. 350 comma 7 cod. proc. pen.
Stabilisce i requisiti per l'utilizzabilità delle dichiarazioni spontanee rese alla polizia giudiziaria: devono essere inserite in atto sottoscritto dall'indagato per avere efficacia probatoria; la Corte di legittimità conferma l'inutilizzabilità del verbale di arresto ove manchi la sottoscrizione.
art. 192 comma 2 cod. proc. pen.
Criteri di valutazione della prova indiziaria; la Corte di Cassazione ricorda che contestazioni circa la valutazione degli indizi che chiedono diversa ricostruzione dei fatti sono sindacabili con grande limitazione in sede di legittimità.
art. 199 cod. proc. pen.
Prevede il diritto dell'imputato di non rendere dichiarazioni; la Corte ha valorizzato la tardività delle dichiarazioni dei familiari rispetto all'immediatezza del fatto.
art. 60 cod. pen.
Regola l'effetto dell'errore sulle qualità della persona offesa: la Corte osserva che l'errore sulla persona non scrimina il dolo omicidiario nella forma semplice contestata.
art. 56 comma terzo cod. pen.
Disciplina la desistenza nel tentativo: la Corte ha ritenuto inapplicabile la desistenza perché l'imputato aveva già posto in essere tutti gli atti idonei alla produzione dell'evento (tentativo compiuto).
art. 52 cod. pen.
Norma sulla legittima difesa: la Corte ha escluso la sua applicabilità, ritenendo infondata la doglianza difensiva.
art. 62 cod. proc. pen.
Limiti all'escussione di testi su circostanze apprese dall'imputato dopo il fatto; la Cassazione ha ritenuto improcedibile la richiesta di nuova escussione del teste per fatti appresi dopo l'arresto.
art. 442 comma 2 cod. proc. pen. (norme sulla abbreviato)
Regola la diminuzione di pena per il rito abbreviato; la Corte ha precisato che per il reato contravvenzionale la diminuzione è della metà (non di un terzo), ed ha così rideterminato l'ammenda di Ferruccio.
Giurisprudenza CEDU: Drassich c. Italia
Richiamata in riferimento al principio di contraddittorio: la Corte conferma che la riqualificazione del fatto in sede di appello non è per sé violativa del contraddittorio se prevedibile e se l'imputato ha potuto difendersi.
Massime di principio
- Le dichiarazioni spontanee rese alla polizia giudiziaria sono inutilizzabili a fini probatori se non risultano inserite in atto sottoscritto dall'indagato (art. 350 c.7 c.p.p.); tuttavia, anche se un elemento è inutilizzabile, la condanna può resistere se le residue prove sono sufficienti (criterio della "prova di resistenza").
- La testimonianza delle persone offese, se costante e coerente, può essere autonoma base di condanna anche senza riscontri esterni, purché il giudice motivi adeguatamente la valutazione della attendibilità.
- L'errore sulla persona (es. credere che le vittime siano agenti di polizia) non esclude il dolo omicidiario nella fattispecie semplice quando la condotta dimostra volontà omicida (uso di arma letale, spari ad altezza d'uomo e ravvicinati).
- La desistenza dal tentativo è esclusa quando l'agente abbia già compiuto atti idonei e diretti in modo non equivoco a consumare il reato (tentativo compiuto).
- La riqualificazione del fatto in sede di appello in una fattispecie specializzata (es. T.U.L.P.S.) è lecita se tale evoluzione era ragionevolmente prevedibile e non ha privato l'imputato del diritto di difesa; può essere impugnata in cassazione.
- Le questioni di valutazione della prova (credibilità, riscontri, interpretazione delle risultanze balistiche o cronologiche) rientrano primariamente nel merito e sono limitatamente sindacabili in sede di legittimità se sostenute da motivazione congrua.
- Per i reati contravvenzionali la diminuzione di pena per il rito abbreviato va applicata nella misura della metà (art. 442 c.2 c.p.p., come interpretata dalla Cassazione), e un errore nel calcolo può essere rettificato in cassazione con rideterminazione diretta della pena.
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