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Sentenza

Sentenza n. 11258/2026 - Roma, Sezione 3T

Giudizio di ottemperanza per l'esecuzione del giudicato formatosi sulla sentenza n. 9457/2024 del Tribunale di Roma, Sezione Lavoro, pubblicata in data 25.09.2024

Giustizia amministrativa202514384

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. III terSentenzaGiudizio di ottemperanza

Atto impugnato: mancata esecuzione della sentenza n. 9457/2024 del Tribunale di Roma, Sezione Lavoro

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (creditore del giudicato)

Prevale il privato

La controversia

La ricorrente ha promosso un giudizio di ottemperanza per ottenere l'esecuzione della sentenza n. 9457/2024 del Tribunale di Roma, Sezione Lavoro, pubblicata il 25 settembre 2024. Ha dedotto l'inadempimento del Ministero rispetto agli obblighi derivanti dal titolo giudiziale. L'Amministrazione si è costituita, ma non ha fornito chiarimenti o indicazioni circa l'avvenuta o corretta esecuzione della sentenza. Il giudizio ha quindi riguardato esclusivamente l'attuazione del comando contenuto nel giudicato, senza rimettere in discussione i presupposti della pretesa già riconosciuta dal giudice ordinario.

La decisione

Il TAR ha accolto il ricorso. Ha ritenuto che, a fronte dell'allegato inadempimento, l'Amministrazione non avesse fornito elementi idonei a dimostrare la corretta esecuzione del giudicato, richiamando i principi sull'onere della prova nei rapporti tra creditore e debitore. Ha affermato che il diritto riconosciuto dalla sentenza del Tribunale ordinario e i relativi presupposti non sono sindacabili nel giudizio di ottemperanza. Ha pertanto ordinato al Ministero di dare esecuzione al giudicato entro 60 giorni dalla comunicazione o notificazione della sentenza. Per il caso di infruttuoso decorso del termine, ha nominato quale Commissario ad acta il direttore generale dell'Amministrazione competente, con facoltà di delega e senza compenso, attribuendogli un ulteriore termine di 60 giorni decorrente dalla scadenza del termine assegnato al Ministero e previa richiesta della ricorrente. Il Ministero è stato inoltre condannato al pagamento di 800 euro, oltre accessori di legge, per le spese del giudizio, con distrazione in favore dei procuratori antistatari.

Norme richiamate

  • art. 112 c.p.a.

    Il giudizio di ottemperanza è diretto a conseguire l'esecuzione del giudicato e consente al giudice amministrativo di ordinare all'amministrazione l'adozione delle attività necessarie all'attuazione del titolo.

  • art. 114 c.p.a.

    La norma costituisce il fondamento dei poteri del giudice dell'ottemperanza, compresa la dichiarazione dell'obbligo di eseguire il giudicato e la nomina del commissario ad acta in caso di ulteriore inadempimento.

Massime di principio

  • Nel giudizio di ottemperanza, quando il ricorrente allega l'inadempimento dell'amministrazione rispetto a un titolo giudiziale e l'amministrazione non fornisce chiarimenti o prova della corretta esecuzione, il ricorso può essere accolto sulla base dell'inadempimento non adeguatamente contestato o giustificato.
  • Il giudizio di ottemperanza è finalizzato all'attuazione del comando contenuto nel giudicato e non consente di rimettere in discussione i presupposti della pretesa già riconosciuta dal giudice che ha pronunciato il titolo.
  • Il giudice dell'ottemperanza può assegnare all'amministrazione un termine per adempiere e nominare preventivamente un commissario ad acta, destinato a intervenire, su richiesta dell'interessato, in caso di inutile decorso del termine.
  • Il commissario ad acta può essere individuato nel dirigente generale dell'amministrazione competente, con facoltà di delega e senza compenso, per l'esecuzione del giudicato.

Come è indicizzato

MaterieGiudizio di ottemperanzaSpese di lite
RamiProcesso amministrativo
IstitutiOttemperanza e commissario ad actaOnere della prova e principio dispositivo

Testo integrale

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