Cassazione Penale, Sentenza n. 3033/2024 del 24/01/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeIl ricorso è stato dichiarato inammissibile per sopravvenuta rinuncia comunicata dal difensore della ricorrente in data 31/10/2023. La Corte ha condannato la ricorrente al pagamento delle spese processuali e al versamento di Euro 500 in favore della Cassa delle Ammende. Di conseguenza l'impugnazione non è stata esaminata nel merito e l'ordinanza impugnata resta efficace.
Esito
Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione dell'ordinanza del Tribunale di Milano (riesame ex art. 322 c.p.p.) che aveva confermato il sequestro preventivo finalizzato alla confisca del profitto dei reati di "dichiarazione fraudolenta" contestati a MURA Fabio (in qualità di amministratore sia della MONDIALPOL SERVICE s.p.a., poi incorporata nella ricorrente, sia della odierna ricorrente). La ricorrente non censurava il fumus dei reati a carico di MURA se non per una presunzione generalizzata di fraudolenza, ma deduceva due profili rilevanti: 1) l'illiceità/inesistenza del titolo giustificativo delle somme sequestrate (somme pervenute in epoca successiva al tempus commissi delicti); 2) l'assenza del periculum in mora. Tali argomentazioni erano state però disattese dal Tribunale.
Norme richiamate
art. 322 cod. proc. pen.
Articolo richiamato perché la richiesta era un riesame ex art. 322 c.p.p.; qui serve ad indicare la natura del rimedio esperito contro il decreto di sequestro preventivo
regole processuali sulla rinuncia al ricorso e sulle conseguenze (inammissibilità, spese, ammenda)
La Corte ha applicato il principio per cui la sopravvenuta rinuncia al ricorso determina l'inammissibilità dell'impugnazione e può comportare condanna alle spese e la liquidazione di una somma a titolo di ammenda (Cassa delle Ammende), come misura di chiusura del procedimento
Massime di principio
- La rinuncia sopravvenuta al ricorso in Cassazione determina in genere l'inammissibilità dell'impugnazione e l'imputazione delle spese processuali al rinunciante; è quindi una scelta che priva il ricorrente dell'esame di merito.
- Quando si impugna un provvedimento di sequestro preventivo finalizzato alla confisca è essenziale articolare chiaramente la prova del titolo legittimo delle somme (in particolare se la loro acquisizione è posteriore al tempus commissi delicti) o di assenza di nesso di causalità con il reato; argomentazioni generiche o basate su presunzioni difficilmente prevalgono.
- Per contestare il periculum in mora occorre fornire elementi concreti che escludano il rischio di dissipazione o proporre misure cautelari alternative (garanzie, vincoli) per evitare l'esecuzione integrale del sequestro.
- La mancata impugnazione tempestiva e fondata delle questioni di merito davanti al giudice di riesame espone il ricorrente al rischio che le medesime censure siano ritenute insufficienti in sede successiva; preparare documentazione probatoria e argomentazioni specifiche è cruciale.
- Le conseguenze economiche della rinuncia in Cassazione possono riguardare sia le spese processuali sia somme da versare alla Cassa delle Ammende; va quindi valutato attentamente il rapporto costo/beneficio prima di rinunciare.
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